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04 Aprile 2018

In aumento al Nord i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose

Nel corso del 2017 sono stati sciolti 21 consigli comunali per infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata. Il fenomeno è diffuso soprattutto nelle regioni meridionali, ma negli ultimi anni sono in crescita i casi di scioglimento di enti al Nord: lo scorso anno è toccato al Comune di Lavagna (Genova), mentre c'è stato un accesso a quello di Seregno (Monza e Brianza). Lo rileva l'ultima Relazione del ministro dell'Interno sull'attività delle Commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso.

Dai comuni alle Aziende ospedaliere, Nel documento sono evidenziati i provvedimenti di scioglimento, in particolare, i casi dell’azienda ospedaliera di Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta ed il Municipio X di Roma Capitale.

Nel 2017 hanno operato 38 commissioni straordinarie che hanno amministrato 1 azienda ospedaliera in Campania, 1 municipio nel Lazio, 18 comuni in Calabria, 7 in Campania, 1 comune in Emilia Romagna, 1 in Liguria, 3 comuni in Puglia, 6 in Sicilia.

Da un esame della localizzazione dei fenomeni di infiltrazioni mafiose e condizionamento della criminalità organizzata nel tessuto politico dei comuni, emerge un trend in crescita nel Nord del Paese. Le indagini giudiziarie hanno accertato la delocalizzazione/colonizzazione mafiosa, che conferma la presenza invasiva della criminalità organizzata nel nord Italia, caratterizzata da una penetrante capacità di infiltrazione, soprattutto della ‘ndrangheta, nell’economia legale di comuni anche di piccole e medie dimensioni.

Inoltre, gli enti sciolti per condizionamenti e infiltrazioni spesso, oltre a presentare situazioni di “disordine amministrativo” versano in precarie condizioni finanziarie. Nel 2017, il 9,5% dei comuni sciolti per condizionamento/infiltrazione di tipo mafioso sono in condizioni di deficit finanziario e hanno, quindi, dichiarato il dissesto o si sono avvalsi della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Il dato appare particolarmente significativo se si considera che, in ambito nazionale, su 7.960 comuni, quelli che nel 2017 risultano in dissesto o in riequilibrio finanziario rappresentano appena lo 0.9%.