La direzione centrale della Finanza locale del Viminale ha reso noti i dati sulla distribuzione dei fondi destinati a Province e Regioni a statuto ordinario per l'esercizio delle funzioni fondamentali per gli anni 2018, 2019 e 2020. I fondi sono collegati al contributo stanziato dall'articolo 1, comma 838, legge di bilancio 2018. I dati relativi alle quote sono già stati pubblicati dalla direzione centrale della Finanza locale, a pochi giorni dalla pubblicazione del decreto del ministero dell'Interno, di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze  in Gazzetta Ufficiale.
È possibile per i Comuni aumentare le indennità di funzione del sindaco e degli assessori nella misura massima prevista dalla tabella A allegata al Dm 119/2000, tenendo conto della riduzione stabilita dall'articolo 1, comma 54, della legge 266/2005 e verificando di anno in anno il permanere delle compatibilità finanziarie. Lo ha affermato la sezione Toscana della Corte dei conti con la deliberazione n. 3/2018. 
Nonostante i numerosi tentativi di riforma che si sono susseguiti, le pubbliche amministrazioni non riescono ancora a raggiungere un livello soddisfacente di performance in termini di servizi e prestazioni da rendere ai cittadini e alle imprese. L’azione amministrativa si svolge con notevole difficoltà nel ginepraio di leggi, decreti, regolamenti, circolari e istruzioni che alimentano una burocrazia complicata e inceppata, vista male da tutti. L’orientamento al risultato, obiettivo cardine delle riforme, è ancora ingessato in una serie di comportamenti che seguono la logica dell’adempimento. Ne deriva che provvedimenti come il decreto legislativo Madia del 25 maggio scorso, n.74, che mira al rilancio degli strumenti di programmazione e a ricondurre la misurazione e la valutazione della performance entro i binari della verifica degli obiettivi realizzati e del merito dei dirigenti e del personale, destano grande interesse.
Le nuove norme contenute nel decreto legislativo varato quest’estate che recepisce la direttiva accoglienza sembrano orientate ad un superamento dei CARA (centri d’accoglienza per i richiedenti asilo) e alla costruzione di un sistema d’accoglienza integrato e diffuso, secondo il modello sviluppato all’interno della rete di progetti del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar). Il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati si fonda, appunto, su un modello di accoglienza diffusa che trova il suo perno negli enti locali. Nel 2014, secondo il rapporto annuale SPRAR, sono stati 432 i progetti di inserimenti presentati, 342 i Comuni che hanno aderito al sistema, 31 province e 8 unioni di Comuni. I progetti si presentano su base volontaria e hanno accesso al Fondo nazionale per le politiche e i servizi per l’asilo.  
Negli ultimi giorni è apparsa un’importante iniziativa sul CorrierEconomia che consente ai cittadini di esprimere la propria opinione, con un sondaggio, su un tema centrale come la trasparenza delle informazioni sui rischi dei prodotti finanziari derivati, che ha dei riflessi notevoli anche sulla finanza pubblica dei Comuni e delle Province.  
Con una sentenza del 7 settembre, il Consiglio di Stato ha promosso l'annullamento in autotutela dei contratti in derivati effettuato dalla Provincia di Pisa. L'ente, dopo aver rivelato i "costi impliciti", ha cancellato gli swap e i giudici amministrativi hanno chiarito la possibilità della procedura e la competenza a valutarla da parte del giudice amministrativo italiano. Pubblichiamo in allgato la sentenza del Consiglio di Stato.  
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