Giovedì 10 marzo, al Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra a Roma, Legautonomie ha organizzato un convegno dedicato alla riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione disegnata dal ddl Boschi - in via di approvazione definitiva da parte del Parlamento. Sono intervenuti il presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il Ministro per le Riforme Costituzionali e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, il vicepresidente dell’Anci e sindaco di Pesaro Matteo Ricci, e Stefano Ceccanti, Professore ordinario di diritto pubblico comparato presso la Facoltà di scienze politiche dell’Università "La Sapienza" di Roma.
Roma, 10 marzo 2016 - "Condividiamo la Riforma Costituzionale, ne riconosciamo lo straordinario valore d’innovazione e anche di svolta politica, e dunque la sosteniamo e la sosterremo nel Referendum del prossimo autunno". Così Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa, all'apertura del convegno di Legautonomie dedicato alla riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione, disegnata dal ddl Boschi, che si è svolto questa mattina al Tempio di Adriano a Roma. "Legautonomie, - ha proseguito Filippeschi davanti a una numerosa platea di sindaci e amministratori locali intervenuti a Piazza di Pietra - che è un’associazione meno vincolata a doveri istituzionali che altre, un’associazione che quest’anno compie cento anni di vita, darà sponda, in particolare, all’impegno dei sindaci e degli amministratori locali".
Il Senato ha approvato ieri con 180 voti a favore,112 no e 1 astenuto, il ddl con le riforme costituzionali. La parola passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva del testo. La riforma modifica e completa quella del Titolo V del marzo del 2001, che ha introdotto il federalismo.
"I sindaci sono favorevoli alla riforma del Senato e al superamento del bicameralismo paritario. È una vera svolta per l'Italia. La demagogia e il vuoto radicalismo populista, che disprezzano di fare i conti con la realtà, e prima ancora l'incultura istituzionale o un conservatorismo interessato da ceto politico parlamentarizzato, sono lo specchio del fallimento della politica e del discredito di una classe dirigente politica, che hanno un prezzo enorme per il nostro paese. Stare fermi significa aprire la strada ad un avvitamento della crisi democratica e ad una completa e pericolosissima perdita di controllo dei residui spazi d'intervento per arginare la crisi finanziaria dello Stato ancora incombente, la stessa crisi che ormai schiaccia le comunità locali. Vorrebbe dire compromettere i segnali di ripresa. Questo è il vero rischio che oggi si corre. Questa è la sostanza degli appelli drammatici per la riforma rivolti dai presidenti Napolitano e Mattarella al Parlamento.
L'Agenzia del Demanio fa sapere che le procedure in capo all’Agenzia previste dalla norma sul “Federalismo demaniale” sono in via di conclusione ed i trasferimenti degli immobili agli Enti locali sono in corso ed i dati sono in continuo aggiornamento. Due le procedure sotto osservazione: il federalismo demaniale vero e proprio (disciplinato dall'articolo 56-bis del Dl 69/2013) e il federalismo demaniale culturale (introdotto dal comme 5 dell'articolo 5 del Dlgs 85/2010).
Cesare Cava, esperto di finanza locale di Legautonomie, firma il pezzo pubblicato venerdì 24 luglio 2015 sul quotidiano "Italia Oggi", nella pagina mensile di Legautonomie. "Local Tax, riparte il federalismo. Va ridotta la presenza statale nella tassazione immobiliare". In allegato l'articolo.
La Presidenza della Commissione federalismo fiscale ha curato la predisposizione della sesta Relazione semestrale della Commissione, la seconda della XVII legislatura, di verifica dello stato di attuazione di quanto previsto dalla legge di delega n. 42/2009. Nell'introduzione sono indicate le principali questioni aperte, all'esito dell'attività consultiva e conoscitiva svolta in questi mesi dalla Commissione. È poi dato conto dello stato di attuazione della legge delega e dell'attività della Commissione, sono richiamati i provvedimenti esaminati, le modifiche al federalismo fiscale apportate nel periodo intercorrente dalla precedente relazione. In allegato alla relazione sono riportati i pareri approvati dalla Commissione bicamerale in questa legislatura e il prospetto degli adempimenti previsti dai decreti legislativi attuativi della legge 42 del 2009.
Con grafici ed esemplificazioni il sevizio Studi della Camera ha pubblicato “Il Riparto di competenza legislativa nel nuovo Titolo V”, in vista della riforma costituzionale ancora in corso di approvazione. Si spiega, ad esempio, che in questa riforma nella competenza esclusiva statale sono indicate nuove materie e sono quindi anche individuate delle specifiche materie di competenza regionale, ferma restando la clausola generale residuale. In allegato l’infografica “Il riparto di competenza legislativa nel nuovo Titolo V” pubblicata dalla Camera dei Deputati.
Il 10 marzo la Camera ha dato il via libera alla riforma della parte II della Costituzione. Ora il testo è all’esame del Senato. In occasione del voto finale a Montecitorio sono stati accolti dal governo tre gruppi di ordini del giorno: il primo relativo alla riforma delle Conferenze, il secondo riguardante l’autonomia differenziata, il terzo (che contiene un solo ordine del giorno) si riferisce al tema della possibile fusione di Regioni.
Le autonomie locali sono impegnate da anni, in proporzione assai più rilevante che per altri comparti del settore pubblico e con autoriforme sostanziali, per il risanamento finanziario dello Stato. Oggi siamo di fronte al mancato assolvimento degli impegni assunti dai governi, mentre i vincoli indifferenziati ancora posti alla spesa e soprattutto a quella per investimenti inibiscono le necessarie innovazioni, abbassano il livello di qualità della vita nei territorio, logorano il rapporto fra governi locali e cittadini e sono parte delle cause di depressione economica. La stessa fase di riordino istituzionale avviata dalla legge Delrio non potrà essere adeguatamente gestita dal sistema delle autonomie se non torneremo ad affrontare organicamente il tema del federalismo fiscale, e quindi di una base dell'autonomia finanziaria e fiscale dei comuni che faccia perno soprattutto sull'imposizione immobiliare.
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