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Ambiente

09 Marzo 2010

Centrali nucleari: per Errani è "un fatto grave". Il parere della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Lo schema di decreto legislativo sulla localizzazione e l'esercizio delle centrali nucleari è stato licenziato in via definitiva dal Cdm il 10 febbraio 2010, La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome aveva espresso già parere negativo a maggioranza in merito allo schema di decreto, il Presidente della Conferenza Vasco Errani, in una nota stampa del 10 febbraio, ha definito la decisone del Consiglio dei ministri "un fatto grave e con aspetti di incoerenza istituzionale".  

Nel documento, approvato il 27 gennaio 2010 dalla Conferenza, si sottolinea la contrarietà al principio secondo cui il governo possa superare "la mancata intesa con la singola regione”, la genericità delle norme di tutela della salute contenute nel testo del decreto, e si puntualizza che “nessun atto normativo possa essere adottato senza l’intesa con la Conferenza Unificata”. Errani, nel suo comunicato del 10 febbraio, ribadisce che è necessaria una grande concertazione con le Regioni sulla materia e si chiede perché il governo non abbia voluto attendere il giudizio della Corte Costituzionale sui ricorsi presentati da alcune regioni italiane.

Sulla nuova normativa (legge 23 luglio 2009, n.99) che introduce la costruzione di impianti per l'energia nucleare in Italia hanno fatto infatti ricorso alla Corte Costituzionale dieci regioni italiane (Calabria, Toscana, Liguria. Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Marche, Umbria, Basilicata, Puglia). Le Regioni contestano che il Governo possa decidere dove collocare nuovi impianti nucleari, anche nel caso in cui non si raggiunga un’intesa con gli enti locali, poiché la Costituzione (TitoloV) prevede che l’energia sia materia concorrente, ossia su cui devono decidere in accordo le diverse amministrazioni.

In allegato il documento della Conferenza del 27 gennaio 2010.