Secondo Antonio Misiani, responsabile federalismo fiscale di Legautonomie, nello schema di decreto legislativo riguardante il cosiddetto “federalismo municipale” ci sono troppe zone d'ombra e punti da chiarire. Il rischio assai concreto è che si apra una vera e propria voragine nelle casse dei comuni.
Gli aggiornamenti sono messi a disposizione dall''Agenzia del Demanio nell'ambito del processo d'avvio del federalismo demaniale. In allegato i link per scaricare le liste dei beni patrimoniali dello Stato esclusi e non dal trasferimento agli enti locali.
Pubblichiamo lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale, il quarto provvedimento di attuazione della legge n. 42/2009 sul federalismo fiscale. La Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale dovrà pronunciarsi entro l'8 gennaio 2011.
Materiale legislativo e quadro di sintesi della Legge 42/2009. A cura di Legautonomie, aggiornato al 2 marzo 2010 ( 1,91 MB )
La relazione sul federalismo fiscale, illustrata dal Ministro dell'Economia e delle Finanze al Consiglio dei Ministri riunitosi il 30 giugno 2010 sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e sulle ipotesi di definizione delle strutture fondamentali dei rapporti finanziari fra Stato, Regioni e Province autonome ed Enti locali, che il Governo presenta alle Camere in ottemperanza a quanto previsto dalla legge che gli ha conferito la delega a dare vita al federalismo fiscale (legge n.42 del 2009, articolo 2, comma 6).
Il n. 7/2010 di Note e studi di Assonime analizza il decreto legislativo sul federalismo demaniale (dlgs 28 maggio 2010, n. 85). Si tratta del primo decreto di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale (legge 5 maggio 2009, n. 42) che disciplina l’attribuzione di una parte del patrimonio dello Stato a comuni, province, città metropolitane e regioni. Assonime illustra i contenuti del decreto, che ha l’obiettivo di valorizzare i beni spesso sottoutilizzati attraverso la loro assegnazione agli enti territoriali con l’obbligo di “garantirne la massima valorizzazione funzionale”.
L'indagine del CERM (Competitività - Regole e Mercati) sui costi standard e il federalismo seleziona le cinque Regioni italiane a statuto ordinario che si contraddistinguono per il rispetto della programmazione delle risorse dedicate alla sanità, e per la qualità delle prestazioni, quest’ultima testimoniata dal saldo di mobilità in ingresso. Sono queste le Regioni benchmark. In allegato il testo integrale.
Il decreto legislativo sulla fiscalità comunale e il riordino della tassazione immobiliare è un ulteriore passo avanti verso l’attuazione del federalismo fiscale, bisognerà però leggerlo bene e capire quante sono le risorse che vengono fiscalizzate e che confluiranno nelle casse dei Comuni a fronte del venir meno dei trasferimenti statali.
Il grado di “dipendenza erariale” dei Comuni, cioè il rapporto tra quanto lo Stato dà a un Comune e le entrate complessive dello stesso, è quasi raddoppiato con l'abolizione dell'Ici. Lo rende noto l'Istat nel corso di un'audizione alla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria sul federalismo fiscale. “Il grado di dipendenza erariale degli enti locali - ha detto il presidente dell'Istat Enrico Giovannini -, misurato come quota dei contributi e trasferimenti statali sul totale delle entrate correnti, per i Comuni era intorno al 15% nel 2005-2006 ed è salito al 26-27% nel biennio successivo, a causa dell'abolizione parziale dell'Ici”.
Nell'ultima riunione della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, presieduta dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni, l'Anci, l'Upi e il Ministero dell'Economia hanno sottoscritto un accordo in materia di mutua collaborazione per la determinazione dei fabbisogni standard per il finanziamento delle funzioni fondamentali e dei relativi servizi di comuni, province e città metropolitane. In allegato il testo approvato.
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