L’obiettivo della Strategia Nazionale per la Banda Ultra Larga è quello di garantire entro il 2020 la copertura con reti ultraveloci oltre i 100 Mbps almeno l’85% della popolazione italiana, la copertura ad almeno 30 Mbps alla totalità della popolazione italiana e la copertura oltre i 100 Mbps a tutte le sedi/edifici pubblici, poli industriali, aree di interesse economico e concentrazione demografica, nonché delle principali località turistiche e degli snodi logistici. Per raggiungere questo obiettivo, il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione uno strumento per guidare gli iter autorizzatori nei Comuni. L’evento sarà l’occasione per fare il punto della situazione sullo stato di attuazione del Piano BUL.
Infratel Italia, nell’ambito della prime due gare per la realizzazione di infrastrutture a banda ultralarga nelle aree bianche del Paese, denominate “a fallimento di mercato”, al 1° ottobre 2018 ha autorizzato l’avvio di 643 cantieri, di cui 585 in fibra ottica e 58 di tipo wireless (FWA). Ne dà notizia il sito per il piano strategico BUL del Ministero dello Sviluppo economico. L’importo dei lavori autorizzati ad oggi è pari a 275 milioni di euro.  
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 20 settembre, ha assunto una posizione sull’attuazione del piano nazionale banda ultra larga. Il testo è stato poi trasmesso dal Presidente, Stefano Bonaccini, al Presidente del Cobul (Comitato per la diffusione della Banda Ultralarga), il ministro per lo sviluppo economico, Luigi Di Maio, con la richiesta di convocare una riunione per un confronto su tali problematiche.
In relazione alle notizie di stampa diffuse nelle ultime ore relative a presunti tagli dei fondi per la Strategia Banda Ultra Larga (Strategia BUL) si precisa che il MiSE ha stabilito una rimodulazione finanziaria dell’Asse II del Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività FESR 2014-2020 relativo all’implementazione della Strategia BUL al solo fine di non perdere 177 milioni di euro di finanziamenti europei. L’importo destinato originariamente era di 233 milioni di euro e di questi risultavano impegnati solo 56 milioni necessari per le aree bianche.
Le Regioni hanno espresso un parere favorevole sulle linee guida per l'attuazione, la rendicontazione, il monitoraggio e il controllo dell'intervento pubblico per lo sviluppo della banda ultralarga nelle aree bianche (le aree a fallimento di mercato).
E’ stato pubblicato sul portale dedicato al Piano strategico Banda Ultra Larga l’elenco che fa il punto sullo stato dell’arte del progetto BUL al 15 settembre 2018. Per ciascun comune viene individuata la fase di appartenenza, lo stato delle attività, e l’eventuale firma della convenzione con Infratel che è condizione necessaria per l’avvio della progettazione esecutiva.
Secondo un recente rapporto dell’Istat, nel 2017 in Italia è cresciuta al 69,5% la quota di famiglie che accedono a internet tramite banda larga e così anche la percentuale di imprese con almeno 10 addetti che si connettono in banda larga mobile (70,9%). In Piemonte, tuttavia, nel 2017 quasi una famiglia su tre non ha avuto a disposizione un accesso a internet da casa (29,7%), un dato superiore alla media nazionale (28,1%) e alle principali regioni del Nord: ad esempio in Lombardia è del 24,3%, in Veneto del 26,4% e in Emilia Romagna del 26,2%. Inoltre, il 3,6% non ha alcuna connessione proprio perché nella propria zona non c’è banda larga. Si tratta soprattutto di vallate e aree collinari dove per gli operatori privati l’investimento è poco remunerativo. Per questo la Regione Piemonte ha attivato il piano per la banda ultra larga, mettendo a disposizione 284 milioni di euro per portare la fibra nelle periferie e nei piccoli centri, cui si dovranno affiancare altri 200 milioni di investimenti privati.
Proseguono i lavori di realizzazione del Piano Banda ultralarga regionale dell’Emilia Romagna: raggiunto il 75% delle unità immobiliari, dato simile a quello della Toscana, contro il 72% della Lombardia, il 70% del Lazio, il 68% del Veneto, il 55% del Piemonte, solo per citare alcune regioni tra le più attive nel processo di infrastrutturazione del territorio. Per verificare il livello di copertura del territorio e dei singoli Comuni, comunque, basta dare un’occhiata alla mappafornita dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e accessibile sul sito ufficiale del Piano nazionale Banda ultralarga.
Un Amazon del Made in Italy che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione. È la proposta che arriva dal ministro del Lavoro e Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in occasione della riunione odierna della Cabina di Regia per l’Italia internazionale. "È di vitale importanza per lo sviluppo economico del nostro Paese investire in innovazione e tecnologia", ha sottolineato il ministro. "È tempo che l’Italia disponga di un portale di e-commerce multilingua, una sorta di Amazon del Made in Italy, che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione".
La Regione Toscana ha scelto di avviare un percorso partecipato, #ToscanaDigitale, per dotarsi di una Agenda Digitale che delinei lo sviluppo delle tecnologie, dell’innovazione e dell’economia digitale.  Il percorso, nel quadro dell’Agenda Digitale Europea e del paese, ha l’obiettivo di disegnare la strategia per supportare il digitale come leva di inclusione e crescita sociale ed economica. Con eventi tematici, workshop collaborativi e questo spazio digitale, tutte e tutti, cittadini, imprenditori, professionisti, potranno partecipare condividendo informazioni che andranno a determinare gli obiettivi dell’Agenda Digitale, evidenziando criticità, bisogni e azioni. A seguito del  processo di ascolto e partecipazione, verrà pubblicata l’Agenda Digitale della Regione Toscana.
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