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02 Luglio 2018

Al via partenariato tra Marche e Tunisia

Partono le attività di Start Up Tunisia, il progetto di cooperazione allo sviluppo, finanziato dall’AICS, che promuove la costruzione di un partenariato territoriale tra il territorio marchigiano e la Regione Kroumerie-Mogods, nel  Nord-Ovest della Tunisia. 

Lo sviluppo economico locale, in particolare di piccole e medie imprese operanti nel settore dell’agricoltura biologica sta al centro del patto territoriale che andrà a consolidarsi e rafforzarsi da qui al 2020 tra le due aree interessate. Il Comune di Fano con le sue eccellenze in tema di biologico rappresentate dal Consorzio Bio Marche, con l’Università degli studi di Urbino, con Legautonomie e con l’esperienza di CEFA onlus in tema di cooperazione lavoreranno insieme agli altri partner tunisini, rappresentati dall’ente di sviluppo agro silvo pastorale del nord-ovest, dall’ Istituto di ricerca e insegnamento superiore silvo-pastorale di Tabarka, dal Commissariato Regionale dello Sviluppo Agricolo, dalle delegazioni di Tabarka, Ain Draham, Fernana, per promuovere uno sviluppo economico locale attento ai bisogni delle comunità, ai diritti, alla sostenibilità ambientale e sociale.  I Comuni oggi sono chiamati in prima linea a guidare le iniziative di co-sviluppo nei Paesi Terzi, perché capaci di svolgere un ruolo importante di collegamento tra i diversi attori territoriali, pubblici e privati, e con le amministrazioni dei Paesi partner. La regione di Kroumerie-Mogods in cui si svolgeranno gli interventi di sviluppo registra un alto tasso di esclusione sociale e povertà, soprattutto tra i giovani e le donne ma, allo stesso tempo, è ricca di risorse naturali e ha un enorme potenziale di crescita economica e sociale. La prevalente economia agro-pastorale, caratterizzata dalla presenza di attività agricole di tipo informale è soffocata dall’uso di tecniche di produzioni tradizionali, dall’esclusione dal mercato, dalle difficoltà di trasporto e distribuzione, dalla mancanza di integrazione tra i vari attori della filiera. Le donne, inoltre, impegnate in via principale nelle attività agricole e non agricole, faticano a conciliare il lavoro con i compiti domestici e rappresentano, insieme ai giovani, l’anello debole della società. Il progetto interviene in questo contesto e ha l’obiettivo di mettere a sistema il contributo di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti per una cooperazione che spinge al cammino comune, al reciproco interesse verso lo sviluppo economico locale,verso lo sviluppo delle piccole e medie imprese, la creazione di lavoro. Il Comune di Fano insieme agli attori territoriali metteranno a disposizione l’expertise di un partenariato vario ai fini di rafforzare le Pmi tunisine già esistenti e di supportare la creazione di altre 15 Pmi nell’ambito dell’agricoltura, dell’allevamento e della trasformazione di prodotti. Formazione specifica per il consolidamento e la creazione di nuove start up, piani di commercializzazione e valorizzazione delle produzioni locali per le giovani imprese, campagne di informazione sulle possibilità di creare Pmi per giovani e donne, promozione della cooperazione tra imprese marchigiane e tunisine, sono le principali attività di cui andranno a beneficiare un totale di 5000 giovani e 2000 donne. Non meno rilevante sarà il coinvolgimento nelle attività progettuali delle comunità di migranti tunisini presenti nel territorio marchigiano, considerata la loro capacità di tenere i contatti con i loro Paesi di origine e sostenere specifici accordi non solo tra immigrati residenti e comunità di origine, ma anche tra università e università, tra associazioni di impresa e imprese, tra realtà sociali, per uno co-sviluppo vero. Questo permetterà di costruire un processo bilaterale duraturo che parte da Start up Tunisia ma va oltre il singolo progetto.

di Paola Manca, Ufficio studi Legautonomie