In relazione alle notizie di stampa diffuse nelle ultime ore relative a presunti tagli dei fondi per la Strategia Banda Ultra Larga (Strategia BUL) si precisa che il MiSE ha stabilito una rimodulazione finanziaria dell’Asse II del Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività FESR 2014-2020 relativo all’implementazione della Strategia BUL al solo fine di non perdere 177 milioni di euro di finanziamenti europei. L’importo destinato originariamente era di 233 milioni di euro e di questi risultavano impegnati solo 56 milioni necessari per le aree bianche.
Le Regioni hanno espresso un parere favorevole sulle linee guida per l'attuazione, la rendicontazione, il monitoraggio e il controllo dell'intervento pubblico per lo sviluppo della banda ultralarga nelle aree bianche (le aree a fallimento di mercato).
E’ stato pubblicato sul portale dedicato al Piano strategico Banda Ultra Larga l’elenco che fa il punto sullo stato dell’arte del progetto BUL al 15 settembre 2018. Per ciascun comune viene individuata la fase di appartenenza, lo stato delle attività, e l’eventuale firma della convenzione con Infratel che è condizione necessaria per l’avvio della progettazione esecutiva.
Secondo un recente rapporto dell’Istat, nel 2017 in Italia è cresciuta al 69,5% la quota di famiglie che accedono a internet tramite banda larga e così anche la percentuale di imprese con almeno 10 addetti che si connettono in banda larga mobile (70,9%). In Piemonte, tuttavia, nel 2017 quasi una famiglia su tre non ha avuto a disposizione un accesso a internet da casa (29,7%), un dato superiore alla media nazionale (28,1%) e alle principali regioni del Nord: ad esempio in Lombardia è del 24,3%, in Veneto del 26,4% e in Emilia Romagna del 26,2%. Inoltre, il 3,6% non ha alcuna connessione proprio perché nella propria zona non c’è banda larga. Si tratta soprattutto di vallate e aree collinari dove per gli operatori privati l’investimento è poco remunerativo. Per questo la Regione Piemonte ha attivato il piano per la banda ultra larga, mettendo a disposizione 284 milioni di euro per portare la fibra nelle periferie e nei piccoli centri, cui si dovranno affiancare altri 200 milioni di investimenti privati.
Parte il cablaggio di tre comuni dell'Isola: Lacco Ameno, Forio e Casamicciola. A darne notizia è stata l’assessore all’Innovazione della Regione Campania, Valeria Fascione, insieme ai tre primi cittadini dei tre comuni isolani e ai rappresentanti di Open Fiber, società aggiudicatrice delle prime due gare pubbliche per il cablaggio delle ‘aree a fallimento di mercato’ in 16 regioni italiane.
I servizi di connettività a banda ultra larga sono dall’11 settembre disponibili nel comune di Treviso: cittadini e imprese potranno dunque beneficiare di una connessione in grado di raggiungere 1 Gigabit al secondo. 
Proseguono i lavori di realizzazione del Piano Banda ultralarga regionale dell’Emilia Romagna: raggiunto il 75% delle unità immobiliari, dato simile a quello della Toscana, contro il 72% della Lombardia, il 70% del Lazio, il 68% del Veneto, il 55% del Piemonte, solo per citare alcune regioni tra le più attive nel processo di infrastrutturazione del territorio. Per verificare il livello di copertura del territorio e dei singoli Comuni, comunque, basta dare un’occhiata alla mappafornita dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e accessibile sul sito ufficiale del Piano nazionale Banda ultralarga.
Un Amazon del Made in Italy che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione. È la proposta che arriva dal ministro del Lavoro e Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in occasione della riunione odierna della Cabina di Regia per l’Italia internazionale. "È di vitale importanza per lo sviluppo economico del nostro Paese investire in innovazione e tecnologia", ha sottolineato il ministro. "È tempo che l’Italia disponga di un portale di e-commerce multilingua, una sorta di Amazon del Made in Italy, che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione".
Infrastrutture fisiche, competenze digitali e acquisizione di servizi innovativi. E’ questa la linea seguita dalla regione Campania in merito alla questione dello sviluppo digitale che rientra nell’asse del POR-Fesr 2014-2020 (Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo dello Sviluppo Regionale).
La Regione Toscana ha scelto di avviare un percorso partecipato, #ToscanaDigitale, per dotarsi di una Agenda Digitale che delinei lo sviluppo delle tecnologie, dell’innovazione e dell’economia digitale.  Il percorso, nel quadro dell’Agenda Digitale Europea e del paese, ha l’obiettivo di disegnare la strategia per supportare il digitale come leva di inclusione e crescita sociale ed economica. Con eventi tematici, workshop collaborativi e questo spazio digitale, tutte e tutti, cittadini, imprenditori, professionisti, potranno partecipare condividendo informazioni che andranno a determinare gli obiettivi dell’Agenda Digitale, evidenziando criticità, bisogni e azioni. A seguito del  processo di ascolto e partecipazione, verrà pubblicata l’Agenda Digitale della Regione Toscana.
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