Convegno di Legautonomie per offrire un approfondimento e linee guida operative sulla disciplina delle società partecipate degli enti locali.
A nove anni dalla riforma del Titolo V, che modifica l’ordinamento statuale del nostro Paese in senso federalista, la Camera dei deputati ha approvato a giugno di quest’anno un disegno di legge del Governo che interviene sulla materia delle funzioni degli enti locali, al fine di adeguarle alla riforma del Titolo V della Costituzione italiana. Tra i punti qualificanti del provvedimento vi è una delega al Governo per l'adozione della “Carta delle autonomie localiâ€, in cui riunire e coordinare sistematicamente le disposizioni statali che disciplinano gli enti locali.
L'Assemblea della Camera ha approvato il disegno di legge il 30 giugno 2010, che ora è passato all'esame del Senato (AS 2259), che pubblichiamo tra gli allegati.
Il lungo percorso della Carta delle Autonomie
Il disegno di legge A.C. 3118, che costituiva provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica, interviene sull’attuale assetto normativo delle autonomie locali, risalente ai primi anni ’90.
Con tale intervento si introducono disposizioni di adeguamento alla riforma del Titolo V della Parte seconda della Costituzione approvata nel 2001, che ha attribuito nuove funzioni alle comunità locali, dotandole di autonomia finanziaria. In relazione a tale autonomia si pongono i presupposti per la concreta attuazione della legge sul federalismo fiscale (legge n. 42 del 2009), che ha previsto, tra l’altro, una suddivisione delle spese degli enti locali tra le spese riconducibili alle funzioni fondamentali individuate dalla legislazione statale, le spese relative alle altre funzioni e le spese finanziate con contributi speciali.
L'esame del provvedimento, al quale sono state abbinate 13 proposte di iniziativa parlamentare, è iniziato presso la I Commissione Affari costituzionali l'11 marzo 2010 e si è concluso il 10 giugno scorso. La Camera ha modificato in più punti il testo del provvedimento, anche in relazione alle disposizioni introdotte dalla legge finanziaria per il 2010, n. 191/09, come modificata dal Decreto-Legge n. 2/2010, che interviene a modificare ed integrare alcune norme in materia di contenimento delle spese degli enti locali contenute nella legge finanziaria 2010 (art. 2, commi 183-187).