La trasformazione digitale degli Enti Locali si rafforza grazie alla collaborazione fra Cassa depositi e prestiti e il Team per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, squadra - quest’ultima - impegnata nella realizzazione del nuovo “sistema operativo” del Paese, cioè dei componenti strutturali su cui costruire servizi più semplici ed efficaci tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese.CDP mette a disposizione un prestito ordinario a cui possono accedere tutti gli Enti Locali per finanziare le spese di investimento legate all’attuazione del “Piano Triennale per la Trasformazione Digitale della Pubblica Amministrazione”. La presentazione delle domande potrà essere effettuata on line, riducendo i tempi per l’istruttoria dei prestiti e garantendo rapidamente la messa a disposizione delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione degli investimenti.Cassa depositi e prestiti rafforza il suo ruolo di operatore chiave a supporto degli Enti locali impegnandosi a promuovere il nuovo prestito sul territorio attraverso una serie di incontri ed eventi organizzati insieme al Team per la Trasformazione Digitale.
Il 21 marzo la task force sull’Intelligenza Artificiale - un team creato dall'AgID nel settembre 2017 che si occupa di studiare come la diffusione di soluzioni e tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) possa incidere sull’evoluzione dei servizi pubblici per migliorare il rapporto tra Pubblica amministrazione e cittadini - ha presentato il Libro Bianco sull’IA al servizio del cittadino nel corso dell’evento “Intelligenza Artificiale. Opportunità e Sfide per cittadini e amministrazioni” organizzato dall'Agenzia per il Digitale in collaborazione con Meet The Media Guru in Largo Ascianghi 5 a Roma.
Il Consiglio nazionale delle ricerche e Italtel hanno firmato un accordo quadro che indirizza la collaborazione verso tematiche di ricerca di particolare rilievo nel settore delle Comunicazioni e dell’Information Technology. Massimo Inguscio, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e Stefano Pileri, AD Italtel, hanno siglato oggi un protocollo d’intesa di ampio respiro per la ricerca, il trasferimento tecnologico e l’innovazione nell’ambito di tematiche dell’Information & Communication Technology quali le reti a banda ultralarga, la telemedicina, i Big Data, le reti per l’energia, l’industria 4.0, le Smart City e la Cybersecurity. 
Quarantacinque comuni della Provincia avranno la banda ultra larga entro la fine dell'anno. Per gli altri arriverà comunque entro il 2020. E' scritto nero su bianco nell'accordo che la Provincia di Alessandria ha siglato con Infratel,  agenzia nazionale del Ministero dello Sviluppo Economico per l'infrastruturazione digitale de Paese.
Sono passati tre mesi da quando il presidente di Infratel Maurizio Dècina dal palco degli “Stati generali per l’Ultrabroadband” annunciava l’imminente pubblicazione del terzo e ultimo bando che avrebbe dovuto completare il Piano BUL del governo Renzi, dedicato all’infrastrutturazione delle aree bianche, quelle cioè a fallimento di mercato dove le telco non sono interessate a investire. Lo scorso anno il presidente di Infratel si era detto più che ottimista sulla possibilità di pubblicare il bando già entro la fine del mese di dicembre, ma le cose non sono andate come sperato causa la burocrazia che si è messa di intralcio e che ha allungato le tempistiche oltre ogni previsione.
Nell’ambito del progetto Crescita digitale in Comune, voluto dal Ministero per lo Sviluppo economico per accompagnare i Comuni nella realizzazione del Piano BUL e realizzato da Legautonomie con il supporto di Leganet e Ancitel è stata creata la piattaforma www.crescitadigitaleincomune.it dove è possibile porre dei quesiti agli esperti, richiedere supporto per la predisposizione degli atti amministrativi, ricevere delle newsletter periodiche ed avere tutti gli aggiornamenti per quanto riguarda il tema Banda Ultra Larga.
Nella sala consiliare del Comune di Banari i Sindaci del Meilogu e del Logudoro hanno incontrato la scorsa settimana l’assessore regionale agli Affari generali Filippo Spanu, per fare il punto sugli sviluppi del piano di diffusione, in 296 piccoli centri, della banda ultra larga. Finanziato dalla Regione Sardegna con 56 milioni di euro, il programma consente di garantire servizi di connettività con elevati standard di qualità in aree in cui gli operatori privati hanno deciso di non intervenire. Alla riunione hanno preso parte anche i rappresentanti dell’Unione dei Comuni del Meilogu e del Comitato dei cittadini esponendo le attuali difficoltà che impediscono di accedere in tempi brevi alla rete internet in molti quartieri di Banari.
Open Fiber ha pubblicato online la mappa definitiva dedicata al primo e il secondo bando Infratel vinti lo scorso anno. La società controllata da Enel incaricata di sviluppare la rete in fibra nelle zone a fallimento di mercato di tutte le regioni del Paese - tranne, lo ricordiamo, Calabria Puglia e Sardegna che saranno oggetto di un terzo bando - prevede di stanziare investimenti per oltre 2 miliardi di euro dedicati allo sviluppo dell’infrastruttura, operando non da provider internet per gli utenti ma da operatore wholesale only, cioè come ente operante nel mercato all’ingrosso che offre la sua infrastruttura agli operatori autorizzati. 
Si è svolto ieri, 27 febbraio, un incontro per promuovere la Convenzione tra Infratel e i Comuni trentini. Durante l’incontro è stato presentato il Progetto finanziato dal Mise “Crescita Digitale in Comune”, nato per accompagnare i Comuni nella realizzazione del Piano BUL e affidato a Legautonomie con il contributo tecnico di Ancitel e Leganet.
Articolo a firma di Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato al ministero dello Sviluppo Economico, per Legautonomie.it -  Oggi che la costruzione di una rete moderna e ultraveloce è alla portata di tutti i comuni, sembra impossibile pensare come appena qualche anno fa il ritardo infrastrutturale in tema di banda ultralarga apparisse incolmabile; che il paese fosse diviso tra chi aveva opportunità e chi non ne aveva. Eppure, ancora nel 2014, le statistiche ci inchiodavano fanalino di coda in Europa. Gli scarsi investimenti di chi immaginava di poter lucrare su una rendita di posizione, la scelta prevalente dei privati di prolungare la vita della rete in rame e l’assenza di una strategia nazionale anche a livello pubblico ci condannavano a restare un paese arretrato sul fronte della connettività e, quindi, dello sviluppo delle politiche digitali. A Bruxelles, senza una strategia nazionale, le Regioni procedevano in ordine sparso.
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