Il Ministero dell'Economia e delle Finanze con Decreto del 12 luglio 2010 fissa nuovi livelli massimi piu' rappresentativi dei livelli di mercato per la determinazione del costo globale annuo massimo per le operazioni di mutuo effettuate dagli enti locali, ai sensi del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 1989, n. 144 (GU n. 163 del 15-7-2010 )
La relazione sul federalismo fiscale, illustrata dal Ministro dell'Economia e delle Finanze al Consiglio dei Ministri riunitosi il 30 giugno 2010 sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e sulle ipotesi di definizione delle strutture fondamentali dei rapporti finanziari fra Stato, Regioni e Province autonome ed Enti locali, che il Governo presenta alle Camere in ottemperanza a quanto previsto dalla legge che gli ha conferito la delega a dare vita al federalismo fiscale (legge n.42 del 2009, articolo 2, comma 6).
Il n. 7/2010 di Note e studi di Assonime analizza il decreto legislativo sul federalismo demaniale (dlgs 28 maggio 2010, n. 85). Si tratta del primo decreto di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale (legge 5 maggio 2009, n. 42) che disciplina l’attribuzione di una parte del patrimonio dello Stato a comuni, province, città metropolitane e regioni. Assonime illustra i contenuti del decreto, che ha l’obiettivo di valorizzare i beni spesso sottoutilizzati attraverso la loro assegnazione agli enti territoriali con l’obbligo di “garantirne la massima valorizzazione funzionale”.
Pubblicato il decreto del MEF che indica gli obiettivi programmatici relativi al patto di stabilità interno per il periodo 2010-2012 delle province e dei comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti.
“Tirando le somme cosa porteranno in cassa i comuni? Questa è la domanda che i sindaci si fanno. Siamo in vista della elaborazione dei bilanci, con scelte che si annunciano drammatiche, e non vengono certezze nuove. Quello che gli enti locali invece chiedevano". Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie commenta il decreto varato ieri dal Consiglio dei Ministri su fisco comunale.
Il decreto legislativo sulla fiscalità comunale e il riordino della tassazione immobiliare è un ulteriore passo avanti verso l’attuazione del federalismo fiscale, bisognerà però leggerlo bene e capire quante sono le risorse che vengono fiscalizzate e che confluiranno nelle casse dei Comuni a fronte del venir meno dei trasferimenti statali.
In quarta lettura il 28 luglio il Senato ha concluso l'iter legislativo in materia di sicurezza stradale con l'approvazione in via definitiva del progetto di legge sul nuovo codice della strada. Il provvedimento entrerà in vigore già da sabato 31 luglio.
Il grado di “dipendenza erariale” dei Comuni, cioè il rapporto tra quanto lo Stato dà a un Comune e le entrate complessive dello stesso, è quasi raddoppiato con l'abolizione dell'Ici. Lo rende noto l'Istat nel corso di un'audizione alla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria sul federalismo fiscale. “Il grado di dipendenza erariale degli enti locali - ha detto il presidente dell'Istat Enrico Giovannini -, misurato come quota dei contributi e trasferimenti statali sul totale delle entrate correnti, per i Comuni era intorno al 15% nel 2005-2006 ed è salito al 26-27% nel biennio successivo, a causa dell'abolizione parziale dell'Ici”.
Nell'ultima riunione della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, presieduta dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni, l'Anci, l'Upi e il Ministero dell'Economia hanno sottoscritto un accordo in materia di mutua collaborazione per la determinazione dei fabbisogni standard per il finanziamento delle funzioni fondamentali e dei relativi servizi di comuni, province e città metropolitane. In allegato il testo approvato.
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