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Politiche territoriali

29 Settembre 2011

Nuova social card, presto la sperimentazione

Attende il via libera del Ministero dell’economia la nuova versione della social card finanziata da un fondo di 50 milioni di euro che attinge dal fondo speciale istituito dal d.l 112/2008 di circa 1 miliardo di euro e destinato a soddisfare le esigenze di natura alimentare, nonché energetiche e sanitarie dei nuclei familiari a rischio di disagio economico.

La bozza di decreto attuativo della nuova carta acquisti prevede ricariche differenziate su base territoriale giustificate dal diverso costo della vita tra Nord , Centro e Sud. Come scrive il Sole 24 ore "la ricarica bimestrale oscillerà tra 110 a 274 euro al Nord e da 80 a 212 euro al Sud".

Per quanto attiene l’archittetura della nuova misura il decreto milleproroghe prevede che la partecipazione degli enti locali sia limitata alla selezione degli enti caritativi definiti dalla bozza di di decreto attuativo come "organismi senza scopo di lucro il cui scopo, come descritto nello Statuto dell’ente, preveda la finalità dl contrasto alla povertà e all’esclusione sociale ovvero della promozione dell’inclusione sociale delle persone in condizione di maggior bisogno". I destinatari della carta acquisti sono quindi gli enti caritativi che avranno il compito di individuare i beneficiari e assegnare le carte.

La sperimentazione della nuova carta dovrebbe interessare 12 città con più di 250.000 abitanti: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona.

La ripartizione del fondo destinato alle città dovrà tenere in considerazione l’incidenza della povertà nelle diverse zone del Paese, cosi che a Napoli dovrebbero essere destinati 10 milioni di euro, 6 a Palermo, 9 a Roma, 3 a Bari e Catania, più di 5 a Milano.

Il programma carta acquisti attivato a dicembre 2008 è stato concepito dal governo come intervento strutturale di una politica nazionale di contrasto alla povertà assoluta. Ma nella sua prima fase la carta ha avuto una penetrazione molto limitata tra le famiglie povere in senso assoluto, la vera emergenza da affrontare (solo 1 su 5 riceve la carta) . La povertà assoluta in Italia interessa il 4,7% delle famiglie italiane e la recessione aggraverà ulteriormente la situazione colpendo le categorie di lavoratori a basso reddito. È necessario rivedere i criteri anagrafici di selezione , estendere il diritto ad usufruirne agli stranieri legalmente residenti, aumentare l’importo e la platea di utenti e soprattutto coordinare l’intervento con i servizi alla persona includendolo in un piano organico di contrasto alla povertà.