Il seminario, svoltosi a Roma l'8 luglio 2010, è stato un primo importante confronto tra amministratori locali e regionali, parlamentari, esperti e studiosi, prima della presentazione dei decreti legislativi annunciati dal governo in attuazione della legge delega 42/2009 sul federalismo fiscale.
Entra in vigore da sabato 26 giugno il decreto che trasferisce alle autonomie locali gran parte dei beni del demanio. Alleghiamo Il testo pubblicato sulla Gazzetta
"Il patrimonio tagliato a fette" è il titolo dell'editoriale di Gian Antonio Stella uscito il 3 maggio sul Corriere della Sera. Il federalismo demaniale sta incontrando obiezioni maggiori del previsto. E non solo da parte delle opposizioni, degli ambientalisti o dei guardiani di quello che Croce chiamava "il volto della patria".
Il patrimonio che il federalismo demaniale destinerebbe a Regioni ed Enti locali è stato stimato in 3,2 miliardi, pari a 17.400 fabbricati e terreni. La Corte dei Conti ha realizzato una mappa regione per regione per numero dei beni e loro valore in ordine decrescente che è stata presentata nel corso dell'audizone in Commissione bicamerale per il Federalismo fiscale il 4 maggio. In allegato il testo dell'audizione con l'indagine della Corte dei Conti.
Per completare il cammino del federalismo fiscale, il governo deve presentare, prima della fine dell'anno, alcuni provvedimenti da affiancare a quello sul federalismo demaniale, in tutto tre decreti attuativi e una relazione sui costi che deve essere presentata entro il 30 giugno 2010.
“Il primo decreto legislativo di attuazione della legge sul federalismo fiscale, relativo al federalismo demaniale, è un fatto sicuramente importante per il sistema delle autonomie locali, che tuttavia contiene luci ed ombre ed un impianto federalista in parte ridimensionato rispetto alle prime aspettative”, lo dichiara Marco Filippeschi, presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa.
Si è concluso alla Commissione bicamerale per l’attuazione del Federalismo fiscale il primo ciclo di audizioni, iniziato lo scorso 27 aprile, sul federalismo demaniale. Tra gli interventi in Commissione quello del ministro dei Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, di Domenico Mastroianni, ispettore generale capo Igf della Ragioneria Generale dello Stato, di Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti. In tal senso si era già espressa precedentemente Legautonomie.
Il patrimonio pubblico che potrà essere oggetto di trasferimento nell'ambito del federalismo demaniale, raggiunge i 2,975 miliardi. Questi i dati riferiti da Domenico Mastroianni, ispettore generale capo Igf della Ragioneria Generale dello Stato, che è intervenuto martedì 4 maggio alla Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale.
Sul federalismo demaniale la Corte dei Conti ha prodotto uno studio sul patrimonio che il provvedimento destinerebbe a Regioni ed Enti locali. Si tratta di 17.400 fabbricati e terreni per un valore stimato in 3,2 miliardi.
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