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19 Novembre 2018

Qualità della vita: Roma perde 18 punti, Milano stabile

E’ Bolzano la città italiana in cui la qualità della vita è più elevata, secondo l’indagine realizzata da Italia Oggi in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma. Dopo il capoluogo dell’Alto Adige ci sono Trento e Belluno. Roma si piazza all’85esima posizione della classifica, perdendone 18 rispetto al 2017. Al 55esimo posto Milano, che scala due gradini. Napoli (108) e Palermo (106) risultano stabili rispetto all’anno scorso. L'indagine è di Italia Oggi in collaborazione con l'Università La Sapienza. Il 2018 è l’anno delle conferme, sia di alcune performance sia di alcune tendenze emerse nelle precedenti indagini: dallo sfumare del contrasto Nord-Sud in termini di buona qualità di vita legata al benessere economico, all’acuirsi del divario fra piccoli centri (in cui si vive meglio) e grandi centri urbani, in cui la vita è invece sempre un po’ più difficoltosa. Fenomeno testimoniato, fra l’altro, proprio dal brusco scivolone della Capitale, scesa dal 67esimo all’85esimo posto della classifica. Elevato il calo anche a Bari (dal 96esimo al 103esimo posto) e a Firenze (dal 37esimo al 54esimo).

Cresce la qualità di vita nei capoluoghi – Tendenzialmente, comunque, nei capoluoghi di regione la qualità della vita cresce, salvo che in sette città. Oltre che a Bari e a Firenze, a Catanzaro (dal 92esimo al 95esimo posto), a L’Aquila (dal 68esimo al 72esimo), a Potenza, che ha perso 20 posizioni (ora è 64esima), arretramento simile a Venezia (al 62esimo dal 41esimo posto). Torino ha perso una posizione, ed è 78esima.

Italia meglio rispetto al passato – Come si vive in Italia? Nell’insieme, un po’ meglio: nel 2018 sono infatti 59 su 110 le province in cui la qualità della vita è risultata buona o accettabile, rispetto alle 56 del 2016 e del 2017: si tratta del migliore dato registrato negli ultimi cinque anni. Stabile la situazione del Nord-Ovest e del Mezzogiorno, in netto miglioramento quella del Nord-Est e del Centro (Roma a parte). Le migliori performance sono delle piccole città: ottime le posizioni di Siena, Pordenone, Parma, Aosta, Sondrio, Treviso e Cuneo. Treviso, in particolare, risulta la provincia più sicura d’Italia. Trento, Bolzano e Bologna le realtà più positive per affari e lavoro. Parma, Siena, Trento e Piacenza quelle con la migliore offerta finanziaria e scolastica; Isernia, Pisa, Ancona, Siena e Milano quelle con il più efficiente “sistema salute”. Maglia nera alla calabrese Vibo Valentia, in coda alla classifica in compagnia di Catania, Napoli, Siracusa e Palermo: cinque province ricche di bellezze architettoniche e naturali che tuttavia non riescono a fare il salto di qualità.

La ricerca fotografa modelli virtuosi, criticità e cambiamenti in atto nelle province e nelle principali aree del Paese. Sono nove le “griglie” che hanno guidato l’analisi del territorio: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, con 21 sottodimensioni e 84 indicatori di base.