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20 Aprile 2018

Niente rame, la banda ultralarga si fa con reti in fibra al 100%. Parola di Bassanini

Intervenuto alla tavola rotonda di chiusura del convegno “Italia a tutta fibra: scenari e prospettive dello stato della banda larga in Italia e nel mondo”, organizzato dall’agenzia di stampa Askanews e da Open Fiber con la collaborazione di Acea e Sirti, il Presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, ha lanciato un messaggio inequivocabile: la banda ultralarga si fa con reti in fibra al cento per cento, non col rame, e, qualunque forma prenderà il prossimo governo, il progetto per connettere tutta l’Italia alle reti di comunicazione del futuro deve andare avanti.

Per Bassanini, dunque, il piano italiano per la fibra ottica a banda ultralarga (BUL) “non cambia indirizzo strategico e prosegue nella sua missione con l’obiettivo di realizzare il più rapidamente possibile l’infrastruttura in fibra ottica sia per le telecomunicazioni fisse che per quelle mobili 5G”. In altre parole per il Presidente di Open Fiber il modello di investimento scelto dal governo italiano, ossia quello con fondi pubblici per la copertura delle aree non profittevoli dove i privati non hanno stimolo a investire, rimane valido al 100% e i ritardi maturati nel corso di quest’ultimo anno sono da attribuirsi non solo ai tempi di approvazione della Commissione Ue e dell’elaborazione dei bandi di gara ma anche ai “tanti ricorsi al Tar contro i bandi Infratel per la realizzazione della rete a banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato. Nell’ottica, invece, della cosiddetta competizione infrastrutturale, con l’eventualità di due concorrenti e due reti (Tim e Open Fiber), Bassanini ha chiarito che spetterà “al mercato o al governo” decidere se avere una rete doppia o una rete unica per la fibra ottica, “ma noi di Open Fiber ce la giochiamo con buone possibilità di vincere”, sia per la qualità del servizio offerto sia per il modello di business basato su azionisti “pazienti” che pensano sul lungo termine. Il punto, però, resta uno: “nel prossimo decennio avere un’infrastruttura in fibra ottica capillare su tutta l’Italia è la condizione necessaria per essere nel gruppo dei paesi avanguardia, altrimenti siamo condannati al declino”.