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Ambiente

22 Febbraio 2010

Rapporto Italia Legambiente 2010

Il 70% dei comuni italiani sono ad elevato rischio idrogeologico. In totale si tratta di 5.581 territori comunali. A rischio totale sono la Calabria, l’Umbria e la Valle d'Aosta. Nelle Marche e in Toscana, si arriva rispettivamente a quota 99% il 98%. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2010, il dossier annuale sullo stato di salute del Paese di Legambiente che è stato presentato a Roma lunedì 22 gennaio 2010. Nello specifico, le regioni con le più alte percentuali di comuni con abitazioni in zone a rischio sono la Sicilia (93%) e la Toscana (91%). In Sardegna c'è la maggior percentuale di comuni con interi quartieri costruiti in zone a rischio, mentre in Sicilia e Toscana si segnala anche il più elevato numero di comuni con insediamenti industriali e produttivi in aree esposte a rischio idrogeologico.

Non va meglio con il dato sulle emissioni. Con 550 milioni di tonnellate di Co2, l'Italia è il terzo paese europeo per emissioni (era quinto nel 1990 e quarto nel 2000). Rispetto al 1990 - anno di riferimento per l'obiettivo di riduzione del 6,5% entro il 2010 del Protocollo di Kyoto - la crescita delle emissioni lorde italiane è stata del 7,1%, , mentre a livello europeo la riduzione media è stata del 4,3% . Per quanto riguarda i rifiuti, i dati sono molto diversi da regione a regione. Alta la raccolta differenziata in Trentino Alto Adige (53,4%), in Veneto (51,4%), in Piemonte (44,8%) e Lombardia (44,5) . Al Sud percentuali molto più basse: Molise (4,8%), Sicilia (6,1%), Basilicata (8,1%), Puglia (8,9) e Calabria (9,1%).