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Finanza territoriale

08 Febbraio 2017

Sul riaccertamento straordinario dei residui obbligo di monitoraggio per tutti gli enti locali

Articolo a firma di Anna Guiducci e Patrizia Ruffini in cui si affrontano le istruzioni della Commissione Arconet che puntualizza un aspetto applicativo del decreto 19 dicembre 2016, con cui il ministero dell'Economia ha stabilito i tempi e le modalità per la trasmissione alla Ragioneria generale dello Stato delle informazioni riguardanti il maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui (si veda il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 25 gennaio).

Tutti gli enti tenuti al riaccertamento straordinario dei residui, compresi quelli che non hanno registrato un disavanzo, sono obbligati all'invio dei dati riguardanti gli esiti dell'operazione. Con la faq 18 la Commissione Arconet puntualizza un aspetto applicativo del decreto 19 dicembre 2016, con cui il ministero dell'Economia ha stabilito i tempi e le modalità per la trasmissione alla Ragioneria generale dello Stato delle informazioni riguardanti il maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui (si veda il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 25 gennaio).

Entro il 27 marzo i responsabili finanziari di Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, Città metropolitane, Province, Comuni, Comunità montane, Unioni di comuni e consorzi di enti locali dovranno firmare digitalmente ed inviare i prospetti (allegato B/1 e B/2) tramite l'applicazione web http://pareggiobilancio.mef.gov.it. La scadenza è diversa per gli organismi e gli enti strumentali delle Regioni, delle Province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali che sono tenuti a trasmettere il prospetto entro il 30 giugno.

La sanzione in caso di mancato invio è prevista solo per gli enti che hanno determinato un disavanzo da riaccertamento straordinario. L'articolo 3, ultimo periodo del comma 15, del decreto legislativo 118/ 2011 prevedeva infatti che «gli enti che non trasmettono le predette informazioni secondo le modalità e i tempi previsti dal decreto di cui al terzo periodo ripianano i disavanzi nei tempi più brevi previsti dal decreto di cui al primo periodo».

Sempre l'articolo 3 comma 15 del decreto legislativo 118/ 2011 però, nel rinviare a un successivo decreto la determinazione delle modalità e dei tempi di copertura del maggiore disavanzo, prevedeva «incentivi, anche attraverso la disciplina del patto di stabilità interno e dei limiti di spesa del personale, per gli enti che, alla data del 31 dicembre 2017, non presentano quote di disavanzo derivanti dal riaccertamento straordinario dei residui. Per le regioni non rilevano i disavanzi derivanti dal debito autorizzato non contratto». Pertanto, conclude la Commissione, anche gli enti che a seguito del riaccertamento straordinario dei residui non hanno registrato disavanzo sono interessati a trasmettere le informazioni richieste dal Dm 19 dicembre 2016.

Fonte: Quotidiano del Sole 24 ore Enti Locali & PA

Quotidiano del Sole 24 Ore

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