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Documenti di finanza pubblica

07 Ottobre 2013

Nota di aggiornamento al DEF 2013, esame in commissione alla Camera

La Commissione bilancio della Camera ha avviato l’esame della Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2013 e connessi allegati. Il relatore Antonio Misiani ha ricordato che, come previsto dalla normativa, la Nota di aggiornamento reca l'indicazione dei disegni di legge che, a completamento della manovra di bilancio 2014-2016, il Governo considera collegati alla decisione di bilancio. Si tratta, in particolare, di provvedimenti che dovrebbero avere ad oggetto le seguenti materie: lavoro ed equità sociale, giustizia civile, green economy e lotta agli sprechi ambientali, sviluppo e semplificazioni, Enti locali e interventi per il rilancio del settore agricolo e agroalimentare.

Per quanto riguarda il quadro macroeconomico, la Nota 2013 presenta una revisione al ribasso delle stime sull'andamento dell'economia italiana per l'anno in corso e per il 2014 (–1,7 per cento) rispetto alle previsioni formulate nel DEF di aprile 2013 (–1,3 per cento). Per gli anni successivi, la Nota espone, invece, una revisione verso l'alto delle previsioni, in considerazione delle prospettive positive della domanda mondiale che prefigurano un recupero più accentuato nel medio periodo. Soltanto dal 2015 la Nota evidenzia una crescita dell'economia italiana superiore alle previsioni del DEF, che dovrebbe attestarsi, in media all'1,8 per cento negli anni 2015-2017.

Nonostante il mercato del credito sia ancora fragile, il Governo rileva nella Nota che sembrano esserci i presupposti per una sua graduale normalizzazione, anche in considerazione del miglioramento delle prospettive di crescita.

Per quanto concerne il mercato del lavoro, la Nota rivede in senso peggiorativo le stime del tasso di disoccupazione, il quale si attesterebbe nel 2013 al 12,2 per cento e registrerebbe una ulteriore crescita nel 2014, raggiungendo il 12,4 per cento. Nel biennio successivo il tasso dovrebbe tornare a ridursi, fino all'11,9 per cento nel 2017.

Gli occupati sono previsti ridursi nel 2013 di –1,8 per cento, in netto peggioramento di 1,5 punti percentuali rispetto alla stima di aprile.Il relatore ha anche segnalato il calo delle entrate che rispetto alle previsioni risulta di circa 6,2 miliardi di euro, ascrivibile prevalentemente al calo delle imposte indirette. Il peggioramento del dato sull'indebitamento si accentua nel 2014, mentre negli ultimi tre anni del periodo di previsione torna su valori coerenti, ed anzi lievemente migliori, rispetto alle stime DEF.

La Nota presenta anche un aggiornamento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. Nel 2013 l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche viene posizionato al 3 per cento del PIL, incorporando una correzione di 0,1 punti percentuali rispetto al dato risultante a legislazione vigente.

La pressione fiscale, dopo il consistente aumento, superiore a due punti percentuali di Pil, registrato nel 2012 rispetto all'anno precedente, si posiziona al 44,3 per cento del Pil nel 2013 (44,4 nel DEF) diminuendo poi progressivamente di circa lo 0,1 per cento in ciascuno degli anni successivi, fino a posizionarsi al 43,7 per cento nel 2017. Il rapporto debito/PIL programmatico passa dal 127,0 per cento del 2012 al 132,9 per cento nel 2013, valore che rimane sostanzialmente stabile anche nel 2014 (132,8 per cento), per poi iniziare a ridursi significativamente – anche a seguito dell'esaurirsi dei pagamenti dei debiti commerciali della P.A., previsti in 1,2 punti di PIL nel 2014, come precisa la Nota – nel triennio successivo, nel corso del quale dovrebbe diminuire di 12,7 punti percentuali, fino a situarsi al 120,1 per cento nel 2017.