La circolare fornisce chiarimenti in merito all’esenzione dall’IMU prevista dalla legge di stabilità 2016 per i terreni agricoli ricadenti nei comuni che per effetto di una fusione, anche per incorporazione, non risultano nell’elenco allegato alla circolare n. 9 del 1993 e risolve, altresì, il caso particolare dell’errata classificazione di un comune nel medesimo elenco.
L’Istat diffonde in un unico comunicato stampa i bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali e quelli delle amministrazioni provinciali. Questo nuovo rilascio integra le informazioni in precedenza diffuse separatamente al fine di offrire una lettura più completa delle dinamiche in atto. Per l'esercizio finanziario 2014 le entrate complessive accertate delle amministrazioni comunali sono stimate in 83.301 milioni di euro. Le entrate complessive riscosse sono stimate in 76.546 milioni. L'incidenza delle entrate tributarie sul totale di quelle correnti è in significativo aumento, passando da 58,1% del 2013 a 64,2%. Cresce anche il grado di autonomia finanziaria (da 78,9% a 84,0%) mentre diminuisce quello di dipendenza erariale (da 11,0% a 5,5%).
L’economia delle regioni italiane descrive la congiuntura economica territoriale nell’anno 2015. Per ciascuna delle quattro macroaree italiane il rapporto fornisce indicazioni sulla dinamica del PIL, sull’attività delle imprese, la spesa delle famiglie, l’andamento del mercato del lavoro, la domanda estera, le politiche di coesione, le recenti evoluzioni del mercato del credito.
In attuazione dell’articolo 1, comma 732, della legge n. 208 del 2015, che prevede che la Ragioneria generale dello Stato, entro il 10 luglio, aggiorni gli obiettivi degli enti locali che partecipano nel 2016 al patto “orizzontale nazionale”, la RGS comunica che è stato aggiornato il prospetto “VAR/PATTI/16”, inerente al dettaglio variazione saldo di finanza pubblica, con riferimento all’anno in corso e al biennio successivo degli enti che hanno richiesto o ceduto spazi finanziari mediante il patto “orizzontale nazionale” 2016.
Il Decreto direttoriale 5 luglio 2016 stabilisce la procedura per il recupero delle somme dovute e non versate a titolo di contributo alla finanza pubblica a carico delle province e delle città metropolitane.
Nel 2015 su fronte del fisco locale di è registrato un certo aumento; dalla Tasi alle addizionali Irpef. Ma l’incremento non è certo uniforme in tutte le zone del paese. Considerando il prelievo locale medio su una famiglia tipo che in base a una simulazione della Banca d'Italia ammonta a 1.983 euro, le regioni più penalizzanti sono Campania, Lazio e Piemonte. All'opposto, invece, si collocano Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Basilicata.
Il decreto legge contenente misure per gli enti locali, approvato dal Cdm nella seduta del 20 giugno 2016, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In particolare, il provvedimento: 1. Efficienta le risorse comunali. Ridestina al comparto comunale alcune economie di spesa (circa 26 milioni di euro) residuate da stanziamenti inerenti lo stesso comparto comunale (gli accantonamenti prudenziali 2015 e il fondo per il rimborso della Tasi abitazione principale). Le risorse vengono destinate a rendere più fluido ed equo il passaggio dal criterio della spesa storica a quello basato su fabbisogni standard e capacità fiscale (che al momento vale per il 30% dei trasferimenti statali).
Secondo gli ultimi dati del Sistema Conti Pubblici Territoriali le società partecipate o controllate direttamente dagli enti locali sono 5.645 e valgono appena il 6-7% della spesa totale del settore pubblico allargato - che comprende anche le spese delle imprese pubbliche nazionali - e secondo Alessandra Tancredi, dell'unità tecnica centrale del Cpt che ha presentato in Senato il nuovo portale 'openpartecipate' dell'Agenzia per la Coesione Territoriale, la cosa dovrebbe far riflettere sul peso che viene dato alle ipotesi di riorganizzazione in chiave spending review. Il portale, che passa ai raggi x 3.267 società degli enti territoriali di 18 Regioni (mancano ancora Lombardia, Valle D'Aosta e provincia autonoma di Trento) mette “a disposizione di cittadini e policy maker delle schede” con una serie di dati che vanno dalla dimensione alla spesa totale, a quella per dipendenti e investimenti, fino alle quote di partecipazione.
“Le province rischiano il dissesto generalizzato e i comuni una situazione insostenibile. Gli impegni presi dal Governo e dalla sua maggioranza con l’approvazione della legge Delrio e nell’assemblea nazionale dell’Anci, dove si garantiva l’introduzione della Local Tax in autonomia fiscale, non possono essere ancora disattesi. Il tempo sta per scadere. Fino a che c’è tempo chiediamo un’assunzione di responsabilità. Questi tagli ai comuni, alle nuove province e alle città metropolitane non possono essere considerati il pilastro sul quale si regge la legge di stabilità. Non è giusto e i patti non erano questi”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie, commenta l’iter della legge di stabilità in corso al Senato.
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