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29 Marzo 2018

Autonomia rafforzata al via in tre regioni

Lo scorso 28 febbraio 2018 le Regioni di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno sottoscritto tre distinti accordi preliminari con il Governo nazionale per il riconoscimento di forme e condizioni particolari di autonomia. Le premesse dei patti sono comuni a tutte le Regioni e il primo riferimento va al principio di leale collaborazione e al carattere unitario ed indivisibile della Repubblica.

Le materie che saranno oggetto di maggiore autonomia amministrativa e legislativa sono: politiche del lavoro, istruzione, salute, tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, rapporti internazionali e con l’Unione europea. Nonostante la parte relativa alle competenze sia più specifica per le singole Regioni si evidenziano alcuni aspetti condivisi: in tema di sanità, alle Regioni vanno le politiche di gestione del personale, la rideterminazione di tariffe e ticket per i residenti, maggiore autonomia nella distribuzione dei farmaci; in tema di istruzione sono ampliate le competenze nella programmazione dell’offerta formativa e consentito, in parte, il superamento delle carenze di organico attraverso dotazioni aggiuntive, finanziate con un apposito fondo regionale; sul versante ambiente sono attribuiti poteri ordinamentali, in particolare per l’attribuzione di funzioni tra Comuni e Province e nuove funzioni amministrative, tra le quali quelle in materia di rifiuti urbani non differenziati; per quanto riguarda il lavoro alle Regioni competenze legislative e amministrative nelle politiche attiva e vigilanza; i rapporti internazionali e con l’Unione europea contengono dichiarazioni di principi.

Il tema delle risorse è centrale e, non a caso, anticipa la parte relativa alle materie. Sarà un’apposita Commissione paritetica Stato-Regione a determinarne le modalità di attribuzione sulla base di criteri quali la compartecipazione o riserva di aliquota al gettito di uno o più tributi erariali maturati nel territorio regionale e il passaggio dalla spesa storica ai fabbisogni standard.

 

*di Paola Manca, Ufficio studi Legautonomie