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Corte dei Conti finanza pubblica

19 Luglio 2018

Corte dei Conti, Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica

Il Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica ha l’obiettivo di mettere a disposizione del Parlamento e del Governo elementi di valutazione dell’efficacia dimostrata dagli strumenti di sostegno alla crescita, di controllo e regolazione dei principali settori dell’intervento pubblico, nonché dalla gestione e della distribuzione del carico fiscale. Nella edizione di quest’anno, come nel passato, la prima sezione del Rapporto è dedicata ad un esame delle prospettive della finanza pubblica e delle principali determinanti nel quadro degli obblighi posti dall’adesione all’Unione europea. Tali andamenti sono letti nel secondo e nel terzo capitolo guardando alle politiche di bilancio dei principali paesi dell’eurozona e, in particolare, al posizionamento dell’Italia in Europa quanto alla spesa pubblica primaria.

Segue un aggiornamento dell’analisi sull’andamento del debito e un primo bilancio degli effetti riconducibili al Quantitative easing, con una rassegna dei canali attraverso cui le politiche non convenzionali hanno influenzato i conti pubblici. La seconda sezione del Rapporto si apre con una analisi dedicata alla progressività del sistema tributario e alla sua effettiva capacità di assicurare il finanziamento della spesa pubblica sulla base della capacità contributiva dei singoli, come prescrive la Costituzione.

Si affrontano, poi, sulla base dei consuntivi di finanza pubblica, i risultati quantitativi conseguiti con le misure di contenimento della spesa guardando, allo stesso tempo, alla capacità di perseguire gli obiettivi in termini di qualità e di ricomposizione della spesa che erano assegnati alla spending review e di modifica nella composizione delle entrate che hanno caratterizzato l’ultimo quinquennio. Sul terreno delle spese per prestazioni di protezione sociale, sono tre i fronti ai quali il Rapporto 2018 continua a dedicare attenzione: previdenza, assistenza e sanità.

Si tratta, evidentemente, di settori a cui si intestano altrettanti filoni di politiche pubbliche particolarmente importanti per i loro concreti risvolti sui cittadini e che meritano valutazioni e scrutini nell’ottica di una rendicontazione al Parlamento finalizzata ad evidenziarne l’efficacia. Nonostante gli sforzi operati negli ultimi esercizi per sospingere la spesa per investimenti pubblici, anche nel 2017 i risultati registrano un calo della spesa. L’esame è diretto a fornire elementi di valutazione su quanto siano i vincoli di finanza pubblica a frenare le scelte delle amministrazioni territoriali o, piuttosto, le difficoltà finanziarie ad impedire agli enti di esporsi sul fronte della spesa per investimenti.

Un’ultima analisi riguarda la possibilità per le Regioni a statuto ordinario di ottenere “forme e condizioni particolari di autonomia”, in alcune materie di competenza esclusiva statale e nelle materie di legislazione concorrente, con l’obiettivo di proporre una ricognizione delle questioni che si pongono, sia sul fronte degli assetti istituzionali e normativi, sia su quello delle risorse da riconoscere e del conseguente meccanismo di finanziamento.

 

La presentazione del Rapporto 2018

Il Rapporto 2018