Il Consorzio: «Senza collegamento ultraveloce le nostre strutture turistiche sono costrette a rinunciare ad ospitare anche convegni di livello internazionale».
A Boville Ernica, comune di poco più di 8.000 abitanti, è stato inaugurato il primo cantiere. Il neo Sindaco Perciballi: «Un progetto importante a cui è necessario garantire la continuità amministrativa».
L’Italia potrebbe non riuscire a raggiungere gli obiettivi Ue per il 2020 sulla banda larga ma, se la sua Strategia del 2015 basata sul modello ‘wholesale’ sarà attuata in modo corretto, potrebbe essere sulla buona strada per centrare gli obiettivi per il 2025 sulla banda ultralarga. Sono le conclusioni a cui è giunta la Corte dei conti Ue (Eca), che ha realizzato un audit sulla diffusione della banda larga nei 28.
La Commissione UE ha proposto un nuovo programma digitale da 9,2 miliardi euro che dovrebbe concretizzarsi nel periodo 2021-2027. Il piano "Europa Digitale" punta a sfruttare al meglio il nuovo quadro giuridico che sta dando vita al mercato unico, concentrandosi su cinque settori: calcolo ad alte prestazioni, intelligenza artificiale, cybersicurezza, competenze digitali e uso delle tecnologie digitali nell'economia e nella società.
Legautonomie Nazionale e la Provincia di Viterbo hanno organizzato un incontro operativo sulla Banda Ultra Larga, nel capoluogo della Tuscia, il 29 maggio alle ore 11:00 presso la sala consiliare della Provincia. Nel corso della giornata, i referenti di Legautonomie hanno presentato il progetto “Crescita Digitale in Comune”, un’iniziativa finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico, mentre Infratel e Open Fiber aggiorneranno circa lo stato di avanzamento lavori, oltre a fornire chiarimenti sulle relative procedure amministrative. 
Lo sviluppo digitale e la lotta alle diseguaglianze sono “le priorità sulle quali è concentrata l’Antitrust”. Lo ha detto oggi il garante della Concorrenza e del Mercato, Giovanni Pitruzzella, a margine di un convegno a Treviso. “La prima – ha precisato Pitruzzella – è quella combattere le imprese che bloccano l’innovazione, che chiudono i processi innovativi e cercano di contrastare i progressi ad esempio per tutto ciò che riguarda l’economia digitale, come l’espansione della banda ultralarga nel nostro paese”.
Torino Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo entrano nel sistema mondiale delle reti della ricerca.
Si tratta di un programma di lavoro da realizzare nel prossimo triennio che interessa l’intero modello strategico di evoluzione dei sistemi informativi della PA: ecosistemi digitali, infrastrutture fisiche e immateriali, sicurezza e interoperabilità. Molte di queste gare sono destinate a fornire soluzioni e servizi ai Poli strategici nazionali, ovvero i soggetti pubblici titolari di infrastrutture IT ad alta disponibilità, che saranno qualificati da AgID - a margine del censimento avviato - per erogare ad altre amministrazioni servizi informatici evoluti (infrastrutture, disaster recovery, gestione della sicurezza IT).
Innovazione tecnologica rappresenta per la Puglia una delle politiche su cui si gioca la sua capacità di essere competitiva rispetto ad altre realtà regionali italiane. Attraverso la sua specifica funzione di programmazione e di garante per il raccordo tra il territorio e i sistemi nazionali ed europei, pone l’amministrazione regionale nel ruolo di hub del sistema pubblico, con conseguenti ricadute sullo sviluppo e la competitività del sistema socio economico regionale, e dunque, appunto, l’attrattività della Regione, in termini di economia della creatività e della conoscenza e di creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove imprese.
Innovazione tecnologica rappresenta per la Puglia una delle politiche su cui si gioca la sua capacità di essere competitiva rispetto ad altre realtà regionali italiane. Attraverso la sua specifica funzione di programmazione e di garante per il raccordo tra il territorio e i sistemi nazionali ed europei, pone l’amministrazione regionale nel ruolo di hub del sistema pubblico, con conseguenti ricadute sullo sviluppo e la competitività del sistema socio economico regionale, e dunque, appunto, l’attrattività della Regione, in termini di economia della creatività e della conoscenza e di creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove imprese.
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