Torino Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo entrano nel sistema mondiale delle reti della ricerca.
Innovazione tecnologica rappresenta per la Puglia una delle politiche su cui si gioca la sua capacità di essere competitiva rispetto ad altre realtà regionali italiane. Attraverso la sua specifica funzione di programmazione e di garante per il raccordo tra il territorio e i sistemi nazionali ed europei, pone l’amministrazione regionale nel ruolo di hub del sistema pubblico, con conseguenti ricadute sullo sviluppo e la competitività del sistema socio economico regionale, e dunque, appunto, l’attrattività della Regione, in termini di economia della creatività e della conoscenza e di creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove imprese.
Innovazione tecnologica rappresenta per la Puglia una delle politiche su cui si gioca la sua capacità di essere competitiva rispetto ad altre realtà regionali italiane. Attraverso la sua specifica funzione di programmazione e di garante per il raccordo tra il territorio e i sistemi nazionali ed europei, pone l’amministrazione regionale nel ruolo di hub del sistema pubblico, con conseguenti ricadute sullo sviluppo e la competitività del sistema socio economico regionale, e dunque, appunto, l’attrattività della Regione, in termini di economia della creatività e della conoscenza e di creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove imprese.
Nell’ambito delle attività che il Governo italiano sta sviluppando per la realizzazione del Piano Banda Ultra Larga, l’Unione delle Province d’Italia ha stipulato nel 2017 un Protocollo di intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico e la Conferenza delle Regioni (in allegato), al cui interno è contenuto lo schema di convenzione con Infratel, schema che può essere utilizzato dalle Province per disciplinare le procedure amministrative di propria competenza e facilitare l’attuazione delle attività di realizzazione della rete BUL da parte di Infratel e del concessionario Open Fiber.
In Emilia Romagna, grazie al progetto SchoolNet (“Una Scuola grande come la Regione”), Comuni e province, con l’aiuto fondamentale di Lepida, hanno cominciato nel 2010-2011 a collegare in banda ultralarga le scuole dei territori. Il modello, definito insieme alla Regione, prevede che Lepida progetti e realizzi le infrastrutture necessarie e che fornisca gratuitamente l’erogazione del servizio di connettività. Oggi, a diversi anni dall’inaugurazione del Piano Telematico della regione (2011-2013), la società in house della Regione Emilia Romagna ha annunciato il raggiungimento delle 1006 scuole in banda ultralarga.
Il nostro paese è rimasto senza una rete pubblica per almeno 20 anni. Gli accordi siglati dal Governo e dalle regioni nel 2015 hanno permesso in poco tempo di avviare il Piano BUL per dotare tutto il Paese, entro il 2020, di una rete moderna e ultraveloce, facendo compiere finalmente all'Italia il passaggio dalla banda larga alla banda ultralarga. Solo nel 2014 eravamo penultimi in Europa sul fronte della connettività e avevamo una previsione di investimenti privati largamente insufficienti per raggiungere gli obiettivi fissati dell’Agenda Europea 2020 e per garantire a cittadini e imprese infrastrutture adeguate. In coerenza con l'Agenda Europea 2020, l'Italia ha approvato la Strategia Italiana per la banda ultralarga, con l'obiettivo di coprire entro tale anno l’85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100Mbps e garantire allo stesso tempo a tutti i cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30Mbps. 
Vodafone e Open Fiber rafforzano la loro collaborazione nella banda ultra larga estendendo l'accordo, già attivo in 13 città cablate, a ulteriori 258 città italiane (per un totale di 271) comprese nei cosiddetti cluster A e B. 
Intervenuto alla tavola rotonda di chiusura del convegno “Italia a tutta fibra: scenari e prospettive dello stato della banda larga in Italia e nel mondo”, organizzato dall’agenzia di stampa Askanews e da Open Fiber con la collaborazione di Acea e Sirti, il Presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, ha lanciato un messaggio inequivocabile: la banda ultralarga si fa con reti in fibra al cento per cento, non col rame, e, qualunque forma prenderà il prossimo governo, il progetto per connettere tutta l’Italia alle reti di comunicazione del futuro deve andare avanti.
Dopo i bandi del 3 giugno e dell’8 agosto 2016, con la pubblicazione del terzo bando di gara e con uno stanziamento pubblico di 103 milioni di euro, ha inizio la costruzione della rete pubblica per la banda ultra larga in Puglia, Calabria e Sardegna. Parliamo di oltre 378 mila i cittadini interessati dagli interventi previsti nel terzo bando e più di 296 mila le unità immobiliari negli 882 comuni coinvolti. 
Sono partiti i primi cantieri e altri ne seguiranno nel corso dell'anno, sulla copertura della banda ultra larga in Emilia-Romagna. Il punto lo fa oggi pomeriggio Dimitri Tartari, coordinatore dell'Agenda digitale della Regione, intervenendo alla scuola di Ingegneria a Bologna al convegno "Lo sviluppo delle reti di telecomunicazione per la completa digitalizzazione del territorio", promosso da Federmanager. Nel momento in cui l'azienda telematica di viale Aldo Moro, Lepida spa, compie 10 anni, "la situazione in Emilia-Romagna e' in divenire", illustra Tartari. 
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