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Federalismo Finanza territoriale Istat

23 Luglio 2010

Federalismo, Istat: senza Ici raddoppiata dipendenza comuni

Il grado di “dipendenza erariale” dei Comuni, cioè il rapporto tra quanto lo Stato dà a un Comune e le entrate complessive dello stesso, è quasi raddoppiato con l'abolizione dell'Ici. Lo rende noto l'Istat nel corso di un'audizione alla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria sul federalismo fiscale. “Il grado di dipendenza erariale degli enti locali - ha detto il presidente dell'Istat Enrico Giovannini -, misurato come quota dei contributi e trasferimenti statali sul totale delle entrate correnti, per i Comuni era intorno al 15% nel 2005-2006 ed è salito al 26-27% nel biennio successivo, a causa dell'abolizione parziale dell'Ici”.

Il grado di “dipendenza erariale”, nel 2008 - ultimo anno per cui sono disponibili i dati - è più forte al Sud (34,7%) e alle Isole (31,4%), rispetto al Centro (25,9%), Nord-Ovest (25,5%) e Nord-Est (18,1%). È quanto risulta dai dati Istat diffusi oggi in Parlamento. La media del 26,7% registrata in Italia tocca percentuali del 37,3% in Basilicata, del 37,1% in Campania e del 36,7% in Calabria. Sono in linea con la media invece grandi Regioni come Lombardia (nella quale il grado di «dipendenza erariale» è al 25,2%) e Lazio (26,0%).
L'abolizione dell'Ici sulla prima casa ha toccato soprattutto il Centro e il Nord dove il grado di dipendenza fiscale per i Comuni nei confronti dello Stato è più che raddoppiato (nel 2005 nel Nord-Ovest era al 7,3%e nel 2008 è passato al 25,5%; nel Nord-Est dal 5,1% al 18,1%; al Centro dall'11,8% al 25,9%). Al Sud il grado di dipendenza era sostenuto con tutta l'Ici: nel 2005 era al 30,2%. Nelle Isole era addirittura superiore: nel 2005, con l'Ici, era la 34% e nel 2008 al 31,4%.