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Dossier

10 Giugno 2011

Enti locali e sviluppo sostenibile: il Patto dei Sindaci

L’Europa ha indicato chiaramente il modello di sviluppo che intende perseguire per rilanciare la crescita e ha elaborato una visione a lungo termine che poggia su tre fondamentali priorità: conoscenza, sostenibilità e inclusione sociale.

“Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva” indica priorità e obiettivi specifici che guideranno il processo per uscire dalla crisi e favorire la crescita e saranno poi tradotti in obiettivi nazionali. I traguardi da raggiungere sono strettamente connessi tra loro e riguardano l’occupazione, la ricerca e l’innovazione, l’istruzione e la conoscenza, la lotta contro la povertà, il clima e l’energia.

Gli obiettivi in materia di clima ed energia, precedentemente delineati nel pacchetto clima ed energia o c.d. pacchetto 20-20-20, hanno dunque trovato piena collocazione all’interno della strategia, a testimoniare la centralità delle politiche energetiche e la loro trasversalità rispetto alle politiche di sviluppo sostenibile (trasporto, alloggio, sviluppo economico territoriale, occupazione).

Promuovere la crescita sostenibile, ovvero sviluppare un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e competitiva,significa, infatti, agire su più fronti:

• sul fronte della competitività, aumentando la produttività interna dell’Ue, creando valore aggiunto alle PMI, attraverso l’uso di tecnologie verdi;
• sul fronte del cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni di carbonio e lo sfruttamento del potenziale offerto dalle nuove tecnologie (pensiamo all’applicazione e integrazione delle TIC ai settori delle rinnovabili e efficienza energetica);
• sul fronte dell’energia pulita ed efficiente. La Commissione, a tal proposito, fa una previsione: se raggiungessimo gli obiettivi 2020 in materia di energia risparmieremo 60 miliardi di euro di importazioni petrolifere e di gas entro il 2020 e si darebbe vita a oltre 600.000 posti di lavoro.

La direzione verso cui si sta muovendo l’Europa è chiara e l’obiettivo è doppio: aiutare l’ambiente e creare occupazione.
Ristrutturare edifici, installare impianti di energia rinnovabile, promuovere il trasporto sostenibile sono azioni che non possono essere delocalizzate. Gli obiettivi europei non possono essere raggiunti senza il supporto delle amministrazioni locali.

La stessa trasversalità dell’energia rispetto alle politiche di sviluppo sostenibile va ad interessare settori che rientrano nella competenza delle autorità locali (edilizia, trasporto pubblico, pianificazione e uso del territorio).
Non vi è dubbio, inoltre, che per quanto riguarda le azioni di efficientamento energetico è necessario agire il più possibile vicino all’utilizzatore finale assegnando responsabilità alla città, anche perché è l’ente locale che può e deve incentivare comportamenti di consumo intelligente nella cittadinanza, attuando prima di tutto misure che interessano i propri edifici, i propri impianti e il proprio parco macchine.

Il Patto dei Sindaci-iniziativa europea che vede le istituzioni comunitarie interfacciarsi direttamente con le realtà locali- si inserisce in questo contesto e risponde a tali esigenze.

Attraverso la sottoscrizione dell’iniziativa- con delibera di Consiglio comunale- i Comuni si impegnano a ridurre e superare gli obiettivi di riduzione di CO2 al 2020 e adottare, entro un anno dalla data di adesione formale al Patto, un Piano d’azione per l’energia sostenibile (Seap).
Il Piano d’azione include azioni concernenti sia il settore pubblico che privato, descrive gli interventi in materia di efficienza energetica e fonti di energia rinnovabile, individua le fonti di finanziamento, elabora una stima dei costi e una stima di riduzione di emissioni di CO2.

I settori di intervento sono quelli rientranti nella competenza delle autorità locali: dalla mobilità sostenibile, all’edilizia pubblica e residenziale, ai consumi privati di energia, agli aspetti legati alla pianificazione territoriale, alle infrastrutture urbane, il Piano d’azione sviluppa le azioni locali nel quadro di una visione a lungo termine capace di valutare l’impatto che le stesse misure avranno fino al 2020.

I Piani d’azione devono essere condivisi con la società civile e garantire un alto livello di partecipazione dei cittadini e degli stakeholders.

La Commissione europea sta adeguando e creando meccanismi finanziari specifici per sostenere gli enti locali firmatari del Patto nell’elaborazione e implementazione del Piano d’azione, quali l’iniziativa ELENA, il programma EIE e altri strumenti di facilitazione in materia di efficienza energetica che saranno operativi da quest’anno.

La nostra Associazione è stata riconosciuta come struttura di supporto per l’attuazione del Patto dei Sindaci e fornisce supporto tecnico e strategico attraverso l’individuazione delle opportunità di sostegno finanziario per l’elaborazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile.

In allegato i documenti necessari per aderire al Patto, indicazione di opportunità finanziarie, atti di seminari informativi e studi sullo stato di attuazione del Patto dei Sindaci in Italia.