Il 3 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato la “Strategia italiana per la Banda Ultra Larga” con l’obiettivo di colmare il ritardo digitale del Paese sia sul piano infrastrutturale che su quello dei servizi, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Nel maggio del 2015 Infratel Italia, società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico, ha avviato una consultazione per l’aggiornamento della mappa della disponibilità di connettività a Banda Ultralarga. L’Italia è così risultata divisa in due cluster distinti: aree sulle quali gli operatori hanno manifestato interesse ad investire direttamente (cosiddette aree “a successo di mercato” o “aree nere”) e aree sulle quali si ritiene necessario finanziare gli interventi con fondi pubblici (cosiddette aree “a fallimento di mercato” o “aree bianche”).
È stato ratificato dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome un Accordo quadro con AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la Crescita e la Cittadinanza Digitale Verso Gli Obiettivi Europa 2020.
La "rete a banda ultra larga è come alcuni servizi essenziali, come l'acqua, l'elettricità, il gas. Per questo bisogna concentrare un fuoco di investimento sulla rete, che però non siano solo gli investimenti del governo sulle aree bianche, ma sono molto importanti anche gli investimenti privati nelle aree grigie e nere, che sono quelle dove sono le imprese". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenendo a un convegno sul piano Industria 4.0, spiegando che in questo contesto "è molto importante l'accordo con i gestori di rete, per identificare il perimetro di questa rete". 
E' stato sottoscritto dai comuni e dalle due province lucane lo schema di convenzione per la realizzazione delle infrastrutture che consentiranno la diffusione della banda ultra larga (BUL) nei Comuni della Basilicata. La convenzione consentirà l’avvio della terza ed ultima fase per la diffusione della BUL su tutto il territorio lucano, consentendo una velocità di connessione superiore a 30Mbps.
Il 23 gennaio scorso il Presidente Nicola Zingaretti, ha sottoscritto insieme ai Sindaci, al Presidente della Comunità Montana Luciano Romanzi ed alle varie Associazioni di categoria territorialmente rappresentative, il “Patto per lo Sviluppo e il lavoro, nei Comuni della Valle dell’Aniene”.   
La domanda di professionisti ICT è in costante aumento ma il mercato non riesce a trovarli e molte posizioni che richiedono specializzazioni in ICT restano scoperte. È quanto emerso al seminario “Competenze Digitali 4.0 – Le Società in house per digitalizzare il Sistema Paese”, dove è stato presentato il Rapporto dell’Osservatorio delle Competenze Digitali 2017.  Nella foto scattata dall'Osservatorio, il divario fra quanto cercano le aziende e la preparazione professionale di quanti sono in cerca di occupazione è notevole. Ogni anno in Italia la richiesta di professionisti ICT cresce mediamente del 26%, con punte del 90% per le nuove professioni legate all’innovazione digitale e ancor più marcata è la richiesta di nuove professioni digitali, in campi quali Cloud, Cyber Security, IoT e robotica. E crescono le retribuzioni anche, con un + 5,7% registrato nel 2016.Per queste posizioni il mercato richiede il 62% di laureati e il 38% di diplomati, ma il nostro sistema formativo propone troppi diplomati e troppo pochi laureati in percorsi ICT. Le maggiori richieste vengono dal Nord Ovest, in cui si concentra il 48% della domanda.
 L'8 gennaio sono iniziati i lavori di Open Fiber per il cablaggio della città secondo la convezione siglata con il Comune per la realizzazione di una rete interamente in fibra ottica, che consentirà a oltre 44mila unità immobiliari, tra famiglie e imprese, di utilizzare una connessione internet ultraveloce, fino a 1 Gigabit al secondo. In totale saranno posati circa 26mila chilometri di fibra, con un investimento complessivo a partire da 15 milioni di euro.
La  Regione Emilia-Romagna vara la “Strategia d’area dell’Appennino emiliano”, che coinvolge le province di Reggio Emilia Parma e Modena, e prevede per lo sviluppo dei comuni appenninici interessati e le loro comunità investimenti che superano i 28 milioni di euro, di cui 8 destinati alla Banda Ultra Larga.
Una rete di comunicazione a banda ultralarga capace di coprire 1 milione e 200 mila unità immobiliari entro i prossimi cinque anni: questo il progetto che rientra nell'accordo siglato tra Acea e Open Fiber per lo sviluppo della banda ultra Larga nella Capitale.
Regione Toscana, Anci e Confservizi Cispel Toscana hanno siglato nelle ultime settimane del 2017 un protocollo per la promozione e lo sviluppo delle smart cities, che coinvolge già la metà dei Comuni capoluogo, ovvero Firenze, Prato, Pisa, Grosseto e Siena, ma che rimane aperto anche ad altre adesioni. 
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