AGENDA
25 Maggio 2012
Perugia, Centro Congressi Galeazzo Alessi (ex Sala Borsa) Via Mazzini

Iniziativa organizzata da Federconsumatori con il Patrocinio, fra gli altri, di Legautonomie

4 Giugno 2012
Cesena, Sala del Consiglio comunale - Piazza del Popolo, 10

Organizzato da Legautonomie - Bureau van Dijk - Farneti & Padovani

8 Giugno 2012
Firenze, Istituto degli Innocenti - Salone Brunelleschi - P.zza SS. Annunziata 12

Convegno organizzato da Legautonomie e dall'Istituto degli Innocenti.

dal 25 Maggio 2012
al 27 Maggio 2012
Firenze - Fortezza Da Basso

Tema dellla IX edizione è: “Lavoriamo per il futuro. Lavoro, sostenibilità ed equitàâ€. Per informazioni: http://www.terrafutura.it/.

Legautonomie ha concesso il patrocinio all'iniziativa.

dal 13 Settembre 2012
al 15 Settembre 2012
Padova, Salone del Florovivaismo Flormat (Fiera di Padova)

13ª edizione dell'iniziativa che premia Province e Comuni che hanno investito impegno e risorse a favore del verde pubblico. Partecipazione gratuita, iscrizione entro il 25 maggio p.v.

RICERCHE
Home: Editoriali: La giornata di mobilitazione degli immigrati ci obbliga tutti ad ascoltare e agire
Editoriali
8 Marzo 2010
La giornata di mobilitazione degli immigrati ci obbliga tutti ad ascoltare e agire
Autore: di Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie, sindaco di Pisa
La giornata di mobilitazione dei cittadini immigrati deve far riflettere tutti. Nella crisi è colpito duramente chi vive e lavora in Italia, venuto da lontano, per fare lavori che spesso gli italiani non vogliono più fare. Di certo, se d’un tratto tutti gli immigrati scioperassero davvero o tornassero nei paesi d’origine, come qualcuno per propaganda dice di volere, si fermerebbe buona parte del paese.

Nelle città andrebbero in crisi tante famiglie, chiuderebbero alberghi e fabbriche, servizi di pulizia e bar, stabilimenti balneari e ristoranti, e tant’altro.
Dunque i problemi dei cittadini immigrati sono i nostri problemi: perché sono cittadini come noi, hanno diritti e doveri come ne abbiamo noi, e perché il loro lavoro è ormai essenziale per le nostre comunità. Ciò anche se oggi non c’è, da noi, più il miraggio di un lavoro facile e molti vorrebbero tornare nei loro paesi anche per questo. La lotta per una crescita dell’economia, contro il declino del paese, perciò deve unire, non dividere: si cresce necessariamente insieme.
Allora dobbiamo agire, prima che la crisi faccia precipitare le tensioni. Il governo deve cambiare linea. Se le leggi fatte, come la Bossi-Fini, hanno prodotto guai vanno cambiate. Lo riconosce, implicitamente, anche il presidente Fini, ormai, ribellandosi alla propaganda xenofoba leghista.
Serve un diverso riconoscimento della cittadinanza e una riforma del regime dei permessi di soggiorno. Serve dare agli immigrati che risiedono in Italia da un certo numero di anni e che si comportano da buoni cittadini il diritto di voto nelle elezioni amministrative: la città di Pisa si batterà, ancora in prima fila, per questa innovazione necessaria a far valere diritti e doveri.
Bisogna smetterla con i tagli ai fondi statali per le politiche per l’immigrazione e per quelle sociali: senza uno sforzo d’integrazione non si vincono le separatezze e non si possono fare buoni cittadini, né si possono affrontare i problemi acuti che si chiamano scuola, salute e casa.
Le città, in realtà, sanno distinguersi e la nostra per molti versi è stata ed è ancora d’esempio. E vuole restare d’esempio: ma non potrà farlo senza risorse. Ci sono bisogni fondamentali da soddisfare e c’è un dovere di integrazione interculturale, di dialogo fra religioni diverse, al quale una comunità deve assolvere, con intelligenza e sensibilità, mettendo a disposizione il suo patrimonio: dalle scuole alle Chiese, dalle istituzioni culturali alle associazioni, ai sindacati.

Le comunità degli immigrati devono capire, e secondo me hanno assai largamente capito, che il rispetto delle regole è essenziale, che contrapporre la risposta alle preoccupazioni per la sicurezza allo sforzo per politiche sociali rivolte anche ai nuovi cittadini è sbagliato. Una comunità dove le regole sono fatte valere è una comunità che difende anche la sua vocazione all’accoglienza e respinge i facili e insidiosi egoismi, che spesso orientano proprio i cittadini più esposti alle massicce campagne di propaganda televisiva, che speculano sui cambiamenti portati dall’immigrazione così cresciuta in Italia in pochi anni.
Lottare insieme per il lavoro, per la sicurezza del lavoro, contro lo sfruttamento che si è visto nel dramma di Rosarno e non solo in quello, vuol dire garantire coesione delle nostre comunità in un mondo senza confini che è cambiato e cambierà ancora. Dobbiamo saper governare i cambiamenti e non farci paralizzare dalle paure ed esserne così travolti.