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Corte dei Conti

01 Agosto 2017

Corte dei conti. Danno alla concorrenza: deve essere concreto e quantificabile

La questione è scaturente dalla deliberazione di Giunta comunale n. 95 del 20 giugno 2014 con la quale, revocando la precedente deliberazione n. 78, si è provveduto all’affidamento diretto del servizio di noleggio, installazione e manutenzione di strumentazioni in postazione fissa per il rilevamento della velocità e delle infrazioni semaforiche. Nella prospettazione della procura tale danno scaturirebbe ex se dall’assenza di una procedura di gara, con la conseguenza che la determinazione del prezzo del servizio reso non sarebbe riconducibile ad una comparazione delle offerte di vari partecipanti ad una gara, ma sarebbe stato fissato “acriticamente” . La questione è stata affrontata alla luce del principio della “ragione più liquida”, elaborato dalla giurisprudenza della Corte di cassazione (cfr. ex plurimis sentenza n. 12002/2014). In mancanza di specifica norma di legge che disponga diversamente, nell’accertamento (individuazione e prova) del danno definito ‘da concorrenza’ non vigono regole e criteri diversi da quelli che possono essere utilizzati nelle altre fattispecie di danno regolate in via generale, per cui nell’accertamento deve essere rispettato il principio della concretezza e della attualità del danno. Il nocumento non rappresenta, al fine della sussistenza di una responsabilità erariale, un danno perseguibile se non quando si traduca in un danno concreto, cioè arrecato al patrimonio dell’amministrazione, pur estensivamente inteso quanto al bene leso. In altri termini, quando tali regole siano state violate è onere della Procura attrice dimostrare che il suddetto rischio, solo ipotetico nell’ottica del legislatore, si è tradotto in un concreto pregiudizio all’erario, e indicare quale esso sia. E’ questa prospettazione che manca nella fattispecie, nella quale il danno, come detto, è stato automaticamente individuato nella lesione delle regole a presidio dell’imparzialità nella scelta del contraente, e non in un concreto danno conseguente alla circostanza che il contratto possa essere stato affidato ed eseguito dalla società aggiudicataria in violazione delle norme sugli affidamenti”.