Legautonomie raccoglie l’appello di Romano Prodi a fare del 21 marzo - primo giorno di Primavera e festa di San Benedetto da Norcia, Patrono d'Europa - ogni anno il giorno del rilancio degli ideali di pace e cooperazione sui quali si fonda l'Unione europea.   In questo senso, "Legautonomie ha inviato a tutti i Comuni associati un ordine del giorno che impegna il consiglio comunale a promuovere l’esposizione della bandiera dell’Unione Europea e invita le associazioni culturali e di rappresentanza e tutti i cittadini e le cittadine a esporre il simbolo degli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli d’Europa", ha detto Matteo Ricci, presidente di Legautonomie e sindaco di Pesaro. "Crediamo che il percorso verso le prossime elezioni del Parlamento Europeo - continua Ricci - debba registrare una grande partecipazione attiva delle istituzioni ma anche dei cittadini, pur con diverse culture e diversi orientamenti politici, perché l'Europa unita è stata una grande conquista, e oggi più che mai dobbiamo difenderla dalla pericolosa propaganda di chi intende minare la democrazia e la libertà". Legautonomie promuoverà iniziative nei Comuni, per "100 piazze per l'Europa", e darà vita a una “Rete di Comuni per l’Europa”. L’iniziativa verrà presentata a Milano il 6 marzo prossimo, alle ore 12 presso Palazzo Marino, in una conferenza stampa aperta. Interverranno Matteo Ricci, presidente nazionale Legautonomie e sindaco di Pesaro, Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Romano Prodi, già presidente della Commissione europea.
Sono 768 i Comuni che a fine ottobre hanno aderito all’Anpr fornendo alla banca dati le informazioni anagrafiche di oltre 10 milioni di abitanti residenti. Di questi, 481 Comuni hanno richiesto il parziale rimborso per le spese di migrazione, approfittando dell’opportunità concessa dal progetto Anagrafe nazionale della popolazione residente del dipartimento della Funzione pubblica, per un ammontare pari a 957.200 euro.
La legge di bilancio 2017 ha previsto che tutte le amministrazioni pubbliche siano tenute a ordinare incassi e pagamenti al proprio tesoriere o cassiere utilizzando esclusivamente ordinativi informatici trasmessi attraverso l’infrastruttura SIOPE+. L’integrazione di tali dati con quelli in possesso dalla Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) permetterà di monitorare i tempi di pagamento delle fatture e, quindi, di rispondere all’infrazione avviata dalla Commissione Europea contro l’Italia per il ritardo dei tempi di pagamento dei debiti commerciali della PA. Il SIOPE+ contribuirà all’adozione di regole univoche nei pagamenti pubblici: l’armonizzazione degli standard di colloquio tra enti e tesorieri, che si attuerà con il nuovo Ordinativo di Pagamento e Incasso (OPI), definito dall’Agenzia per l’Italia Digitale, rappresenta un ulteriore fattore di innovazione dei pagamenti pubblici.
"La sospensione delle convenzioni del Bando periferie contenuto nel decreto Milleproroghe approvato in prima lettura al Senato è un tradimento dei Comuni e un voltafaccia mai visto che dimostra inaffidabilità o assoluta incapacità di governo, una rapina inaccettabile ai cittadini delle città italiane e, in molti casi, delle periferie delle città italiane. I comuni avvieranno ricorsi e chiederanno con tutti i mezzi una battaglia parlamentare per annullare la decisione", dichiara Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie.
Per contribuire a far fronte alle difficoltà finanziarie in cui versano gli enti locali della Campania, l’amministrazione regionale, su iniziativa del Presidente Vincenzo De Luca, mette in campo 114,4 milioni destinati in particolare ai Comuni che si trovano nell’impossibilità di poter completare o realizzare opere. Nell’imminente manovra di bilancio, la nuova normativa regionale si pone l’obiettivo di sbloccare immediatamente importanti risorse finanziarie depositate presso la Cassa Depositi e Prestiti da destinare esclusivamente ad investimenti.
* Articolo di Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della Consulta Nazionale Antiusura, pubblicato il 27 luglio 2018 su Italia Oggi ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Nessuno ha battuto ciglio quando il direttore dei Monopoli di Stato, Giovanni  Kessler, convocato l’11 luglio in audizione alla Commissione finanze della Camera, ha prospettato che gli acquisti di gioco d’azzardo alla fine dell’anno 2018 potranno contabilizzare 105,6 miliardi euro. Il che significherà 3,8 in più sul record dell’anno precedente (“attestato” a 101,8). Non vi è stata sorpresa, perché anche i commentatori più raffinati delle cronache di economia ignorano il paradosso di un consumo inflazionato, diremmo sudamericano, di gioco d’azzardo a fronte di una domanda interna di beni e servizi in stagnazione inveterata. Una qualche scossa all’opinione pubblica dormiente è venuta con l’articolo 9 del “decreto Dignità”: divieto drastico di messaggi commerciali per i 47 giochi pubblici con denaro per denaro e a scopo di lucro. Toni allarmati e ricerca di stimare le conseguenze della “restrizione” per il fisco. Operazione non facile, tant’è che la Ragioneria Generale, nel compilare la relazione detta di “bollinatura” (senza di essa il Capo dello Stato non firma gli atti di legge) si è profusa in calcoli “spannometrici”, privi di un fondamento analitico dei ricavi erariali: che si dispiegano in un range compreso tra il 2 per mille (per le scommesse “virtuali”) e il 52 per cento delle puntate al Superenalotto.
Crollano gli investimenti dei Comuni italiani. Stavolta ci sono i numeri a dirlo. E chi ci rimette sono i cittadini. Nei primi sei mesi dell'anno la spesa in infrastrutture degli enti locali è diminuita del 44% rispetto allo stesso periodo del 2008 e del 9% rispetto a un anno fa.  In particolare il crollo (-51% di spesa) ha riguardato le strade, lo sport (-44,7%) e la rete idrica (-63,5%). Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, gli avanzi di spesa bloccati valgono 3,7 miliardi nei comunu e 16,2 miliardi in tutti gli enti italiani, comprese le Regioni. A conti fatti si tratta di una costante lenta morìa di investimenti pubblici.
Entro il 30 giugno i Comuni con meno di 15mila abitanti dovranno rispondereire il questionario con le risposte sull'attuazione degli obblighi di trasparenza alla Conferenza Stato – Città ed autonomie locali. L'ufficio di segreteria della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, nell'ambito del rapporto annuale sulle attività svolte dalla Conferenza, svolge approfondimenti tematici finalizzati allo studio di argomenti rilevanti per gli enti locali. 
I risultati delle amministrative 2018 con tutti i risultati aggiornati in tempo reale sono consultabili al link del Ministero dell'Interno.   
Il Codice appalti non soddisfa i comuni, soprattutto quelli più piccoli che lamentano scarsa semplificazione e difficoltà nel  fare ricorso alle centrali uniche appaltanti. Con il risultato che, lungi dal riordinare la materia delle gare pubbliche in ottica trasparenza, il dlgs 50/2016 ha prodotto procedure farraginose che hanno causato la mancata ripresa degli investimenti. È quanto emerge da un’indagine di Legautonomie che a circa due anni dall’approvazione del nuovo Codice dei contratti pubblici ha somministrato agli enti locali un questionario con l’obiettivo di cogliere le valutazioni degli operatori. Al questionario hanno risposto 134 comuni e 2 unioni di comuni, prevalentemente del Nord.  
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