Il sostegno all'inclusione attiva (SIA), operativo dallo scorso mese di settembre (di cui all'allegato decreto interministeriale del 26/5/2016) e il disegno di legge delega previsto dalla legge di bilancio 2016, che prevede l'adozione - per la prima volta in Italia - di una misura universale e strutturale per il contrasto alla povertà (il REI) di cui il SIA viene considerato un provvedimento-ponte attualmente all'esame del Senato, sono misure che rappresentano un grande salto di qualità rispetto al passato nella lotta alla povertà assoluta.  
La vicenda dei profughi e dei rifugiati, tutt’altro che in fase di soluzione, ci accompagnerà ancora per molto tempo, generando qualche tensione e pericoli di "disunione" dell’Europa e dell’Italia. La modalità di gestione del fenomeno nel nostro Paese prosegue fra alcune difficoltà, per risolvere le quali è necessaria una collaborazione istituzionale tra tutti i livelli di governo (Stato, Regioni, enti locali) e gli attori sociali. Sul tema delle "comunità locali laboratori di convivenza e identità, accoglienza e integrazione" Legautonomie e la Fondazione Nilde Iotti, con la collaborazione di Leganet, promuovono un’iniziativa di confronto e approfondimento sulle politiche di accoglienza/integrazione e sul ruolo fondamentale che hanno i Comuni, in particolare quelli piccoli e delle aree interne, nella sperimentazione di nuove forme di convivenza che partono dal basso e si alimentano attraverso il coinvolgimento delle associazioni locali, della rete di volontariato, dei cittadini.  
Il dossier che pubblichiamo è stato curato dai Servizi Studi del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Le proposte di legge di riordino adottate dalle giunte regionali costituiscono l’inizio di un percorso complesso che richiede il coinvolgimento delle Province e dei Comuni nonché dei rispettivi sistemi e organi di rappresentanza istituzionale. Nonostante l’eterogeneità e la genericità di molte proposte regionali di riordino, Legautonomie ha cercato di procedere ad una valutazione e ad un confronto delle stesse. In allegato il dossier aggiornato a settembre 2015.
Il Decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 “Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012”, con l’art. 3, co. 1 lettera r), ha inserito nel Titolo VIII – Enti locali deficitari o dissestati – del D. Lgs. 267 del 18 agosto 2000 (il Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali o TUEL), l’art. 243-bis che prevede un’apposita procedura di riequilibrio finanziario pluriennale per gli enti nei quali sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario. Si tratta di una terza fattispecie che si aggiunge alle situazioni, elencate dagli artt. 242 e 244 del TUEL, di Enti in condizioni strutturalmente deficitarie ed Enti in situazioni di dissesto finanziario. La procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, disciplinata dai nuovi articoli 243-bis, ter e quater del TUEL, si inserisce, quindi, in un sistema in cui sono prefigurate, in una graduale articolazione, le situazioni di precarietà delle gestioni amministrative ed in parallelo i rimedi per farvi fronte.  
Il personale dei Comuni italiani continua a diminuire. Nell’ultimo triennio hanno fatto segnare il segno meno sia le cifre riguardanti il calore assoluto, sia quelle sul rapporto medio di dipendenti per numero di cittadini, sia il costo per unita’ di personale. E’ quanto emerge dal terzo Rapporto annuale sul Personale di ANCI-Ifel, dal quale risulta in particolare che il numero totale del personale delle amministrazioni comunali, inclusi dirigenti, segretari comunali e direttori generali, era di 450.337 nel 2010, mentre i dati Mef ci dicono, per l’ultimo anno disponibile (2012) che si e’ scesi di oltre 26.000 unita’, a 424.214.
L'Autorità Nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni ha pubblicato il "Rapporto sul primo anno di attuazione della legge n. 190/2012". Il dossier offre un primo bilancio dello stato di attuazione della normativa anticorruzione, riportandone le prime concrete evidenze attraverso l'analisi dell'attività dei soggetti coinvolti, evidenziandone luci e ombre e offrendo possibili proposte di miglioramento. In allegato il rapporto dell'ANAC.
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