Marino Massaro ci ha lasciato. I suoi articoli e le pagine da lui curate sul Sole 24 Ore hanno rappresentato, per quanti come noi si occupano di enti locali, la prima lettura del mattino. E’ stato l’autorevole narratore di tutte le questioni che riguardavano le autonomie locali, sostenendo le ragioni dei comuni e delle province per l’introduzione dell’autonomia impositiva. Le sue puntuali analisi hanno raccontato il prima e il dopo della legge 142 del ’90, che ha sancito l’autonomia ordinamentale degli enti locali, e la stagione dell’elezione diretta dei sindaci.
In attesa della pubblicazione in G.U., si ritiene utile diffondere il testo del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 23 luglio 2018, n. 182944, concernente il monitoraggio del saldo di finanza pubblica, di cui al comma 466 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 delle città metropolitane, delle province e dei comuni per l'anno 2018, emanato ai sensi dell'articolo 1, comma 469, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
Con la Sentenza numero 110 la Corte Costituzionale si pronuncia in merito ad una legge della Regione Toscana (3 marzo 2015, n. 22) sul «Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni). Modifiche alle leggi regionali 32/2002, 67/2003, 41/2005, 68/2011, 65/2014».La Consulta dichiara “l’illegittimità costituzionale degli artt. 10, comma 3, e 11-bis, comma 5, della legge della Regione Toscana 3 marzo 2015, n. 22, recante «Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni).
La Ragioneria Generale dello Stato pubblica l'aggiornamento dell'indagine statistica sull'entità dei mutui concessi alle Regioni, alle Province autonome e agli Enti Locali (Province, Comuni e Comunità Montane) per il finanziamento degli investimenti pubblici e sul livello della relativa esposizione debitoria.  Il documento presenta l'analisi dei mutui concessi nei suoi vari aspetti: secondo le classi degli enti beneficiari, in base all'oggetto del prestito e sotto il profilo della distribuzione territoriale. Rappresenta inoltre la consistenza del debito alla fine del periodo considerato e le rate di ammortamento dovute. Nell'indagine sono stati rilevati anche i prestiti obbligazionari sottoscritti dagli Istituti facenti parte del campione. Le informazioni sono state acquisite da un campione di istituti finanziatori residenti in Italia, costituito da 50 istituti di credito e dalla Cassa Depositi e Prestiti. 
La direzione centrale della Finanza locale del Viminale ha reso noti i dati sulla distribuzione dei fondi destinati a Province e Regioni a statuto ordinario per l'esercizio delle funzioni fondamentali per gli anni 2018, 2019 e 2020. I fondi sono collegati al contributo stanziato dall'articolo 1, comma 838, legge di bilancio 2018. I dati relativi alle quote sono già stati pubblicati dalla direzione centrale della Finanza locale, a pochi giorni dalla pubblicazione del decreto del ministero dell'Interno, di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze  in Gazzetta Ufficiale.
È possibile per i Comuni aumentare le indennità di funzione del sindaco e degli assessori nella misura massima prevista dalla tabella A allegata al Dm 119/2000, tenendo conto della riduzione stabilita dall'articolo 1, comma 54, della legge 266/2005 e verificando di anno in anno il permanere delle compatibilità finanziarie. Lo ha affermato la sezione Toscana della Corte dei conti con la deliberazione n. 3/2018. 
Nonostante i numerosi tentativi di riforma che si sono susseguiti, le pubbliche amministrazioni non riescono ancora a raggiungere un livello soddisfacente di performance in termini di servizi e prestazioni da rendere ai cittadini e alle imprese. L’azione amministrativa si svolge con notevole difficoltà nel ginepraio di leggi, decreti, regolamenti, circolari e istruzioni che alimentano una burocrazia complicata e inceppata, vista male da tutti. L’orientamento al risultato, obiettivo cardine delle riforme, è ancora ingessato in una serie di comportamenti che seguono la logica dell’adempimento. Ne deriva che provvedimenti come il decreto legislativo Madia del 25 maggio scorso, n.74, che mira al rilancio degli strumenti di programmazione e a ricondurre la misurazione e la valutazione della performance entro i binari della verifica degli obiettivi realizzati e del merito dei dirigenti e del personale, destano grande interesse.
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