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04 Settembre 2018

Il controllo di legalità secondo la Corte dei conti nei rapporti fra Ente locale e società partecipate

Articolo di Giuseppe Farneti sul numero 8-9 di Azienditalia legato al tema della legalità secondo la Corte dei Conti.

Una recentissima deliberazione della Corte dei conti della Sezione regionale di controllo della Lom-bardia ha analizzato alcuni significativi profili di criticità in capo a un Comune (e probabilmente assai diffusi nella realtà operativa, di qui l’interesse per la deliberazione), connessi a una propria società partecipata, con riferimento, sia alla costituzione della stessa, sia al suo funzionamento, sia alla deliberazione della sua dismissione. In continuità con la giurisprudenza della Sezione, la deli-berazione afferma che le verifiche sulla gestione finanziaria degli Enti locali sono ascrivibili al con-trollo di legalità e regolarità, che ha la caratteristica di finalizzare le suddette verifiche della magi-stratura contabile all’adozione di effettive misure correttive; ma che può anche comportare, si de-ve osservare, come è avvenuto nel caso di specie, la trasmissione della pronuncia alla procura e-rariale presso la sezione regionale. Ancora, la Corte ha modo di affermare, nel contesto della sua pronuncia, che la discrezionalità amministrativa dell’Ente locale incontra non solo i limiti che con-seguono da specifici vincoli di legge, “ma anche da declinazioni del più generale concetto di sana gestione finanziaria, inteso come gestione finanziaria improntata ai principi di economicità, effi-cienza ed efficacia”, principi che sono un corollario del più generale principio del buon andamento dell’azione amministrativa ex art. 97 della Costituzione. Il mancato rispetto di questi principi, dun-que, in particolare se rafforzati da obblighi specifici, come la normativa richiede con riferimento alle società partecipate dagli Enti locali, contrasta con la “sana gestione finanziaria” ed è suscettibile, in conseguenza, di delineare i presupposti del danno erariale. 

Una recentissima deliberazione della Corte dei conti della Sezione regionale di controllo della Lombardia ha analizzato alcuni significativi profili di criticità in capo a un Comune (e probabilmente assai diffusi nella realtà operativa, di qui l’interesse per la deliberazione), connessi a una propria società partecipata, con riferimento, sia alla costituzione della stessa, sia al suo funzionamento, sia alla deliberazione della sua dismissione. In continuità con la giurisprudenza della Sezione, la deliberazione afferma che le verifiche sulla gestione finanziaria degli Enti locali sono ascrivibili al controllo di legalità e regolarità, che ha la caratteristica di finalizzare le suddette verifiche della magistratura contabile all’adozione di effettive misure correttive; ma che può anche comportare, si deve osservare, come è avvenuto nel caso di specie, la trasmissione della pronuncia alla procura erariale presso la sezione regionale. Ancora, la Corte ha modo di affermare, nel contesto della sua pronuncia, che la discrezionalità amministrativa dell’Ente locale incontra non solo i limiti che conseguono da specifici vincoli di legge, “ma anche da declinazioni del più generale concetto di sana gestione finanziaria, inteso come gestione finanziaria improntata ai principi di economicità, efficienza ed efficacia”, principi che sono un corollario del più generale principio del buon andamento dell’azione amministrativa ex art. 97 della Costituzione. Il mancato rispetto di questi principi, dunque, in particolare se rafforzati da obblighi specifici, come la normativa richiede con riferimento alle società partecipate dagli Enti locali, contrasta con la “sana gestione finanziaria” ed è suscettibile, in conseguenza, di delineare i presupposti del danno erariale.