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12 Settembre 2018

Banda ultralarga, cresce la connettività dell’Emilia Romagna. Aree bianche in rete entro il 2020

Proseguono i lavori di realizzazione del Piano Banda ultralarga regionale dell’Emilia Romagna: raggiunto il 75% delle unità immobiliari, dato simile a quello della Toscana, contro il 72% della Lombardia, il 70% del Lazio, il 68% del Veneto, il 55% del Piemonte, solo per citare alcune regioni tra le più attive nel processo di infrastrutturazione del territorio. Per verificare il livello di copertura del territorio e dei singoli Comuni, comunque, basta dare un’occhiata alla mappafornita dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e accessibile sul sito ufficiale del Piano nazionale Banda ultralarga.

Lo stato di avanzamento dei lavori in Emilia Romagna vede aperti numerosi cantieri, con l’obiettivo finale di portare la rete, la connettività ed i servizi a banda di almeno 30Mbps sia nelle aree bianche, o a fallimento di mercato, sia nel resto della regione a tutti i cittadini e le imprese.

A seguito della firma del contratto di concessione tra Infratel e Open Fiber di giugno 2017, si legge in una nota della società in house regionale Lepida, è stata avviata l’attività di progettazione definitiva nonché la verifica della progettazione esecutiva e il successivo avvio di lavori ove siano state ottenute le autorizzazioni necessarie.

Il Piano regionale, finanziato con risorse pubbliche, coinvolge tutti i Comuni dell’Emilia Romagna ed è stato organizzato in due distinti interventi: il primo è relativo alle dorsali in fibra ottica in carico a Lepida, il secondo intervento è relativo alla realizzazione dell’accesso, in neutralità tecnologica in parte in fibra e in parte in Fixed Wireless Access, in carico a Open Fiber, concessionario individuato da Infratel Italia attraverso un bando pubblico.

Ad oggi, si legge in un comunicato ufficiale dell’azienda, “Lepida ha completato la realizzazione di 109 tratte, sta procedendo alla realizzazione di 27 tratte, 22 tratte sono in attesa del rilascio dei permessi da parte di tutti gli enti competenti, altre 34 tratte hanno già i progetti approvati, mentre per ulteriori 30 tratte sono in corso le progettazioni”.

Si tratta, complessivamente, di ben 222 tratte processate in meno di due anni per 17 milioni di euro di spesa, realizzate su fondi FESR e FEASR, con proprietà delle opere in capo a Regione Emilia-Romagna.

Per quel che riguarda Open Fiber, al momento sono 40 i territori su cui sono stati avviati i lavori. “La realizzazione della rete di accesso vede alcuni ritardi rispetto alle prime tempistiche ipotizzate, oltre ad una riorganizzazione degli interventi territoriali principalmente dettata da ottimizzazioni tecniche ed architetturali”, si legge in una nota ufficiale, “la pianificazione attuale prevede la realizzazione della copertura di tutte le aree bianche entro il 2020, con un possibile sforamento in alcune realizzazioni al 2021”.

Le infrastrutture realizzate nell’ambito del Piano Banda ultralarga “sono a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazioni, in modo equo e non discriminatorio”, si legge nel comunicato Lepida, secondo tariffe definite dall’Agcom: “Lepida, che opera su mandato di Regione, segue e partecipa all’avanzamento di tutto il Piano nel monitoraggio delle attività, nella validazione dei progetti e collaudo dei lavori di tutta l’infrastruttura”.