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05 Novembre 2018

Appello di Milano, Torino e Genova: 5 scelte per liberare i conti dei Comuni

Superare davvero il criterio della spesa storica ripensando i meccanismi di perequazione. Rivedere le regole di gestione del debito dei Comuni e permetterne una ristrutturazione come quella accordata alle Regioni; attuare la riforma della riscossione locale ferma da otto anni permettendo ai sindaci di cedere sul mercato i vecchi crediti che strozzano i bilanci; e rialzare le compensazioni per l’addio alla Tasi sull’abitazione principale.

I lavori sulla manovra sono in pieno corso. Agli amministratori locali offrono qualche soddisfazione soprattutto sulle promesse per gli investimenti. Ma per farle correre davvero il menu va arricchito. E vanno aggredite le incrostazioni che inchiodano i bilanci locali. Punta dritto su questo snodo la lettera appello che tre grandi città del Nord rivolgono al governo tramite gli assessori al Bilancio. Con una proposta in cinque mosse che interessa tutti i Comuni. Perché le gabbie sono uguali per tutti. E stanno trasformando il ruolo dei politici locali: non più amministratori con il compito di dare gambe allo sviluppo dei territori, ma gestori di emergenze contabili. Le proposte arrivano da Roberto Tasca, assessore al Bilancio della giunta Sala a Milano, Sergio Rolando, che tiene i conti del Comune di Torino guidato da Chiara Appendino, e Pietro Piciocchi, che svolge lo stesso ruolo a Genova nella giunta di Marco Bucci. Tre orientamenti diversi, dal centrosinistra di Milano al centrodestra di Genova passando per il monocolore M5S di Torino. A livello nazionale la politica si scambia accuse quotidiane sulla «rovina del Paese», ma sulla finanza locale trova una piattaforma comune.

(fonte: Il Sole24ore)