Il progetto "Crescita Digitale in Comune" ha organizzato in occasione della XXXV Assemblea Nazionale ANCI di Rimini l’evento “I Comuni e il Piano nazionale per la diffusione della banda ultra larga nel Paese” in cui illustrare le proprie attività. Sono intervenuti Alessandro Broccatelli, Presidente Leganet, Franco Minucci, Amministratore Delegato Ancitel, Mauro Savini, Area Innovazione Digitale – ANCI e Andrea Rossi, Open Fiber. Ha introdotto gli interventi Dario Piermarini – Coordinatore per Ancitel del progetto.
E’ stato pubblicato sul portale dedicato al Piano strategico Banda ultra Larga l’elenco che fa il punto sullo stato dell’arte del progetto BUL  al 15 ottobre 2018. Per ciascun comune viene individuata la fase di appartenenza, lo stato delle attività, e l’eventuale firma della convenzione con Infratel che è condizione necessaria per l’avvio della progettazione esecutiva. Come previsto dal Contratto di concessione, il concessionario a valle dell’approvazione del progetto definitivo da parte di Infratel deve avviare l’attività di ottenimento delle autorizzazioni necessarie da allegare al progetto esecutivo dell’opera.
Tre cantieri si sono aperti alla fine della scorsa settimana. Qualche giorno fa è stata la volta dell’isola d’Elba. Proseguono i lavori che grazie alla fibra ottica portata fin sotto casa consentiranno, in tutta la Toscana, anche a chi abita nelle frazioni e nei borghi più piccoli e periferici di navigare su internet fino ad un gigabit al secondo. Come in città, più veloci in qualche caso di paesi e comuni ben più grandi. Una infrastruttura importante. Una connessione veloce vuol dire infatti, per le aziende, essere più competitive; significa facilitare l’industria 4.0 ma anche rendere più semplice la vita ai cittadini che scelgono di restare (o tornare) a vivere in campagna, connessi al resto del mondo grazie ai servizi on line, capaci di dialogare, anche con la pubblica amministrazione, seduti in salotto o col proprio telefonino. Questo ed altro ancora in una articolata nota stampa della Regione Toscana che fa il punto sullo stato dell’arte BUL nel territorio Regionale.
L’obiettivo della Strategia Nazionale per la Banda Ultra Larga è quello di garantire entro il 2020 la copertura con reti ultraveloci oltre i 100 Mbps almeno l’85% della popolazione italiana, la copertura ad almeno 30 Mbps alla totalità della popolazione italiana e la copertura oltre i 100 Mbps a tutte le sedi/edifici pubblici, poli industriali, aree di interesse economico e concentrazione demografica, nonché delle principali località turistiche e degli snodi logistici. Per raggiungere questo obiettivo, il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione uno strumento per guidare gli iter autorizzatori nei Comuni. L’evento sarà l’occasione per fare il punto della situazione sullo stato di attuazione del Piano BUL.
“L’Umbria si rende protagonista di una grande innovazione, ovvero quello di far attraversare l’intero territorio regionale da un’autostrada informatica di cui beneficeranno case ed imprese”. Lo ha dichiarato il vice presidente della giunta regionale e assessore alle infrastrutture tecnologiche, Fabio Paparelli, in occasione dell’apertura del cantiere per la stesura della fibra ottica nel centro storico di Fabro. Una nota della Regione Umbria ha dato conto dell’inaugurazione odierna.
La banda ultralarga, vale a dire con una velocità superiore ai 30 mega, copre circa l’80% del territorio italiano, ma “manca di capillarità”. Lo rileva una ricerca realizzata da EY in collaborazione con Ipsos e Centro studi di Intesa Sanpaolo, che ha censito più di 11mila zone industriali in cui sono attive più di 480mila imprese (circa il 10% del totale), di cui solo un terzo è raggiunto dalla banda ultralarga fissa. Diversi fattori determinano questo ritardo. 
Un investimento da 55 milioni di euro per far arrivare la banda larga di nuova generazione anche nelle zone più remote della Sicilia. Lo ha approvato oggi la Commissione europea attraverso l’impiego di risorse del Fondo Ue di sviluppo regionale (Fesr). A essere coinvolti saranno oltre 2,3 milioni di residenti in 142 comuni che si trovano nelle cosiddette ‘aree bianche’, dove gli operatori non offrono alcun servizio e non sono interessati a intervenire investendo in infrastrutture digitali.
Si è chiusa la procedura per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per il 5G avviata il 13 settembre. Le procedure di gara hanno portato ad una competizione vivace, conclusasi in 14 giornate di miglioramenti competitivi e con 171 tornate. L’introito raggiunto ha superato del 164% il valore delle offerte iniziali e del 130,5% la base d’asta. L’ammontare totale delle offerte per le bande messe a gara ha raggiunto i 6.550.422.258,00 euro, superando di oltre 4 miliardi l’introito minimo fissato nella Legge di Bilancio.
Infratel Italia, nell’ambito della prime due gare per la realizzazione di infrastrutture a banda ultralarga nelle aree bianche del Paese, denominate “a fallimento di mercato”, al 1° ottobre 2018 ha autorizzato l’avvio di 643 cantieri, di cui 585 in fibra ottica e 58 di tipo wireless (FWA). Ne dà notizia il sito per il piano strategico BUL del Ministero dello Sviluppo economico. L’importo dei lavori autorizzati ad oggi è pari a 275 milioni di euro.  
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 20 settembre, ha assunto una posizione sull’attuazione del piano nazionale banda ultra larga. Il testo è stato poi trasmesso dal Presidente, Stefano Bonaccini, al Presidente del Cobul (Comitato per la diffusione della Banda Ultralarga), il ministro per lo sviluppo economico, Luigi Di Maio, con la richiesta di convocare una riunione per un confronto su tali problematiche.
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