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20 Novembre 2017

Aree grigie: il piano di incentivi all’esame della Ue

«Per le aree grigie, dove risiede la larga maggioranza delle imprese italiane, c’è un’interlocuzione con la Commissione europea sugli incentivi ammissibili» ha riferito la scorsa settimana il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda rispondendo al question time alla Camera. E ancora: «si sta verificando anche l’efficienza sulla base dei benchmark di mercato: questa è attualmente la fase, non possiamo procedere finché la Commissione non avrà definito qual è il modello implementabile, riteniamo di riuscirlo a fare nei prossimi due mesi».

Cosa sono le “aree grigie”? Sono quelle porzioni di territorio dove è presente un unico operatore di rete ed è improbabile che nel prossimo futuro venga installata un’altra infrastruttura. Qui lo Stato non può intervenire direttamente come sta accadendo per le aree bianche a fallimento di mercato. E vanno individuate con attenzione le caratteristiche dei possibili voucher o degli incentivi che invece dovessero riguardare l’offerta. Il piano del ministero prevede circa 1,3 miliardi per incentivare l’adozione della banda ultralarga, risorse divise più o meno in parti uguali tra imprese e famiglie. In questo contesto, dunque, nei prossimi due mesi l’emendamento approvato martedì al Senato assegnerà all’Authority le comunicazioni per definire le caratteristiche tecniche delle varie offerte basate sulla fibra ottica: quelle che arriveranno fino all’unità immobiliare del cliente potranno essere commercializzate come fibra “completa”.