"E' un peccato che Alleanza contro la povertà, con le 39 associazioni che rappresenta, non sia stata coinvolta nella fase preparatoria del decreto”.  Sono le parole del  Portavoce nazionale dell’Alleanza contro la povertà che è stato ascoltato in audizione ieri 5 febbraio presso l’XI Commissione del Senato. In allegato la posizione dell'Alleanza illustrata in audizione.
Legautonomie è fra le associazioni che hanno fondato l'Alleanza Contro la Povertà il cui lavoro ha portato al varo del Rei. Ancorché finanziato in misura assolutamente inadeguata quella misura ha rappresentato il primo passo verso una politica universalistica di contrasto alla povertà assoluta e alla presa in carico dai Comuni di persone in condizioni di fragilità da sostenere non solo economicamente ma anche nella definizione di un percorso verso l'inserimento nel mondo del lavoro. Il Decreto che il Governo sta andando ad approvare poteva essere una opportunità straordinaria se avesse soddisfatto una di queste  due condizioni: incrementava le risorse a sostegno del Rei senza modificarne la struttura consentendo così di ampliare significativamente la platea dei beneficiari e l'efficacia delle azioni di presa in carico, oppure confermava il Rei e lo affiancava con una misura non di tipo sociale ma strettamente lavoristica tesa a sostenere le figure più fragili nel percorso di immissione nel mercato del lavoro.
"La legge di stabilità per il 2016 contiene misure finalizzate all'adozione, con cadenza triennale, di un Piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, istituendo a tal fine un fondo presso il Ministero del lavoro al quale sono assegnati 600 milioni di Euro per il 2016 e 1000 milioni di Euro a partire dal 2017. Il Piano intende così colmare una lacuna, più volte evidenziata, che fa dell'Italia, insieme alla Grecia, l'unico paese europeo in cui manchi uno strumento generale e universale di contrasto alla povertà". In allegato l'articolo del direttore di Legautonomie, Loreto Del Cimmuto, pubblicato su Italia Oggi il 23 ottobre.  
Non un intervento spot e riferito solo ad un segmento della popolazione, ma un Piano organico contro la povertà con l'introduzione progressiva del Reddito di inclusione sociale. Alla vigilia del varo della legge di Stabilità, l'Alleanza contro la povertà, che raccoglie 35 soggetti appartenenti a istituzioni, sindacati e terzo settore, ribadisce l'urgenza di una strategia nazionale. "L'Italia ha subìto un processo di impoverimento drammatico. Prima della crisi - ha affermato Antonio Misiani, responsabile finanza locale Legautonomie e membro della commissione bilancio della Camera dei Deputati - la povertà era una realtà prevalentemente del Sud, degli anziani, delle famiglie numerose e dei disoccupati. In 7 anni i poveri sono più che raddoppiati e la povertà si è diffusa in settori sociali, demografici e territoriali che ne erano relativamente immuni. Il dato forse più sconvolgente è l'esplosione della povertà assoluta tra i lavoratori dipendenti, quintuplicata dal 2007 al 2014. È una rottura con l'esperienza storica italiana, la testimonianza che nemmeno avere un lavoro mette al riparo dalla miseria".  
In vista della definizione della Legge di Stabilità, L'Alleanza contro la Povertà in Italia chiede "che il contrasto alla povertà divenga una delle priorità delle politiche sociali cui destinare adeguate risorse ed azioni organiche e stabili". Questo è il messaggio che Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, in qualità di portavoce dell’Alleanza contro la Povertà in Italia, rivolge al presidente del Consiglio Matteo Renzi ed a tutti i capigruppo del Parlamento, in una lettera inviata il 23 settembre con la richiesta di un incontro per avviare un confronto sul tema della povertà e presentare la proposta dell'Alleanza, il Reddito di inclusione sociale (Reis).  
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