La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 18 novembre, ha approvato un documento di proposte emendative allo schema di Decreto Legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni e province, nonché fabbisogni standard in sanità.
Il 16 dicembre il presidente della Commissione parlamentare per il federalismo fiscale Enrico La Loggia ha chiesto ai presidenti delle Camere i 20 giorni di proroga previsti dalla legge 42, per l’espressione del parere sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale (atto n. 292), che assegna ai comuni il gettito dei tributi immobiliari e dovrebbe introdurre dal 2011 la cedolare secca al 20% sugli affitti e dal 2014 l'imposta municipale unica. Slitta così il termine per il sì parlamentare dall'8 al 28 gennaio.
“Il governo ha varato, in modo unilaterale, un complesso di norme che dovrebbero portare fino alla proclamazione del “fallimento politico” per Presidenti di Regione e Sindaci, tale da sancirne la successiva ineleggibilità per i successivi dieci anni. Viene da chiedersi dove stanno analoghe norme e previsioni per Presidente del Consiglio e Ministri”. Commenta così Marco Filippeschi, Presidente nazionale di Legautonomie e Sindaco di Pisa, la bozza di decreto attuativo sul federalismo fiscale approvata il 30 novembre dal Consiglio dei Ministri.
Il Consiglio dei Ministri del 30 novembre ha approvato uno schema di decreto legislativo recante meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e Comuni. I punti salienti del testo sono la rimozione per i governatori che mandano "in rosso" i conti della loro regione e l'ineleggibilità per 10 anni dei sindaci e dei presidenti di provincia che mandano in dissesto l'ente da loro amministrato.
Legautonomie lo aveva detto per prima, ad inizio settembre, denunciando la conferma nello schema di decreto legislativo sul federalismo municipale dei tagli ai trasferimenti erariali decisi con la manovra estiva (contrariamente agli impegni assunti nero su bianco dal Governo) e il rischio di un ammanco di risorse superiore al miliardo di euro legato all'introduzione della cedolare secca sugli affitti. Ora arriva l'autorevole conferma del Servizio Studi della Camera dei Deputati: la cedolare secca sugli affitti - il cui gettito verrebbe attribuito dal 2011 ai comuni - rischia di aprire una vera e propria voragine nei bilanci comunali. In termini di competenza la perdita è pari, secondo gli uffici di Montecitorio, a 525 milioni di euro nel 2011.
Ritirata la bozza di decreto del Direttore dell'Agenzia del Demanio sui beni indisponibili, così è stato deciso dalla Conferenza Unificata riunitasi il 18 novembre u..s.
Martedì 19 ottobre si è svolta l'audizione del Presidente della Commissione paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale (CoPAFF), Luca Antonini, nell'ambito dell'esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di determinazione dei fabbisogni standard di comuni, città metropolitane e province (Atto n. 240).
Relazione del prof. Luca Antonini, Comitato tecnico scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia, svolta alla seconda Conferenza della Famiglia (Milano 8/10 novembre 2010).
Il Ministro per le riforme per il federalismo, Umberto Bossi, ha riferito al Consiglio dei Ministri, che ne ha preso atto, circa i motivi per cui non è stata raggiunta l’intesa in Conferenza unificata sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale; pertanto, a norma di quanto previsto dalla legge di delega sul federalismo fiscale, verrà trasmessa al Parlamento la Relazione che ne illustra i motivi.
“Riesce difficile essere d’accordo con il ministro Calderoli e la sua fretta. I comuni sono strangolati dalla manovra centralista di Tremonti. Questo oggi è il problema, evidentissimo e lacerante. Per questo l’accordo non c’è. Sono il 2011 e anche l’anno dopo che premono ai sindaci. Non il 2014, quando si vedrebbero i primi effetti del federalismo municipale.
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