Legautonomie sostiene la battaglia degli amministratori locali che chiedono con forza la modifica del Dl Sicurezza, che contiene norme di dubbia legittimità costituzionale sotto vari profili, e per questo ha inviato a tutti i comuni associati un ODG che invita il sindaco ad aderire e sostenere l’iniziativa intrapresa dai molti sindaci italiani volta a risolvere i conflitti normativi e il contrasto con i principi Costituzionali sollevati dalla entrata in vigore del dl n.113 del 4 ottobre 2018, a promuovere ogni iniziativa volta ad interpellare la Corte Costituzionale o altro organismo competente in materia di diritti umani, a promuovere e aderire ad ogni iniziativa che il Consiglio delle Autonomie Locali potrà intraprendere in questo senso e a chiedere, aderire e sostenere l’azione di ricorso alla Corte Costituzionale su iniziativa della Regione.  In allegato l'odg.
Contro il DL Sicurezza si muovono le Regioni. Dopo Toscana ed Emilia-Romagna che hanno già deliberato il ricorso alla Consulta, anche l'Umbria, il Piemonte e la Sardegna sono pronte a compiere lo stesso passo: nelle prossime ore porteranno in giunta la proposta. Calabria e Basilicata lo stanno valutando. Così come il Lazio di Nicola Zingaretti. Partita da un gruppo di sindaci, in testa Leoluca Orlando di Palermo, la battaglia si è spostata alle Regioni che a differenza dei Comuni possono ricorrere direttamente alla Corte costituzionale, senza passare prima da un giudice. Secondo le Giunte regionali il provvedimento presenta profili di "palese incostituzionalità che vanno ad impattare su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali salute, assistenza sociale, diritto allo studio, formazione professionale e politiche attive del lavoro e l'edilizia residenziale pubblica".