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BUL Banda Ultra larga Crescita Digitale in Comune regioni

19 Febbraio 2018

L'Italia e la banda ultra larga, uno sguardo d'insieme

Il 3 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato la “Strategia italiana per la Banda Ultra Larga” con l’obiettivo di colmare il ritardo digitale del Paese sia sul piano infrastrutturale che su quello dei servizi, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Nel maggio del 2015 Infratel Italia, società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico, ha avviato una consultazione per l’aggiornamento della mappa della disponibilità di connettività a Banda Ultralarga. L’Italia è così risultata divisa in due cluster distinti: aree sulle quali gli operatori hanno manifestato interesse ad investire direttamente (cosiddette aree “a successo di mercato” o “aree nere”) e aree sulle quali si ritiene necessario finanziare gli interventi con fondi pubblici (cosiddette aree “a fallimento di mercato” o “aree bianche”).

Per la riduzione del digital divide, l’Italia ha quindi deciso di stanziare:

– 2,2 miliardi di euro a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020, assegnati con delibera CIPE del 6 agosto 2015 n. 65;

– 2 miliardi di euro a valere sui fondi FESR e FEASR, che sono stati oggetto di specifici accordi di programma e relative convenzioni operative per il loro utilizzo.

 

Nel corso del 2016, Infratel ha indetto due differenti bandi per la progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione di una banda ultra larga per le “aree bianche”, entrambi aggiudicati alla società Open Fiber SpA. La rete realizzata rimarrà di proprietà pubblica. 

A seguito dell'aggiudicazione della prima gara, è stato firmato un contratto di concessione, di durata ventennale, per la progettazione, costruzione e gestione della rete di accesso per circa 3000 Comuni presenti nelle seguenti Regioni: Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto.

La seconda gara interessa invece altri 3700 Comuni presenti nelle seguenti Regioni: Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Trento.

A ottobre 2017 è partita la consultazione pubblica per la terza gara Infratel, che interesserà le Regioni Calabria, Puglia e Sardegna, in totale 1042 Comuni. Una volta emanato anche il terzo bando resterà fuori dalla partita solo la Provincia di Bolzano che ha deciso di procedere autonomamente.

Recentemente dunque molti comuni stanno sottoscrivendo la convenzione Infratel Italia s.p.a. per la realizzazione di reti in fibra ottica per la banda ultralarga sul loro territorio. Un progetto ambizioso per il nostro Paese che interessa da nord a sud moltissimi Comuni.

In Piemonte sono previsti 284 milioni per sviluppare la rete. I comuni piemontesi interessati alla prima fase degli interventi sono 132 (quasi tutti hanno già firmato le convenzioni operative) e coinvolgono una popolazione di quasi 300 mila abitanti. Le fonti di finanziamento pubbliche per la banda ultra-larga (Bul) in Piemonte nella aree cosiddette “bianche” sono complessivamente di 284 milioni, così ripartite: 195 milioni Par Fsc, 44.3 Por Fesr e 45.6 Por Feasr. A queste risorse si aggiungeranno altri 200 milioni di Euro di investimenti privati.

In Lombardia, per la realizzazione della rete nell’intera cintura di comuni lombardi, Open Fiber sta investendo un totale di oltre 70 milioni di euro, di cui oltre 5 milioni solo nel territorio di Sesto San Giovanni e 1,5 milioni in quello di Bresso: il piano dell’azienda prevede la copertura in fibra di circa il 75% delle unità immobiliari di entrambi i comuni entro il primo semestre di quest’anno.

In Veneto gli interventi sono finanziati dal Programma di Sviluppo Rurale del Veneto, con il sostegno del FEASR - Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale. I primi due cantieri del programma di infrastrutturazione che porterà la fibra ottica ultraveloce nelle aree rurali del Veneto sono stati i comuni di Corbola e San Bellino (Rovigo). Gli interventi nelle aree rurali sostenuti dal PSR Veneto riguarderanno 194 comuni, per uno stanziamento complessivo di 43 milioni di euro. L'obiettivo è portare il servizio di banda ultralarga a circa 393mila abitanti, 309mila edifici e 1239 sedi della pubblica amministrazione individuate sul territorio rurale. L'accordo di programma firmato tra la Regione Veneto e il Mise prevede lo stanziamento di circa 400 milioni di euro (315 milioni di provenienza statale e 83 di provvista regionale derivanti dai fondi FESR e FEASR, nelle località a fallimento di mercato non servite dagli operatori di telecomunicazione).

La Toscana è stata tra le prime a partire. Si parla di 257 milioni di investimenti (120 dalla Regione ed il resto dal governo) tra fondo nazionale di sviluppo e coesione e fondi europei Fser e Feasr, compresi i 29 milioni del progetto pilota avviato nel 2015 in undici comuni (Santa Croce sull'Arno, Cerreto Guidi, Altopascio, Campo nell'Elba, Roccastrada, Capalbio, Pomarance, Porcari, Bientina, Castel del Piano, San Marcello Pistoiese). Entro il 2020 la fine dei lavori e internet veloce per tutti...

La Regione Lazio è tra le regioni in prima fila, con 186 i milioni previsti per la realizzazione del piano banda ultralarga. La Regione ha puntato con grande decisione su questa priorità, investendo in totale 161 milioni di euro di fondi europei sulla banda ultralarga, cifra che ha portato per l'appunto il Lazio tra le regioni italiane più virtuose su questo obiettivo strategico. Un passo avanti che può generare sviluppo e lavoro nella sfida globale. Sono stati già coperti 23 Comuni, sono in corso lavori su altri 9 Comuni. Il governatore Nicola Zingaretti ha ribadito alla presentazione del progetto che entro il 2020 sarà completata l’infrastrutturazione di tutto il territorio regionale, grazie alla collaborazione tra amministrazioni e privati verrà connesso l’85%del territorio a 100 megabit per secondo e il restante 15% a 30 megabit per secondo.

Ovviamente per realizzare in tempi rapidi questa importantissima infrastruttura per la crescita digitale, occorre che i Comuni e tutte le amministrazioni coinvolte cooperino per ridurre al massimo i tempi amministrativi, a partire dal rilascio delle autorizzazioni comunali per i lavori.

Per quanto riguarda l'Emilia Romagna saranno 336 i Comuni interessati dal progetto BUL, suddiviso in quattro fasi. Per le cosiddette aree bianche si prevede un finanziamento pubblico pari a 238,7 milioni di euro (180,7 milioni di euro del Mise, 39 milioni di Fondi FEASR, 19 milioni di fondi FESR). A questi vanno aggiunti i 15 milioni previsti per le scuole e 6,5 milioni per i municipi.

In Abruzzo sono previsti 133 milioni di euro per il progetto della banda ultra larga. In 12 comuni i lavori si sono già conclusi, in 29 comuni sono in corso di completamento le opere di realizzazione, 59 i comuni nei quali si stanno completando le procedure di appalto, 13 quelli in cui i lavori sono stati temporaneamente sospesi, a causa di carenza di autorizzazioni o per motivi tecnici. Il presidente della Regione Abruzzo D’Alfonso ha voluto incontrare anche alla presenza dei tecnici di Open Fiber i sindaci degli ulteriori 192 comuni abruzzesi coinvolti nel grande progetto di Banda Ultralarga del valore complessivo di 99 milioni di euro, finanziati con fondi PSR-FEASR Abruzzo 2014-20, POR-FESR Abruzzo 2014-20 e Delibera CIPE n. 65/2015.

Nelle Marche l’investimento per realizzare il progetto ammonta a 105 milioni di euro. Come sempre sarà fondamentale che i Comuni sottoscrivano la convenzione con Infratel, la società con cui la Regione ha istituito la gara per realizzare l’infrastruttura che resterà comunque un patrimonio pubblico. Ad oggi su 54 Comuni della provincia di Pesaro e Urbino, 10 devono ancora sottoscriverla.

L'accordo di programma firmato il 29 luglio 2016 tra Regione Campania e Ministero dello Sviluppo Economico per portare la fibra ottica in tutti i Comuni campani interessa 33 Comuni nella fase 1 ed è a valere sui fondi FESR e FEASR 2014-2020 per 155 milioni di euro. In questi  giorni sempre più Enti stanno provvedendo a stipulare con la Regione la convenzione che consentirà di dare avvio alle procedure esecutive.

La Sardegna, che nel tempo ha rotto il suo isolamento con i cavi sottomarini del Consorzio Janna e ha poi creato la rete telematica regionale, è ora impegnata a completare entro il 2020 i lavori per la diffusione della fibra ottica in tutto il territorio con un investimento che ammonta a 143 milioni di euro. L'obiettivo è quello di assicurare connessioni internet ad alta velocità a tutte le abitazioni, i siti pubblici (a partire dalle scuole), le attività produttive e di servizio, nelle aree urbane come nelle zone dell'interno. La giunta regionale con due delibere approvate nel 2015 ha avviato una serie di interventi di infrastrutturazione per la banda ultra larga nelle aree rurali dell’Isola, attraverso i fondi FEASR, che interessano complessivamente 313 Comuni.