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Riforma PA

15 Maggio 2013

Proroga blocco contrattazione PA, esame in commissione lavoro Senato

La Commissione lavoro del Senato ha avviato l’esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti.

Il relatore Zanettin (PdL) ha illustrato lo schema, previsto dal decreto-legge n. 98 del 2011, che autorizzava l'adozione di regolamenti governativi di delegificazione allo scopo di prorogare alcune misure disposte dallo stesso decreto.

In particolare, si proroga al 31 dicembre 2014 il blocco del trattamento economico individuale dei dipendenti pubblici e la riduzione delle indennità previste per gli uffici di diretta collaborazione dei ministri, nonché la soglia massima di trattamento economico complessivo per i titolari di incarichi dirigenziali. In proposito, il relatore ha ricordato che l'articolo 9, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2010 aveva introdotto una riduzione dei trattamenti economici dei pubblici dipendenti su cui si è pronunciata in senso contrario la Corte costituzionale (sentenza n. 223 del 2012) e che pertanto non può essere ricompresa nella proroga disposta dallo schema di regolamento. Al contrario, la proroga riguarda il blocco del trattamento accessorio previsto dall'articolo 9, comma 2-bis, del citato decreto-legge n. 78, e quello dei meccanismi di progressione stipendiale dei pubblici dipendenti (articolo 9, comma 21), a cui si sottrae il personale della magistratura per effetto della stessa sentenza della Corte costituzionale n. 223, che ha considerato l'inclusione di quel personale lesiva dei princípi di autonomia e indipendenza.

Ricordata, quindi, la proroga del blocco nella maturazione delle posizioni stipendiali per il personale della scuola, nonché del blocco della contrattazione collettiva del pubblico impiego e il disconoscimento di incrementi contrattuali per i pubblici dipendenti eventualmente introdotti dal 2011, il relatore ha dato conto della lettera d) del comma 1, che preclude per il biennio 2013-2014 gli incrementi di indennità di vacanza contrattuale e congela agli importi attuali quella che sarà corrisposta nel futuro triennio contrattuale 2015-2017.

Il comma 2 estende al personale convenzionato del servizio sanitario nazionale il blocco dei trattamenti economici del personale e dei titolari di incarichi dirigenziali, e prevede risorse complessive destinabili al trattamento accessorio, i meccanismi di progressione stipendiale e la contrattazione collettiva, cancellando gli incrementi introdotti dal 2011 e le disposizioni sull'indennità di vacanza contrattuale.

Nel corso del dibattito, Crimi (M5S) ha chiesto di chiarire la previsione che estende il novero delle amministrazioni pubbliche i cui dipendenti sono interessati dal blocco della contrattazione, attraverso il riferimento all'ambito individuato dall'Istituto nazionale di statistica.

Inoltre, condiviso anche dal PD, l’invito al Governo a pronunciarsi in merito all'osservazione del Consiglio di Stato relativa al comma 1, lettera d), in materia di blocco dell'indennità di vacanza contrattuale, considerato il rischio che l'espressione "non assorbe quella corrisposta ai sensi del precedente periodo" implichi un blocco indebito della crescita dei trattamenti economici. A detta di Pagliari (PD) tale locuzione non deve considerarsi preclusiva di eventuali futuri incrementi retributivi, in assenza di una specifica norma di rango primario.

Il sottosegretario De Camillis ha condiviso l'opportunità di definire in modo univoco l'interpretazione delle parole "non assorbe quella corrisposta ai sensi del precedente periodo", considerato che il Consiglio di Stato prospetta diverse soluzioni alternative.