AGENDA
25 Maggio 2012
Perugia, Centro Congressi Galeazzo Alessi (ex Sala Borsa) Via Mazzini

Iniziativa organizzata da Federconsumatori con il Patrocinio, fra gli altri, di Legautonomie

4 Giugno 2012
Cesena, Sala del Consiglio comunale - Piazza del Popolo, 10

Organizzato da Legautonomie - Bureau van Dijk - Farneti & Padovani

8 Giugno 2012
Firenze, Istituto degli Innocenti - Salone Brunelleschi - P.zza SS. Annunziata 12

Convegno organizzato da Legautonomie e dall'Istituto degli Innocenti.

dal 25 Maggio 2012
al 27 Maggio 2012
Firenze - Fortezza Da Basso

Tema dellla IX edizione è: “Lavoriamo per il futuro. Lavoro, sostenibilità ed equitàâ€. Per informazioni: http://www.terrafutura.it/.

Legautonomie ha concesso il patrocinio all'iniziativa.

dal 13 Settembre 2012
al 15 Settembre 2012
Padova, Salone del Florovivaismo Flormat (Fiera di Padova)

13ª edizione dell'iniziativa che premia Province e Comuni che hanno investito impegno e risorse a favore del verde pubblico. Partecipazione gratuita, iscrizione entro il 25 maggio p.v.

RICERCHE
Home: Editoriali: Le riforme istituzionali ed il miraggio della razionalità
Editoriali
27 Agosto 2010
Le riforme istituzionali ed il miraggio della razionalità
Autore: di Fabrizio Pezzani, professore Università L. Bocconi, Milano
Estratto dalla pagina di Legautonomie pubblicata su Italia Oggi il 27 agosto 2010.

Il problema di fondo del Paese rimane ancora quello delle riforme istituzionali da affrontare, ma è necessario evitare di ricadere nell’idea che la revisione istituzionale basti a risolverlo perché il vero nodo critico è la capacità di tradurle in comportamenti reali ed operativi : le riforme, infatti, sono necessarie, difficili da fare ma purtroppo possono essere del tutto inutili.

Le riforme sono necessarie per evitare il continuo disallineamento tra paese reale e quello istituzionale ; il passaggio verso un modello compiuto di federalismo tarda a realizzarsi con la conseguenza di lasciare il paese in mezzo ad un guado tra il modello federale, espressione del paese reale, ed un modello di stato unitario, espressione del modello di governance che si traduce nel patto di stabilità interno; tutto ciò rende difficile il governo del paese rispetto ai principi di equità e di corretta distribuzione delle risorse.

Le riforme sono difficili perché devono essere condivise, in grado di attivare un reale cambiamento nel processo di evoluzione degli assetti istituzionali e creare la capacità di risposta ai bisogni di equità solidale emergenti nella società . Gli assetti istituzionali devono essere in grado di adattarsi ad una realtà in continua ridefinizione e le riforme istituzionali devono avere in sé il requisito della modificabilità; la mancanza di quest’approccio culturale è stato, probabilmente, l’elemento che ha fatto fallire la bicamerale.

Le riforme infine possono essere inutili se il loro disegno non si traduce in comportamenti reali ma rimangono dichiarazioni di principi ideali su cui tutti sono d’accordo ma che non trovano riscontro immediato nella realtà a causa dell’inidoneità dei sistemi di controllo, reale problema di fondo del paese. Il tema del controllo, infatti , è affrontato da sempre con una logica giuridica per cui di fronte ad un nuovo problema si fa una nuova norma, si inasprisce la precedente o si crea un nuovo organo di controllo con il risultato di moltiplicare norme e organi di controllo dei quali non si verifica poi la reale implementazione. Tutto ciò può essere definito come “il miraggio della razionalità†cioè l’idea che la definizione di buone norme e modelli economici possano di per sé garantire la loro corretta attuazione.

A questo proposito possiamo vedere come l’inefficienza dei sistemi di governance e di controllo renda debole anche l’ applicazione dei principi costituzionali nella realtà. Il debito pubblico è forse l’esempio più evidente di tutto ciò; il debito è il risultato di ricchezza distribuita ma non prodotta, questo contrasta con il rispetto dell’art. 81 che richiede per ogni spesa la sua copertura; parte di questa ricchezza è conferita dai cittadini in modo dissimile per il diverso atteggiamento alla fiscalità – chi paga le tasse e chi no -, questo contrasta con il rispetto dell’art. 2 sulla solidarietà dei cittadini verso le spese dello stato; la ricchezza viene, infine, distribuita in modo non equo e questo contrasta con il rispetto dell’art. 3 sul diritto all’uguaglianza dei cittadini e contribuisce al contrario ad aumentarne le diversità.

E’ necessario partire da queste considerazioni per affrontare efficacemente l’annoso problema delle riforme in un quadro di lucidità e di eticità per consentirne un’efficace implementazione in grado di favorire la realizzazione del bene comune condiviso del Paese.