Con nota del 5 ottobre 2018, il Sindaco del Comune di Milano ha rivolto alla Sezione regionale di controllo per la Lombardia una richiesta di parere, ai sensi dell’art. 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n.131, in merito alla possibilità di destinare al fondo per il lavoro straordinario del personale addetto ai servizi di polizia locale parte dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie previste per le violazioni al Codice della strada ai sensi dell’art. 208 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285. «La quota dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alle violazioni del Codice della strada, che gli enti possono destinare, ai sensi dell’art. 208 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, al “Fondo risorse decentrate” per gli incentivi monetari da corrispondere al personale della polizia locale impegnato in progetti di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e stradale, non può essere utilizzata ad integrazione del fondo per il lavoro straordinario».
Mentre la Commissione Arconet e l'Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali sono giunti finalmente a considerare le operazioni di ricorso al fondo rotativo quali anticipazioni di liquidità, la Corte dei conti della Campania (deliberazione n. 76/2019) ha confermato, invece, la sua natura di mutuo con buona pace per gli enti dissestati e in riequilibrio. 
Il principio della cosiddetta retroattività «debole» rende legittima la disciplina del regolamento degli incentivi tecnici che disponga il pagamento, oltre che per il futuro, anche per le attività svolte prima della sua approvazione. L'inclusione o esclusione dal fondo delle risorse decentrate di questi incentivi (articolo 23, comma 2, del Dlgs 75/2017), tuttavia, dovrà confrontarsi con la normativa vigente all'epoca delle attività espletate divenute remunerabili solo a regolamento approvato. 
La Corte dei conti della Lombardia, con la delibera n. 89/2019. Il testo unico delle società partecipate (Dlgs 175/2016), non ha modificato il codice dei contratti (Dlgs 50/2016), ma ha assunto i criteri di esclusione di questo codice come criteri propri allo scopo di definire le caratteristiche delle società in house, e renderle soggetti che possono ricevere, in presenza delle circostanze prescritte, affidamenti diretti dall'ente socio. 
La presenza di errori di imputazione delle spese per la raccolta e smaltimento dei rifiuti non può essere inclusa nel o negli anni successivi, pena il concorso alle spese di utenti diversi da quelli che avrebbero fruito del servizio. Inoltre, la sottovalutazione delle spese in un dato anno, o in quelli successivi, rappresenta una specifica responsabilità amministrativa a carico di soggetti legati da rapporto di servizio con l'amministrazione che, con condotte commissive o omissive gravemente colpose. 
Solo nel caso in cui la fondazione non riceva finanziamenti pubblici è possibile prevedere la remunerazione in favore degli amministratori, altrimenti spetta loro il solo rimborso delle spese documentate. Lo afferma la sezione regionale di controllo per la Sicilia della Corte dei conti con la delibera n. 52/2019
La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Lombardia, con parere n. 87/2019 e n. 89/2019, ha fornito un quadro preciso e cristallizzato della nozione legislativa della produzione di attività rivolta ai soci, che non può essere inferiore all'80%, e di quella eventuale «di mercato», che, in ogni caso, deve essere inferiore al 20%.  
La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Lombardia, con parere n. 87/2019 e n. 89/2019, ha fornito un quadro preciso e cristallizzato della nozione legislativa della produzione di attività rivolta ai soci, che non può essere inferiore all'80%, e di quella eventuale «di mercato», che, in ogni caso, deve essere inferiore al 20%.  
Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di utilizzare i proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali realizzate negli anni 2011, 2012 e 2013 per finanziare le quote capitali dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento per l’annualità 2019. I magistrati contabili del Piemonte con la deliberazione 23/2019, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 22 marzo, hanno  evidenziato che la disposizione normativa di cui all’art. 1, comma 866 della legge 208/2017, che consente agli enti locali di destinare i proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali per finanziare le quote capitali dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento nell’anno o in anticipo rispetto all’originario piano di ammortamento, non possiede natura retroattiva. 
Le progressioni verticali erodono il budget assunzionale nel loro intero importo e non per la sola differenza tra una categoria e l'altra. È questa la conclusione della Corte dei conti Abruzzo che, con la deliberazione n. 38/2019, coglie l'occasione per precisare i diversi impatti dell'applicazione dell'articolo 22 del Dlgs 75/2017 sulle spese di personale e sulle regole del turn over. 
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