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Finanza territoriale Federalismo

20 Maggio 2010

Federalismo demaniale: si è concluso il primo ciclo di audizioni in Commissione

Si è concluso alla Commissione bicamerale per l’attuazione del Federalismo fiscale il primo ciclo di audizioni, iniziato lo scorso 27 aprile, sul federalismo demaniale. Tra gli interventi in Commissione quello del ministro dei Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, di Domenico Mastroianni, ispettore generale capo Igf della Ragioneria Generale dello Stato, di Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti. In tal senso si era già espressa precedentemente Legautonomie.

Il ministro Calderoli, intervenuto il 6 maggio, a conclusione delle prime due settimane di lavori parlamentari, ha annunciato l’intenzione di utilizzare quello che dovrà essere alienato dei beni demaniali per ridurre il debito pubblico locale, e dunque quello complessivo, “con conseguenze quindi anche a livello perequativo”, ha specificato. Ha poi spiegato che “il principio generale deve essere quello della valorizzazione del bene, i beni del Demanio non vengono dati perchè i soggetti ai tre livelli di governo se li vendano”. A questo proposito ha annunciato che nella richiesta che arriva dall’ente locale dovrà essere indicata anche le finalità di utilizzo del bene richiesto.

Il ministro dei Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, intervenuto giovedì 29 aprile in Commissione, ha assicurato che “saranno attentamente valutate le osservazioni delle Regioni su demanio”.

Quanto ai dati relativi al patrimonio pubblico che potrà essere oggetto di trasferimento nell'ambito del federalismo demaniale, la stima della Ragioneria generale dello Stato è di 2,975 miliardi (per la Corte dei Conti si arriva a 3, 2 miliardi). Anche Domenico Mastroianni, ispettore generale capo Igf della Ragioneria Generale dello Stato, che è intervenuto martedì 4 maggio in Commissione, ha rimarcato che l'obiettivo della legge di delega è la valorizzazione dei beni e non la loro alienazione, ed ha auspicato che vi sia “un vincolo sul debito”. Se lo Stato è infatti obbligato a usare i proventi delle dismissioni per la riduzione del debito pubblico, lo stesso non vale infatti per Regioni, Comuni e Province.

Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, che ha riferito in Commissione bicamerale sempre il 4 maggio, ha comunque sottolineato che “il valore dei beni trasferibili con il federalismo demaniale rimane limitato”. “Questa valutazione si rafforza se si guarda a queste nuove attribuzioni in rapporto a quello che è oggi il patrimonio - ha sottolineato Lazzaro -. La dimensione dei beni che potrebbero essere trasferiti è, guardando ai beni disponibili del Patrimonio dello Stato, di fatto contenuta. Il contributo che da essi può venire al rafforzamento patrimoniale delle amministrazioni locali è quindi limitato. Tutto ciò senza considerare che, come rilevato recentemente dall'Agenzia del Demanio, dei beni disponibili solo 31,5% è al momento libero. Il 34% è in uso o interessa specifici enti locali, il 5% è attribuito a privati, mentre il 29% è già oggetto di accordi con gli enti locali”.