Il Senato ha approvato ieri con 180 voti a favore,112 no e 1 astenuto, il ddl con le riforme costituzionali. La parola passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva del testo. La riforma modifica e completa quella del Titolo V del marzo del 2001, che ha introdotto il federalismo.
La Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della legge n. 42/2009, e dell'articolo 5, comma 7, del proprio regolamento, è chiamata a verificare lo stato di attuazione di quanto previsto dalla legge di delega e a riferirne ogni sei mesi alle Camere. La quinta relazione semestrale, la prima della XVII legislatura, è all’esame della Commissione. Potranno essere avanzate proposte di modifica o integrazione entro le ore 12 di martedì 5 agosto 2014, in modo da consentire alla Commissione di approvare il documento nella seduta del 7 agosto.
"Noi sindaci chiediamo che si vada avanti. L'impianto della proposta del governo ha una sua coerenza. L'elezione indiretta del nuovo Senato è un pilastro della riforma e ha la sua ragione in un'impostazione federalistica che riconosce agli eletti di regioni e comuni piena titolarità rappresentativa. La proposta non è certo nuova. L'elezione indiretta era prevista nel primo programma dell'Ulivo, nella bozza Violante e ha avuto una conferma importante del Comitato di saggi e dalla Consultazione pubblica promossa dal governo". Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie, che interviene sull'avvio della discussione parlamentare sulla riforma della seconda parte della Costituzione.
"Come Legautonomie siamo stati l'associazione più impegnata per la riforma del Senato e la sua trasformazione in Camera delle autonomie, quindi siamo contenti. Il progetto può essere migliorato ma non va toccato negli elementi essenziali, quindi una presenza paritaria fra Regioni e Comuni, l'elezione di secondo grado come punto fondamentale, e la capacità poi di avere competenze che aiutino l'attuazione della riforma del Titolo V, che è importante e dà certezze, e il rilancio di un'impostazione federalistica". Lo ha detto Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie, parlando con i giornalisti a margine della partenza dello Smart City Tour di Firenze.
“La sortita del presidente Grasso è una forzatura molto grave. Il presidente del Senato eccede i suoi compiti di garanzia. Prendendo parte impropriamente, dà sponda consapevolmente ai conservatori di ogni genere e per ogni motivo. Grasso elude le previsioni programmatiche dei governi Letta e Renzi, già votate dalle camere, si pone in contrasto con le posizioni prevalenti della Commissione per le riforme istituzionali e si contrappone agli esiti della Consultazione pubblica sulle riforme costituzionali promossa dal ministro Quagliariello, che ha dato esiti chiarissimi a favore dell’istituzione di una camera delle autonomie espressione dei rappresentanti di regioni e comuni. Inoltre, interviene con poco rispetto, come se i comuni e le regioni non avessero espresso i loro chiari pareri favorevoli all’elezione indiretta della nuova camera”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente dell’associazione Legautonomie, interviene a commentare le posizioni espresse dal presidente del Senato Piero Grasso.
Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 12 marzo 2014, ha approvato la relazione del Presidente, Matteo Renzi, sui provvedimenti che si attueranno in materia di riforme costituzionali e sugli interventi di politica economica inclusa la riduzione del carico fiscale. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha informato il Consiglio dei Ministri riguardo la bozza di disegno di legge costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione” proposta dal Ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi.
“E’ un radicale passo in avanti. Il superamento del bicameralismo paritario e l’istituzione dell’Assemblea delle Autonomie, ad elezione indiretta, è una vera svolta per superare un’architettura dello Stato antiquata e ormai insostenibile. Legautonomie si è battuta a viso aperto in questi anni per raggiungere questo obiettivo, fortemente voluto dagli amministratori locali. Ora si deve vigilare che non prevalgano i conservatori e che l’impianto del disegno di legge non sia stravolto. I sindaci hanno un compito importante per questo e devono farsi sentire, da protagonisti di questa riforma e interpreti del consenso che ha fra i cittadini”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie, commenta la pubblicazione del disegno di legge costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari e la revisione del Titolo V della Costituzione.
A distanza di quasi quattro anni dal clamoroso insuccesso del decreto legislativo 85/2010 sul federalismo demaniale, che avrebbe dovuto costituire la prima pietra nella costruzione, tuttora incompiuta, del federalismo fiscale, si tenta ora di correre ai ripari con l’articolo 56-bis del decreto-legge 69/2013 del Governo Letta sul rilancio dell’economia, noto come decreto del “FARE”. La nuova procedura, già avviata alla fine dello scorso anno e in pieno svolgimento, si presenta più semplice e più rapida in quanto attribuisce la competenza in materia all’Agenzia del demanio e prevede tempi e termini già predefiniti... continua
“Per il superamento del bicameralismo paritario è il momento di una scelta chiara. Dalla recentissima consultazione pubblica sulle riforme costituzionali promossa dal ministero competente, che ha raccolto 203.061 questionari validati dall’Istat, risulta che l’87,8 per cento dei cittadini vuole il superamento del bicameralismo paritario. Dunque si deve tenere di conto di un’opinione larghissima e si deve voltare pagina, superando un sistema antiquato e dispendioso, che complica e rende poco trasparente il processo legislativo. Sistema che non trova più giustificazione né ragione nella comparazione con i sistemi parlamentari di altri paesi che hanno una democrazia più efficiente”. Così il presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, che interviene riguardo alla riforma costituzionale del bicameralismo.
"Se si farà una radicale riforma del bicameralismo una legislatura nata male avrà un posto di primo piano nella storia della Repubblica, anche se non avrà durata piena. Questa riforma è assolutamente necessaria e oggi è possibile. L'Italia non uscirà dal tunnel senza un profondo cambiamento dello Stato, a partire da parlamento e governo. Noi sindaci ne siamo convinti per esperienza e per scelta. Con il sistema attuale non c'è stabilità né c'è governabilità. E approvare una buona riforma elettorale non basterebbe, come ha avvertito ogni volta il presidente Napolitano. Chi fa ostruzionismo o prepara trappole dev'essere battuto. In Parlamento i numeri ci sono e non si deve avere paura del referendum confermativo della riforma costituzionale, perché i cittadini sono favorevoli in stragrande maggioranza. Se invece il consenso mancasse la legislatura perderebbe il suo obiettivo fondamentale e non potrebbe proseguire". Così il presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, interviene nel dibattito sulle riforme istituzionali.
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