Nella sala consiliare del Comune di Banari i Sindaci del Meilogu e del Logudoro hanno incontrato la scorsa settimana l’assessore regionale agli Affari generali Filippo Spanu, per fare il punto sugli sviluppi del piano di diffusione, in 296 piccoli centri, della banda ultra larga. Finanziato dalla Regione Sardegna con 56 milioni di euro, il programma consente di garantire servizi di connettività con elevati standard di qualità in aree in cui gli operatori privati hanno deciso di non intervenire. Alla riunione hanno preso parte anche i rappresentanti dell’Unione dei Comuni del Meilogu e del Comitato dei cittadini esponendo le attuali difficoltà che impediscono di accedere in tempi brevi alla rete internet in molti quartieri di Banari.
Open Fiber ha pubblicato online la mappa definitiva dedicata al primo e il secondo bando Infratel vinti lo scorso anno. La società controllata da Enel incaricata di sviluppare la rete in fibra nelle zone a fallimento di mercato di tutte le regioni del Paese - tranne, lo ricordiamo, Calabria Puglia e Sardegna che saranno oggetto di un terzo bando - prevede di stanziare investimenti per oltre 2 miliardi di euro dedicati allo sviluppo dell’infrastruttura, operando non da provider internet per gli utenti ma da operatore wholesale only, cioè come ente operante nel mercato all’ingrosso che offre la sua infrastruttura agli operatori autorizzati. 
Si è svolto ieri, 27 febbraio, un incontro per promuovere la Convenzione tra Infratel e i Comuni trentini. Durante l’incontro è stato presentato il Progetto finanziato dal Mise “Crescita Digitale in Comune”, nato per accompagnare i Comuni nella realizzazione del Piano BUL e affidato a Legautonomie con il contributo tecnico di Ancitel e Leganet.
Articolo a firma di Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato al ministero dello Sviluppo Economico, per Legautonomie.it -  Oggi che la costruzione di una rete moderna e ultraveloce è alla portata di tutti i comuni, sembra impossibile pensare come appena qualche anno fa il ritardo infrastrutturale in tema di banda ultralarga apparisse incolmabile; che il paese fosse diviso tra chi aveva opportunità e chi non ne aveva. Eppure, ancora nel 2014, le statistiche ci inchiodavano fanalino di coda in Europa. Gli scarsi investimenti di chi immaginava di poter lucrare su una rendita di posizione, la scelta prevalente dei privati di prolungare la vita della rete in rame e l’assenza di una strategia nazionale anche a livello pubblico ci condannavano a restare un paese arretrato sul fronte della connettività e, quindi, dello sviluppo delle politiche digitali. A Bruxelles, senza una strategia nazionale, le Regioni procedevano in ordine sparso.
Il 3 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato la “Strategia italiana per la Banda Ultra Larga” con l’obiettivo di colmare il ritardo digitale del Paese sia sul piano infrastrutturale che su quello dei servizi, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Nel maggio del 2015 Infratel Italia, società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico, ha avviato una consultazione per l’aggiornamento della mappa della disponibilità di connettività a Banda Ultralarga. L’Italia è così risultata divisa in due cluster distinti: aree sulle quali gli operatori hanno manifestato interesse ad investire direttamente (cosiddette aree “a successo di mercato” o “aree nere”) e aree sulle quali si ritiene necessario finanziare gli interventi con fondi pubblici (cosiddette aree “a fallimento di mercato” o “aree bianche”).
È stato ratificato dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome un Accordo quadro con AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la Crescita e la Cittadinanza Digitale Verso Gli Obiettivi Europa 2020.
La "rete a banda ultra larga è come alcuni servizi essenziali, come l'acqua, l'elettricità, il gas. Per questo bisogna concentrare un fuoco di investimento sulla rete, che però non siano solo gli investimenti del governo sulle aree bianche, ma sono molto importanti anche gli investimenti privati nelle aree grigie e nere, che sono quelle dove sono le imprese". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenendo a un convegno sul piano Industria 4.0, spiegando che in questo contesto "è molto importante l'accordo con i gestori di rete, per identificare il perimetro di questa rete". 
E' stato sottoscritto dai comuni e dalle due province lucane lo schema di convenzione per la realizzazione delle infrastrutture che consentiranno la diffusione della banda ultra larga (BUL) nei Comuni della Basilicata. La convenzione consentirà l’avvio della terza ed ultima fase per la diffusione della BUL su tutto il territorio lucano, consentendo una velocità di connessione superiore a 30Mbps.
Il 23 gennaio scorso il Presidente Nicola Zingaretti, ha sottoscritto insieme ai Sindaci, al Presidente della Comunità Montana Luciano Romanzi ed alle varie Associazioni di categoria territorialmente rappresentative, il “Patto per lo Sviluppo e il lavoro, nei Comuni della Valle dell’Aniene”.   
La  Regione Emilia-Romagna vara la “Strategia d’area dell’Appennino emiliano”, che coinvolge le province di Reggio Emilia Parma e Modena, e prevede per lo sviluppo dei comuni appenninici interessati e le loro comunità investimenti che superano i 28 milioni di euro, di cui 8 destinati alla Banda Ultra Larga.
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