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05 Febbraio 2013

Legge anticorruzione e sua applicazione. Magistrati, esperti e 200 amministratori pubblici al convegno di Legautonomie a Roma. Videointerviste e interventi

La legge 190/2012, anche detta "legge anticorruzione", si applica a tutti i soggetti pubblici e a quelli privati sottoposti al loro controllo. Entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge, specifiche intese da raggiungere in sede di Conferenza Unificata ne disciplineranno l'attuazione concreta negli enti locali. Molti sono gli adempimenti organizzativi previsti e le nuove responsabilità degli amministratori e dei pubblici funzionari. Dal piano triennale di prevenzione della corruzione, alle linee guida predisposte dalla CIVIT, dal responsabile anti-corruzione, che coinciderà, di norma, con la figura del segretario comunale, al codice di comportamento. Novità anche per quanto riguarda i controlli, riformati dal d.l. 174/2012, il nuovo ruolo della Corte dei Conti e le modalità e gli strumenti del controllo interno. Questi i principali temi affrontati il 4 febbraio nel corso del seminario nazionale "La legge anticorruzione e il sistema dei controlli nella Pubblica Amministrazione locale" davanti ad una folta platea di circa 200 amministratori pubblici provenienti da tutta Italia. Sono intervenuti, tra gli altri, Marco Filippeschi Presidente di Legautonomie e Sindaco di Pisa; Ermanno Granelli, Consigliere della Corte dei conti, ex vice Commissario vicario Anticorruzione; Paolo Ielo, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma; Maurizio Fiasco, Sociologo ed esperto di sicurezza pubblica.

FILIPPESCHI: NON ABBASSARE GUARDIA
"La legge anticorruzione nelle pubbliche amministrazioni varata dal Parlamento e' un passo avanti. Oggi con il convegno di Legautonomie su questo tema diamo un messaggio a tutti gli enti locali, e come associazione ci mettiamo a disposizione per fare dei piani, adattati alle situazioni concrete, perche' rimanere solo sul piano della critica facile non ci convince e poi non serve". Cosi' Marco Filippeschi, presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa, intervistato dalla Dire (vedi qui la videointervista) a margine del convegno sulle "Disposizioni per la prevenzione e repressione della corruzione' che si e' svolto al Centro Congressi Cavour di Roma. Le forze politiche non devono abbassare la guardia "noi come amministratori- ha detto ancora Filippeschi- diamo gambe a questa legge, per evitare anche sovrapposizioni con quanto previsto anche dalla legge Brunetta, noi facciamo chiarezza". La lotta alla corruzione e' "tema fondamentale, vale 60 miliardi di euro l'anno, una cifra enorme che sale a 130 miliardi se si somma ai fatturati delle mafie. Siamo in campo per fare anche una battaglia per un'etica pubblica e individuale per una svolta senza la quale non ci sara' rinascita del Paese anche in termini economici". Filippeschi ha ricordato che nelle classifiche internazionali sulla corruzione "l'Italia e' sprofondata al livello del Ghana. Serve trasparemza, ma anche sfoltire la giungla delle leggi e regolamenti, serve semplificare perche' la corruzione si annida dove c'e' complessita', tempi lunghi, troppa burocrazia".

IELO: SELEZIONARE DIRIGENTI PUBBLICI
"Per una vera e propria aggressione alla corruzione e' fondamentale selezionare la classe dirigente della Pubblica Amministrazione in maniera meritocratica senza lasciare spazio a quelli che si lasciano corrompere" ha detto Paolo Ielo, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, intervenuto al convegno Legautonomie sulla legge anticorruzione. Per Ielo "bisogna puntare sull'aspetto preventivo piuttosto che repressivo della legge 190/2012 ed e' importante dare concreta attuazione del piano di prevenzione attraverso la formazione del personale. Inoltre le regole devono essere poche, chiare ed effettive se si vuole davvero puntare a combattere il sistema della corruzione". Con la nuova legge anche le Pubbliche amministrazioni "dovranno predisporre un piano anticorruzione contenente una valutazione del livello di esposizione al rischio corruzione e protocolli comportamentali finalizzati a prevenire tale rischio. Bisogna pero' stare attenti ed evitare tutti i rischi di un'orgia di burocrazia". Per quanto riguarda il traffico di influenze illecite e lobbying, secondo Ielo "questo e' un aspetto normativo introdotto solo nel 2012 e tende a coprire una terra di nessuno, cioe' tende a coprire qualcosa che sta prima della commissione dei reati corruttivi. Ovvero, chiunque paghi un terzo affinche' cerchi di influenzare il decisore pubblico, e da cio' ne provenga vantaggio, commetterebbe traffico illecito di influenza, con pene da uno a tre anni di reclusione. Punisce chi sfrutta le proprie relazioni con il pubblico ufficiale per farsi dare o promettere un "vantaggio patrimoniale" e saranno puniti sia chi si fa promettere qualcosa sia chi paga, includendo tra i soggetti attivi oltre agli amministratori coloro che sono preposti alla direzione o alla vigilanza di questi ultimi. Nel nostro ordinamento esistono norme silenti che sanzionano l'attivita' di lobbying non trasparente, ma l'introduzione del traffico di influenze illecite sanziona in modo piu' decisivo l'attivita' di lobbying".
GIOVANELLI: RECUPERARE IL RITARDO
"In Europa vedono che il fenomeno della corruzione pervade tutto il sistema istituzionale, politico, ed amministrativo italiano, quindi ci vedono al pari del Ghana a livello di corruzione" ha detto l'on. Oriano Giovanelli (Pd), della commissione Affari Costituzionali della Camera, membro della Presidenza Legautonomie, interpellato a margine del convegno di Legautonomie sull'applicazione della legge anticorruzione. "Dall'Europa- ha proseguito- ci chiedono che ci sia un'autorita' che si faccia carico dell'approvazione delle politiche di blocco alla corruzione, ci chiedono che ogni amministrazione si doti di un piano anticorruzione, ci chiedono molta trasparenza e rendicontazione, pubblicazione dei redditi e dei patrimoni sui siti istituzionali ed accessibilita' ai dati. Poi ci chiedono di affrontare seriamente la selezione dei dirigenti, in modo tale che sia valorizzato il merito e ci chiedono di proteggere chi denuncia perche' spesso nella pubblica amministrazione c'e' anche il timore di denunciare per paura di eventuali ritorsioni nella propria attivita' professionale".

GRANELLI (CORTE CONTI): ORA CONTROLLI
"La Corte dei Conti interviene quando subentra uno scandalo sotto due profili: da una parte in senso preventivo, attraverso le nostre sezioni di controllo segnaliamo le patologie alle amministrazioni controllate; dall'altro, quando emerge lo scandalo, passiamo alla fase di repressione e contrasto vero e proprio attraverso l'attivita' delle nostre Procure e portiamo in giudizio coloro che hanno arrecato un danno all'erario". Cosi' Ermanno Granelli, Consigliere della Corte dei Conti, ex vice commissario vicario Anticorruzione, interpellato a margine del convegno Legautonomie che si e' svolto oggi a Roma. I cittadini pero' continuano a vedere che gli scandali continuano, anzi si moltiplicano. Secondo lei, c'e' la possibilita' di contrastare la corruzione? "Innanzitutto bisogna lavorare molto sulla prevenzione ed e' per questo che la legge 190 ha introdotto il responsabile anticorruzione nelle amministrazioni e la Corte dei Conti ha in programma attraverso le linee guida che stanno per essere approvate dalla sezione Autonomie un monitoraggio continuo sull'azione di applicazione della legge 190 e dall'altra parte pero' bisogna fare dei controlli piu' incisivi attraverso un sistema random, cioe' attraverso dei controlli a campione che partiranno subito dopo la formazione degli amministratori pubblici".

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