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Documenti di finanza pubblica

12 Gennaio 2015

Legge di Stabilità 2015, Senato: ordini del giorno

Il 22 dicembre la Camera ha dato il via libera definitivo al ddl di bilancio di previsione 2015 e al ddl di stabilità 2015 (approvato con 307 voti favorevoli, 116 contrari e 2 astenuti).

Tra i numerosi ordini del giorno accolti dal Goevrno, si segnalano quelli volti per:

- modificare la norma riguardante le esenzioni per le auto e le moto che abbiano tra i venti ed i trenta anni di età, anche attraverso il dialogo con le federazioni rappresentative, al fine di trovare una formulazione che permetta allo stesso tempo un maggiore monitoraggio e controllo sulle vetture beneficiarie di un vantaggio fiscale e la garanzia di una politica di esenzione che garantisca e favorisca il possesso ed il recupero delle auto di pregio (9/2679-bis-B/135);

- ripristinare l'incompatibilità tra le attività di distribuzione all'ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico di medicinali in farmacia (9/2679-bis-B/165);

- prorogare di un anno, l'aliquota contributiva al 27 per cento prevista ai sensi dell'articolo 1, comma 744, della legge n. 147/2013 applicata ai lavoratori iscritti alla gestione separata INPS non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie (9/2679-bis-B/133);

- aumentare lo stanziamento per gli indennizzi degli emotrasfusi relativamente al triennio 2015-2017 al fine di garantire alle Regioni e alle province autonome la copertura effettiva di tutte le somme necessarie per il pagamento degli indennizzi agli emotrasfusi in relazione al fabbisogno derivante dal numero degli indennizzi censiti dai rispettivi soggetti interessati all'erogazione e in relazione alla previsione di stima dei nuovi percettori;

- dare alle amministrazioni locali apposite istruzioni finalizzate a rendere tracciabile e monitorabile l'utilizzo delle somme rivenienti dalla riscossione dei contributi per il rilascio dei permessi di costruire e delle sanzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 380/2001, anche attraverso la pubblicazione nei siti web istituzionali di informazioni aggiornate sull'entità delle somme riscosse e dell'utilizzo delle stesse, anche alla luce delle scelte compiute in sede di approvazione dei documenti di bilancio; predisporre e rendere pubblico un bilancio sull'attuazione dell'articolo 2 comma 8 della legge 244/2007, grazie al quale ricostruire, con riferimento almeno all'ultimo triennio, la consistenza delle spese correnti finanziate annualmente con le somme riscosse a titolo di contributo di costruzione; approvare una disposizione transitoria che ristabilisca il vincolo di destinazione per le somme rivenienti dalla riscossione del contributo per il rilascio del permesso di costruire e delle sanzioni pecuniarie in tempo utile per gli adempimenti, di competenza delle amministrazioni comunali, in materia di deliberazione del bilancio di previsione per l'anno 2016; introdurre misure premiali a beneficio dei Comuni che, a partire dal 2015, rinunceranno alla facoltà, accordata loro dall'articolo 2 comma 8 della legge 244 del 2007, di prevedere l'impiego delle somme rivenienti dalla riscossione dei permessi di costruire per la copertura di spese correnti, e che utilizzeranno le stesse somme per finanziare l'acquisizione e il risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, di immobili non utilizzati o in via di dismissione (accolto come raccomandazione);

- verificare, d'intesa con le regioni, che entro il 30 giugno 2015 sia eseguita la mappatura dell'amianto contenuto nelle scuole, per tutte le regioni italiane, e si proceda entro il 1° gennaio 2020 alla rimozione dello stesso;

- adottare ulteriori iniziative normative volte a garantire che i finanziamenti in materia di fibrosi cistica non confluiscano nella quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale, ma siano ripartiti in base alla consistenza numerica dei pazienti assistiti nelle singole Regioni, alla popolazione residente, nonché alle documentate funzioni dei centri ivi istituiti, tenuto conto delle attività specifiche di prevenzione e, dove attuata e attuabile, di ricerca;

- aggiornare i canoni annui per i permessi di prospezione e di ricerca e le concessioni di coltivazione e di stoccaggio di idrocarburi conferiti in Italia di cui all'articolo 18 del decreto legislativo n. 625 del 1996, attualmente non commisurati agli standard internazionali e ai regimi vigenti negli altri Paesi europei;

- accelerare il processo di riordino previsto dalla legge n. 56/14, prevedendo anche l'esercizio del potere Sostitutivo a decorrere dal 30 marzo 2015, in caso di inerzia del legislatore regionale; valutare, in corso di predisposizione della legge di stabilità 2016, risultati e l'effettiva sostenibilità del contributo posto a carico di Province e Città metropolitane, per gli anni 2016 e 2017, tenuto anche conto della necessità di garantire, attraverso il gettito dei tributi provinciali, le funzioni fondamentali di Province e Città metropolitane, così come previsto dalla legge; eliminare le sanzioni a carico delle Province e Città Metropolitane non adempienti al patto di stabilità 2014, e eliminare gli obiettivi di patto 2015 n virtù del fatto che si tratta di nuovi enti locali, completamente riformati nella governance e nelle funzioni assegnate; adottare ulteriori iniziative normative volte a far slittare i termini di definizione del contributo richiesto a carico di Province e Città metropolitane di cui ai commi 418 e 419 del disegno di legge AC 2679-bis, ad una data successiva al completamento del riordino da parte dello Stato e delle Regioni; consentire, in via eccezionale ed in deroga alla normativa vigente, che Province e Città metropolitane possano predisporre il solo bilancio di previsione 2015 in data successiva al completamento del riordino da parte dello Stato e delle Regioni; garantire le risorse necessarie a coprire il costo del personale precario oggi in forza nelle Province e nelle Città Metropolitane – nonché il personale delle società partecipate strumentali –, ed i cui contratti non possono essere reiterati in virtù di quanto previsto al comma 420;

- porre in essere ogni atto necessario per la tutela dei dipendenti attualmente in ruolo nelle province; assicurare condizioni certe volte a garantire il totale assorbimento delle posizioni soprannumerarie, a monitorare gli effetti prodotti dalla norma, anche al fine di evitare che le misure previste a decorrere dal comma 428 medesimo articolo unico della legge di stabilità non consentano una piena tutela dei lavoratori;

- assumere nelle more del complesso iter per la mobilità del personale delle Province e Città Metropolitane e comunque in tempo utile, ogni provvedimento che al fine di favorire il processo di riorganizzazione degli Enti di area vasta, preveda che al personale dei suddetti Enti in servizio alla data di entrata in vigore della legge di Stabilità 2015, si applichino, limitatamente al possesso dei requisiti per il collocamento a riposo, le previsioni di cui all'articolo 2, comma 11, lettera a) del decreto legge n. 95/2012, legge n. 135/2012 nonché a tenere in particolar conto nel riassetto organizzativo degli Enti locali delle disposizioni del decreto-legge n. 95 del 2014 relative al principio del «valore medio nazionale» (accolto come raccomandazione);

- valutare l'adozione di procedure che consentano a tutto il personale oggi in servizio presso province e città metropolitane di essere riassorbite presso altri enti pubblici;

- giungere, entro il 31 dicembre 2016, al pieno ricollocamento di tutto il personale delle province al fine di evitare il collocamento in disponibilità anche di un solo dipendente, onde scongiurare l'avvio dei licenziamenti al termine di tale periodo;

- rafforzare ulteriormente i divieti previsti per le province dal comma 420, eventualmente valutando, per talune delle fattispecie vietate, che il divieto sia reso retroattivo sino alla data delle elezioni provinciali 2014;

- in ordine al ricollocamento del personale in mobilità presso regioni ed enti locali (comma 424 dell'articolo 1), prevedere la possibilità di assunzione anche per i vincitori di concorso pubblico già bandito prima dell'entrata in vigore del disegno di legge di stabilità;

- inserire un preciso riferimento ai costi standard come criterio per stabilire il riparto dei tagli imposti dal governo al comparto degli enti territoriali;

- elaborare in tempi rapidi delle linee guida, o quanto meno indicazioni chiare per tutte le regioni, affinché, dopo aver garantito ad ogni bambino un percorso di nascita sicuro, attraverso la gestione del parto a rischio zero, gli sia assicurato uno screening neonatale completo, indipendentemente dal luogo in cui nascerà o dove risiederà;

- introdurre con un prossimo provvedimento la «Local tax» nella quale accorpare tutte le imposte locali, riducendo le relative scadenze ad un massimo di due all'anno; dare attuazione all'articolo 28, comma 2, lettera b) della legge sul Federalismo fiscale (n. 42 del 2009) nel quale si prevede che debba essere «garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale nonché del suo riparto tra i diversi livelli di Governo» salvaguardando l'obiettivo «di non produrre aumenti della pressione fiscale complessiva»;

- assicurare che l'imposizione fiscale complessiva sul medesimo immobile e per ciascuna categoria di immobili, compresi i margini di manovra per gli enti locali, non possa essere superiore a quella applicabile complessivamente nell'attuale quadro normativo (accolto come raccomandazione);? prevedere ogni opportuna iniziativa per disporre la piena esenzione IMU sui macchinari industriali;

- alla luce dei ritardi nel predisporre il decreto ministeriale che individua la lista di un nuovo elenco di comuni montani e collinari ISTAT 2014-2015 per i quali è prevista l'esenzione totale, parziale o pagamento di intera imposta a partire dal 2014 e del taglio al fondo di solidarietà per i comuni di Montagna avvenuto a ridosso della predisposizione dei bilanci previsionali dei Comuni, cancellare i tagli ai comuni citati e sospendere immediatamente l'applicazione dell'IMU sui terreni agricoli prevista dall'articolo 22 del decreto-legge n. 66 del 2014, legge n. 89 del 2014; rivedere la normativa in materia a decorrere dal 1° gennaio 2015, al fine di ripristinare le agevolazioni applicate fino ad oggi (accolto come raccomandazione);

- valutare la possibilità di sopprimere a decorrere dal 2015 la predetta previsione dell'articolo 22, comma 2, del decreto-legge n. 66 del 2014 individuando nell'ambito dei risparmi di bilancio o mediante nuove diverse entrate, le necessarie misure di compensazione; con riferimento all'imposta per l'anno 2014, in considerazione della scadenza del 26 gennaio 2015 ad individuare un percorso che porti, entro quella data, a modificare i criteri applicativi secondo criteri di equità e premialità (accolto come raccomandazione);

- adottare misure per assicurare che nell'ambito dei piani di razionalizzazione delle partecipazioni societarie, le amministrazioni intervengano anche per sopprimere, dismettere o accorpare le società che abbiano fatturato inferiore a 100.000 euro, prevedendo altresì meccanismi sanzionatori e poteri sostitutivi del Governo nel caso di inadempimento delle amministrazioni agli obblighi di legge;

- adottare ogni più adeguato intervento volto ad assicurare la coerenza nella fase di attuazione con quella che è l'effettiva volontà della disposizione normativa seguente. La novella del comma 9 dell'articolo 5 del decreto-legge n. 95 del 2012 ricomprende nel divieto di conferimento, a lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza, gli incarichi dirigenziali o direttivi o le cariche in organi di governo delle amministrazioni pubbliche e degli enti e società da essi controllati. Detta norma, evidentemente, si riferisce espressamente alle società controllate dalle pubbliche amministrazioni pertanto devono ritenersi escluse dal divieto in questione le società a partecipazione indiretta, non potendo queste essere incluse nell'ambito di applicazione della disposizione in esame neanche sulla base di un atto amministrativo interno che, ove non coerente con la normativa primaria, non è vincolante per i soggetti estranei all'Amministrazione, Infatti, correttamente, il legislatore quando ha inteso far ricomprendere nell'ambito di una specifica disciplina anche le società a partecipazione indiretta ha esplicitamente menzionato tali società con espressioni quali «società indirettamente partecipate» o, con riferimento alle società partecipate direttamente, ha usato il termine «e le loro controllate».