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20 Aprile 2018

Regione Emilia Romagna. Cantieri BUL in tutto il 2018

Sono partiti i primi cantieri e altri ne seguiranno nel corso dell'anno, sulla copertura della banda ultra larga in Emilia-Romagna. Il punto lo fa oggi pomeriggio Dimitri Tartari, coordinatore dell'Agenda digitale della Regione, intervenendo alla scuola di Ingegneria a Bologna al convegno "Lo sviluppo delle reti di telecomunicazione per la completa digitalizzazione del territorio", promosso da Federmanager. Nel momento in cui l'azienda telematica di viale Aldo Moro, Lepida spa, compie 10 anni, "la situazione in Emilia-Romagna e' in divenire", illustra Tartari. 

"Al momento, sono partiti i primi cantieri e nel corso del 2018 confidiamo di avviarne a decine: ci contiamo e, comunque, l'obiettivo del 2020-2025 e' di coprire tutto il territorio dell'Emilia-Romagna", rilancia il coordinatore dell'Agenda digitale regionale. Che riconosce: "È chiaro che si tratta di una bella sfida, con molti vincoli e criticità da superare. Ma contiamo di ottenere davvero questo risultato. Contemporaneamente, stiamo lavorando alla diffusione di hotspot wifi a banda ultra larga". Si tratta, in sostanza, di una strategia mirata ad incentivare la domanda di cittadini e imprese verso l'attivazione vera e propria dei servizi nelle loro case e sedia. Ricordando tra l'altro che, comunque, tutte le Università e gli ospedali dell'Emilia-Romagna sono connessi oggi ad una rete Lepida, il piano degli investimenti pubblici per l'Emilia-Romagna segna 255 milioni di euro e una mappa dei possibili finanziamenti e' tuttora in aggiornamento: oltre ad altri quattro milioni regionali, la lista include un bando Ue da 15 milioni su 120 totali, altri cinque milioni per 6.000 hotspot nel bando wifi.italia.it, il modello di avviso per gli sponsor "adotta un wi-fi", altri risparmi specifici attorno alla decina di milioni. Si risolve tutto, evidentemente, ricorrendo ai soldi pubblici: "Oggi - continua il direttore di Lepida- e' l'iniezione di denaro pubblico che puo' far considerare la risorsa della bandaultra larga come universale. Il capitolo investimenti pubblici diventa cruciale quindi sui nodi classici ormai della banda veloce o velocissima, le scuole e la montagna. "Sulle scuole - continua Mazzini - siamo gia' arrivati a quota 1.000, abbiamo festeggiato da pochi giorni il traguardo. Dobbiamo farne altrettante: da qui al 2020 tutte le scuole dovranno connesse dando ben un giga bit al secondo, ossia quel che l'Europa dice dovra' esserci nel 2025, non nel 2020". Dunque si cerca di mettere le mani avanti, del resto "si tratta di fornire un servizio a quelli che saranno i cittadini, i lavoratori e gli imprenditori di domani". Forse la montagna, in tutto questo, resta lo scoglio principale: "Lì e' difficile da un punto di vista orografico - continua Mazzini concentrandosi sui rilievi appenninici - visto che ci sono pochi cittadini e gli operatori non trovano ritorno sugli investimenti". È la zona delle cosiddette aree bianche, quelle dove gli operatori in autonomia non vogliono andare: per questo, insiste il direttore di Lepida, bisogna "investire fondi pubblici, al 2020 tutte le zone di montagna saranno connesse come la pianura. Il pubblico investe dove il mercato non opera", anche e soprattutto sul web ultraveloce.