Sono stati aperti oltre 1.000 cantieri nell’ambito della prime due gare per la realizzazione di infrastrutture a banda ultralarga nelle cosidette aree bianche del Paese, ovvero quelle a fallimento di mercato. Ne dà notizia Infratel con un comunicato. È stato così raggiunto con anticipo l’obiettivo prefissato entro la fine del 2018. Nel dettaglio sono 1.033 i cantieri aperti al 19 novembre 2018 di cui 915 in fibra ottica e 118 di tipo wireless (FWA). 
Infratel Italia SpA ha indetto una procedura aperta ai sensi dell’art. 60 del D.Lgs. n. 50/2016, integralmente tramite Piattaforma Telematica, per la realizzazione di infrastrutture costituite da impianti in fibra ottica per una rete a banda ultralarga, comprensiva della fornitura e posa in opera del relativo cavo in fibra ottica e della successiva manutenzione nel territorio della Regione Sardegna. 
E’ stato pubblicato sul portale dedicato al Piano strategico Banda Ultra Larga l’elenco che fa il punto sullo stato dell’arte del progetto BUL  al 19 novembre 2018. Per ciascun comune viene individuata la fase di appartenenza, lo stato delle attività, e l’eventuale firma della convenzione con Infratel che è condizione necessaria per l’avvio della progettazione esecutiva. Come previsto dal Contratto di concessione, il concessionario a valle dell’approvazione del progetto definitivo da parte di Infratel deve avviare l’attività di ottenimento delle autorizzazioni necessarie da allegare al progetto esecutivo dell’opera.
La strategia nazionale per la Banda Ultra Larga ha l'obiettivo di garantire entro il 2020 una velocità di almeno 100 Mbps all'85% della popolazione e di almeno 30 Mbps al 100% dei cittadini. Questo richiede un importante lavoro di infrastrutturazione sul territorio che riguarderà 7.400 Comuni. Le nuove tecnologie aiutano a preservare le bellezze dei nostri borghi e ridurre i disagi dei cantieri grazie a tecniche di scavo innovative definite no-dig o trenchless. 
Il progetto "Crescita Digitale in Comune" ha organizzato in occasione della XXXV Assemblea Nazionale ANCI di Rimini l’evento “I Comuni e il Piano nazionale per la diffusione della banda ultra larga nel Paese” in cui illustrare le proprie attività. Sono intervenuti Alessandro Broccatelli, Presidente Leganet, Franco Minucci, Amministratore Delegato Ancitel, Mauro Savini, Area Innovazione Digitale – ANCI e Andrea Rossi, Open Fiber. Ha introdotto gli interventi Dario Piermarini – Coordinatore per Ancitel del progetto.
E’ stato pubblicato sul portale dedicato al Piano strategico Banda ultra Larga l’elenco che fa il punto sullo stato dell’arte del progetto BUL  al 15 ottobre 2018. Per ciascun comune viene individuata la fase di appartenenza, lo stato delle attività, e l’eventuale firma della convenzione con Infratel che è condizione necessaria per l’avvio della progettazione esecutiva. Come previsto dal Contratto di concessione, il concessionario a valle dell’approvazione del progetto definitivo da parte di Infratel deve avviare l’attività di ottenimento delle autorizzazioni necessarie da allegare al progetto esecutivo dell’opera.
“L’Umbria si rende protagonista di una grande innovazione, ovvero quello di far attraversare l’intero territorio regionale da un’autostrada informatica di cui beneficeranno case ed imprese”. Lo ha dichiarato il vice presidente della giunta regionale e assessore alle infrastrutture tecnologiche, Fabio Paparelli, in occasione dell’apertura del cantiere per la stesura della fibra ottica nel centro storico di Fabro. Una nota della Regione Umbria ha dato conto dell’inaugurazione odierna.
La banda ultralarga, vale a dire con una velocità superiore ai 30 mega, copre circa l’80% del territorio italiano, ma “manca di capillarità”. Lo rileva una ricerca realizzata da EY in collaborazione con Ipsos e Centro studi di Intesa Sanpaolo, che ha censito più di 11mila zone industriali in cui sono attive più di 480mila imprese (circa il 10% del totale), di cui solo un terzo è raggiunto dalla banda ultralarga fissa. Diversi fattori determinano questo ritardo. 
Un investimento da 55 milioni di euro per far arrivare la banda larga di nuova generazione anche nelle zone più remote della Sicilia. Lo ha approvato oggi la Commissione europea attraverso l’impiego di risorse del Fondo Ue di sviluppo regionale (Fesr). A essere coinvolti saranno oltre 2,3 milioni di residenti in 142 comuni che si trovano nelle cosiddette ‘aree bianche’, dove gli operatori non offrono alcun servizio e non sono interessati a intervenire investendo in infrastrutture digitali.
Si è chiusa la procedura per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per il 5G avviata il 13 settembre. Le procedure di gara hanno portato ad una competizione vivace, conclusasi in 14 giornate di miglioramenti competitivi e con 171 tornate. L’introito raggiunto ha superato del 164% il valore delle offerte iniziali e del 130,5% la base d’asta. L’ammontare totale delle offerte per le bande messe a gara ha raggiunto i 6.550.422.258,00 euro, superando di oltre 4 miliardi l’introito minimo fissato nella Legge di Bilancio.
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