Dopo i primi due bandi di gara, che hanno coinvolto 16 regioni e la provincia autonoma di Trento, è stato avviato l’iter per il terzo avviso Infratel  previsto dal Piano strategico nazionale al fine di poter garantire la banda ultra larga nelle cosiddette aree a fallimento di mercato.
Il Report 2017 sulle reti e i servizi di nuova generazione intende analizzare il livello di sviluppo digitale raggiunto dall’Europa e dall’Italia nell’ottica di possibili azioni da mettere in campo per accelerare il coinvolgimento dei cittadini nei processi di digitalizzazione, rafforzando altresì la competitività delle imprese in uno scenario sempre più caratterizzato dai processi di rapida evoluzione.
Battesimo ufficiale della sperimentazione dei servizi della nuova generazione mobile.  Da indiscrezioni di stampa sembra che dopo settimane di valutazioni sia praticamente pronta la norma che da’ il via all’asta delle frequenze 5G per la banda larga mobile. E Open Fiber potrebbe partecipare all’asta per le frequenze 5G. Sarebbe la prima volta che un operatore focalizzato sui servizi wholesale e sulla realizzazione della rete, in questo caso della banda larga, partecipa a un’asta per la telefonia mobile.
Il Piano Banda Ultralarga (BUL) punta a coprire l’intera popolazione italiana con connessioni ultraveloci a 30 e 100 MB al secondo. Per raggiungere questo obiettivo, il Governo e gli operatori di telecomunicazioni hanno avviato ingenti piani infrastrutturali che prevedono una diffusione capillare delle reti in fibra ottica: si tratta di interventi che riguardano praticamente tutti i Comuni, chiamati quindi a fornire le autorizzazioni agli scavi e a controllare l’esecuzione dei lavori. In particolare, sono stati da poco avviati gli interventi per la realizzazione della rete pubblica nelle aree a “fallimento di mercato”, quelle cioè dove gli operatori non avrebbero investito autonomamente: a regime, saranno interessati circa 7.700 Comuni.
Si è aperta il 2 ottobre la consultazione pubblica del Piano di completamento degli interventi nelle aree bianche delle regioni Calabria, Puglia e Sardegna, interessate dal terzo bando Infratel Dopo i primi due bandi di gara, che hanno coinvolto 16 regioni e la provincia autonoma di Trento, è stato avviato l’iter per il terzo avviso Infratel  previsto dal Piano strategico nazionale al fine di poter garantire la banda ultra larga nelle cosiddette aree a fallimento di mercato.
Assicurare connessioni Internet ad alta velocità a tutte le abitazioni, ai siti pubblici, alle attività produttive e di servizio, nelle aree urbane come nelle zone dell’entroterra. Guarda a questo la strategia per la cosiddetta “broadband”, compresa negli obiettivi dell’Agenda digitale europea. E’ il punto d’appoggio di una nuova visione dell’Italia che investe in infrastrutture a prova di futuro e grazie allo sviluppo dei servizi si trasforma in una società digitalizzata pienamente inclusiva. E di questo ha parlato l’assessore regionale degli Affari generali, Filippo Spanu, intervenendo alla prima Conferenza nazionale sul piano di diffusione della banda ultralarga organizzata, a Modena, dalla nell’ambito del festival “After-futuri digitali”. Nel corso di una tavola rotonda, Spanu ha illustrato il progetto, ormai in fase avanzata, teso a garantire a tutti i cittadini sardi il diritto alla piena cittadinanza digitale, un diritto fondamentale da promuovere e tutelare.
La regione sarà totalmente digitale nei prossimi tre anni: da Rimini a Piacenza sono già partiti cantieri per 255 milioni di euro di investimenti. Una grande sfida, certo, ma anche una vera e propria rivoluzione che migliorerà il modo di vivere, lavorare e conoscere dei cittadini, interessando i settori della scuola, dell’impresa, della Pubblica amministrazione.
Venerdì 22 settembre, la Sala del Tempio di Adriano ha ospitato la presentazione del progetto ‘Crescita Digitale in Comune’ realizzato da Legautonomie con il supporto tecnico di Ancitel e Leganet.  “Si tratta di un’occasione storica per colmare il gap digitale del Paese – ha detto il presidente Marco Filippeschi - coinvolgendo nell’attuazione della rete pubblica per la banda ultra larga i comuni italiani che possono così diventare protagonisti attivi del rilancio del territorio, aprendo all’innovazione non solo del territorio ma della stessa struttura pubblica con la formazione di nuove e giovani competenze” . [...Consulta la relazione del Presidente di Legautonomie, Marco Filippeschi] [...Consulta la relazione di Sinfi] [...Consulta la relazione di Infratel] [...Consulta la relazione dell'Unione Montana Appennino Reggiano] [...Leggi Comunicato Stampa evento] [...Consulta la Rassegna stampa] [...Vedi il video di presentazione di 'Crescita digitale in Comune'] [...Leggi la scheda di presentazione del progetto] [...Vedi i video degli interventi]
Al convegno sarà illustrata la Strategia Italiana per la banda ultralarga che ha come obiettivo generale quello di sviluppare una infrastruttura di telecomunicazioni sull’intero territorio nazionale, intervenendo in questa fase, nelle aree cosiddette bianche, a fallimento di mercato. 
Risparmio di risorse pubbliche, abbattimento dei tempi di flusso informativo centro-periferia, univocità degli standard operativi, certezza degli indirizzi da seguire per i Comuni e abbattimento dei worst-cases, omogeneità dei messaggi comunicazionali, fluidificazione nei tempi e nelle modalità operative degli iter autorizzatori e virtuosità che può favorire l’attrazione di investimenti privati, diminuendo l’impiego di risorse pubbliche: sono questi gli obiettivi del progetto “Crescita Digitale in Comune”, realizzato da Legautonomie con il supporto di Ancitel e Leganet, nell’ambito del Piano per la Crescita Digitale promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico.
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