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01 Febbraio 2016

Province, incostituzionali i tagli che azzerano i servizi

Le riforme che alleggeriscono i bilanci degli enti locali non devono rendere impossibile lo svolgimento delle loro funzioni: i tagli "sproporzionati" infatti violano non solo l'autonomia finanziaria delle amministrazioni territoriali, prevista dagli articoli 117 e 119 della Costituzione e il "buon andamento" della pubblica amministrazione tutelato dall'articolo 97, ma più di tutto entrano in conflitto con il principio dell'eguaglianza sostanziale di fronte alla legge fissato dall'articolo 3.

Sono queste le indicazioni cruciali che emergono dalla sentenza n. 10/2016 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità di una serie di norme del bilancio 2014 approvato dalla Regione Piemonte. Queste norme, cumulandosi a tagli precedenti, avevano finito per ridurre del 65,6% rispetto al 2010 i fondi regionali per le funzioni delegate alle Province, un ventaglio di attività che spazia dalla tutela di acque e del suolo all'istruzione, ai servizi sociali e ai beni culturali. Contro queste decisioni si sono ribellate le Province di Asti e di Novara, che attraverso il Tar sono arrivate alla Consulta.

E' bene ricordare a questo punto un altro caso piemontese finito alla Consulta, quello relativo alla gestione dei fondi sblocca-debiti che ha poi prodotto il decreto salva-Regioni per evitare il rischio di un buco contabile multimiliardario: il sale della sentenza è nei principi generali espressi dalla Corte.

In questo caso i giudici affermano che i tagli, quando non accompagnati da "una riorganizzazione dei servizi o da un'eventuale riallocazione delle funzioni", non vanno d'accordo con la Costituzione, soprattutto quando in gioco ci sono "settori di notevole rilevanza sociale", in cui il mancato svolgimento dei servizi mette a rischio l'uguaglianza dei cittadini. Un'involuzione di questo tipo, aggiunge la Corte, non si può verificare nemmeno durante il cantiere della riforma delle Province, che può portare alla loro soppressione dopo l'ultimo passaggio parlamentare della legge Boschi e il referendum.